Leggi la pagina del Vangelo di oggi

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta Basilica Volto Santo Manoppello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Basilica Volto Santo Manoppello. Mostra tutti i post

lunedì 25 maggio 2015

Relazione con Dio potendolo guardare negli occhi

Emozionante servizio mandato in onda questa mattina da TV2000 in diretta dalla Basilica del Volto Santo di Manoppello.

Il Santuario del Volto Santo di Manoppello
 
In diretta dal Santuario del Volto Santo di Manoppello, Vito D'Ettorre incontra il Rettore, Padre Carmine Cucinelli, e Padre Eugenio di Giamberardino.

https://www.youtube.com/watch?v=k-ReMVLKThY

giovedì 24 aprile 2014

Basilica del Volto Santo di Manoppello: rassegna canora sulla Passione di Gesù

BASILICA DEL VOLTO SANTO - MANOPPELLO (PE) Straordinaria Rassegna Canora organizzata dall'Associazione CHORUS INSIDE INTERNATIONAL e dal Circolo ACLI 2000. L'evento ha riproposto gli antichi canti della Passione secondo l'autentica tradizione popolare abruzzese. Grande partecipazione di pubblico nell'atmosfera suggestiva creata dai cori e dai loro struggenti canti. 

Si ringaziano i frati cappucini del Santuario del Volto Santo di Manoppello che rendono sempre disponibile la Basilica del Santissimo Sudario di Cristo per questi meravigliosi eventi.

venerdì 24 gennaio 2014

Basilica del Volto Santo di Manoppello:Concerto dell'Epifania 2014

Quest'anno il tradizionale Concerto dell'Epifania ha visto la straordinaria partecipazione di due importanti cori: quello locale della Basilica del Volto Santo diretto dal prof. Nicola Costantini e il polifonico folkloristico "Colline Verdi Teatine" di San Giovanni Teatino diretto dal maestro Giuliano Di Berardino. La cittadinanza ringrazia i frati cappuccini che ogni anno, puntualmente, mettono a disposizione la chiesa che custodisce il S.S. Sudario di Cristo per questo meraviglioso evento.    
Il coro della Basilica del Volto Santo di Manoppello sarebbe lieto di accogliere al suo interno voci nuove. Chi ritiene di avere una bella voce può venire a farsi conoscere nella sala congressi del santuario, che si trova ad una quindicina di metri a destra del portone centrale della chiesa, dove ogni venerdì, alle ore 21.00, si tengono le prove per i canti da dedicare alla Santa Messa che si celebra la domenica mattina alle ore 11.00.



sabato 15 giugno 2013

Il Premio Nobel per la pace Lech Walesa al Volto Santo di Manoppello


Lech Walesa tra la spiritualità del Volto Santo e il ricordo dei minatori di Marcinelle


di Antonio Bini
MANOPPELLO (Pescara) – L’ex premier polacco e leader di Solidarnosc Lech Walesa ha visitato il Santuario del Volto Santo di Manoppello dove è stato accolto dai padri cappuccini, con il padre provinciale p. Carmine Ranieri e dalle suore polacche del Santissimo Sangue, da alcuni mesi presenti nel paese abruzzese. L’ex presidente polacco, cattolico praticante, si è prima raccolto in preghiera davanti e poi ha seguito con attenzione le spiegazioni di p. Ceslao Gadacz, cappuccino polacco che appartiene alla comunità di Manoppello.
Il religioso ha ricordato che era un giovane seminarista quando conobbe il leader di Solidarnosc nel convento dei cappuccini di Cracovia in quel travagliato 1989. Diverse le domande del premio Nobel per la Pace a proposito delle origini del Velo e della sua presenza a Manoppello. Walesa ha chiesto quali sarebbero i motivi per cui il Vaticano non riconosce l’autenticità storica del Volto Santo. Al riguardo, p. Ceslao ha illustrato gli studi che conducono alla identificazione del Volto di Manoppello nella Veronica, in questi ultimi anni grazie anche all’apporto di ricercatori polacchi.
Il leader di Solidarnosc ha desiderato sapere se Giovanni Paolo II era stato a Manoppello. Gli è stato riferito che il Papa aveva amato e frequentato molto l’Abruzzo e le sue montagne, ben oltre le limitate visite ufficiali e che non era del tutto da escludere una sua visita informale nel santuario, in un giorno feriale, come un qualsiasi pellegrino, come in passato alcune voci avevano peraltro segnalato. E d’altra parte, il Santuario del Volto Santo fuori del paese e fino a non molti anni fa era poco frequentato e ben si prestava a visite in incognito che potevano rimanere inosservate, soprattutto in un giorno feriale, come il martedì, solitamente prescelto per queste uscite dai palazzi vaticani.
Dopo la morte era stato lo stesso suo segretario, Stanislao Dziwisz, poi divenuto cardinale e arcivescovo di Cracovia a svelare nel suo libro “Una vita con Karol” (ed. Rizzoli, 2007) come il Papa polacco si fosse rifugiato in Abruzzo oltre cento volte, per pregare, camminare in montagna o semplicemente per sciare, utilizzando lo skipass come un qualsiasi sciatore. Occorre anche precisare che Giovanni Paolo II era informato delle tesi di p. Heinrich Pfeiffer, il primo studioso a rendere pubbliche le sue ricerche sul Volto Santo sin dal 1991.
Secondo quanto rivela Saverio Gaeta nel suo saggio “L’Enigma del Volto di Gesù”, il papa polacco, ormai fisicamente provato, nel 2000 chiese ai canonici che gli fosse portato nel suo appartamento il quadro custodito in San Pietro. Dopo averlo attentamente osservato si rese conto personalmente dell’inconsistenza dell’immagine, una circostanza che confermava che la Veronica non era più in Vaticano da secoli. La stessa lettera “Tertio Millennio Ineunte” – a conclusione del Grande Giubileo del 2000 – può essere letta come l’invito insistito del Papa, ormai anziano e sofferente, a ricercare il Volto di Cristo, tangibile nel Velo di Manoppello e nella Sindone di Torino, quale messaggio consegnato al terzo millennio.
Questi aspetti dovrebbero essere meglio approfonditi proprio grazie alla preziosa testimonianza del card. Stanislao Dziwisz. Per Lech Walesa l’inevitabile ricordo della figura del grande papa polacco sembra rafforzarsi quando scopre con sorpresa la presenza di altri religiosi polacchi a Manoppello, quando sr. Immaculata insieme a sr. Pia, dell’ordine del Santissimo Sangue, da circa due anni a Manoppello, lo salutano familiarmente “Szczesc boze panie Prezydencie” (“Dio ti accolga signor Presidente”). Incredulo risponde “Anche le suore sono venute qui dalla Polonia !”.
E’ venuto ad incontrarlo a Manoppello, anche don Dariusz Stancryk, attualmente in Italia e alla fine degli anni ottanta giovane prete e cappellano di Solidarnosc nella città di Skarżysko-Kamienna. Anche con don Dariusz il ricordo corre sul filo della memoria di quegli anni difficili, in cui l’Episcopato polacco, con l’aiuto di Papa Wojtyla sosteneva come poteva il movimento sindacale cattolico guidato da Walesa, anche assistendo in carcere quanti venivano arrestati come attivisti del sindacato. Prima della visita alla Basilica, l’ex leader di Solidarnosc ha voluto rendere onore alla memoria dei minatori morti nel disastro minerario di Marcinelle in Belgio, avvenuto l’8 agosto 1956, che riposano a pochi metri di distanza dal Santuario, a fianco dei cappuccini scomparsi. Le vittime furono 262 provenienti da vari paesi europei. 136 furono gli emigranti italiani deceduti, con Manoppello che pagò il prezzo più alto, con 22 morti, mentre altri provenivano da paesi vicini, come Lettomanoppello, Turrivalignani e San Valentino.
Da quest’ultimo paese, proviene la famiglia dell’attuale premier del Belgio Elio Di Rupo, anch’egli figlio di un minatore. Storie di miseria, di dolore, ma talvolta anche di riscatto sociale per i figli di tanti “musi neri”, come venivano spregiativamente chiamati gli emigranti italiani che lavoravano nelle miniere di carbone e soprattutto più dignitose e sicure condizioni di lavoro. La tragedia coinvolse altri minatori che lasciarono la propria terra alla ricerca di un lavoro, emigrando anche dalla Polonia e da altri paesi. Una sciagura mineraria che sembrò ripetere la tragedia avvenuta 49 anni prima, il 6 dicembre 1907 a Monongah, West Virignia, nella miniera di carbone della Fairmont Coal Company: il più grave disastro della storia americana, con un numero di morti che rimase imprecisato. Anche questa tragedia, spesso etichettata come la “Marcinelle americana”, vide perire numerosi emigranti, principalmente italiani, polacchi e ungheresi.
Ad accogliere Lech Walesa alcuni ex minatori e familiari di caduti, i sindaci di Manoppello e di altri comuni del circondario, in una breve e sentita cerimonia. Nel corso della giornata, il sindacato dell’UGL, per iniziativa di Geremia Mancini, ha consegnato a Walesa la “Lampada del Minatore, riconoscimento che da alcuni anni è assegnato a personaggi che si distinguono nella memoria di Marcinelle e nelle lotte per il lavoro e la sicurezza dei lavoratori. L’assegnazione al leader polacco riconosce in Lech Walesa una icona delle lotte del lavoro e del sindacalismo in difesa delle classi lavoratrici.
Nel piccolo museo etnografico visitabile nel Santuario, attiguo alla sala che raccoglie gli ex voto, è esposto  il casco appartenuto a Geremia Iezzi, l’ultimo minatore risalito dalle viscere quel tragico 8 agosto 1956, prima dell’esplosione  della miniera di Bois de Cazier di Marcinelle. Prima del commiato, il rettore della Basilica ha donato all’illustre ospite l’edizione polacca del libro di Paul Badde e un filmato del Volto Santo. L’emozionato Walesa si congeda lasciando il suo breve, semplice ma intenso messaggio sul registro degli ospiti: “Ti ringrazio Signore Dio per quello che mi capita oggi”.

https://www.youtube.com/watch?v=Ps4CTzeLhdQ



sabato 4 maggio 2013

Giorno 17 maggio 2013 Radio Maria al Volto Santo di Manoppello

Venerdì 17 maggio 2013,  Radio Maria trasmetterà la Santa Messa delle ore 07, 30 dal Volto Santo di Manoppello. La celebrazione Eucaristica sarà presieduta dal Rettore del Convento dei Cappuccini, Padre Carmine Cucinelli, e l'evento vedrà anche la straordinaria partecipazione del Coro della Basilica, diretto dal Professore Nicola Costantini.  

mercoledì 13 giugno 2012

Video: Solenne estrazione dalla teca del Volto Santo

Festa del Volto Santo di Manoppello: maggio 2012.
Video realizzato da Antonio Teseo.

Nelle immagini vediamo la solenne estrazione dalla teca del S.S. Sudario di nostro Signore Gesù Cristo e la sua esposizione al Trono.
Durante una processione raccolta in basilica, il rettore del convento porta l'ostensorio verso il trono del Volto Santo, all'interno del quale la reliquia viene sistemata bene per essere trasportata in processione, dopo la solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 9, presso il centro urbano di Manoppello. Arrivata nella chiesa matrice di San Nicola di Bari, la Sacra Immagine di Cristo rimane lì per un giorno. La mattina seguente viene portata di nuovo in processione - attraversando prima le vie del paese - verso il colle Tarigni dove si torna nella chiesa che la custodisce.
Nel video vediamo anche giungere le compagnie di pellegrini, provenienti da ogni parte d'Abruzzo, alcune delle quali cantano i loro antichi inni rivolti al Volto Santo.

Note tecniche rivolte agli studiosi che si occupano scientificamente dello studio del Volto Santo di Manoppello.

Tra le riprese effettuate, vi è anche quella con visione in controluce del S. S. Sudario di bisso: la scena è stata girata dopo l'apertura del portone centrale della basilica.
La luce, che prima di filtrare il sudario, ha già dovuto filtrare due vetri esterni che si trovano installati dentro il trono come involucro protettivo per l'ostensorio e altri due vetri che racchiudono al loro interno la reliquia, ci fa apparire l'immagine diafana e con tono chiaro per i vari riflessi che il colore bianco della luce ha dovuto subire prima di mostrarsi a noi. Quindi questa tonalità di sovraesposizione della luce, si sovrappone allo scenario dove si vedono in trasparenza le compagnie di pellegrini con i loro stendardi. Se, però, noi focalizziamo bene lo scenario e procuriamo un oscuramento all'immagine - così da eliminare i riflessi del colore bianco della luce - ecco allora che rileviamo i colori naturali dello scenario senza alcun'interposizione, o interferenza, di qualsiasi tono artificiale relativo a colore pittorico (vedi sotto le foto da me scattate in basilica, durante un giorno non di festa, in presenza del rettore).   




martedì 21 febbraio 2012

SI E' CONCLUSO A MANOPPELLO IL SIMPOSIO DEI VESCOVI D'EUROPA E D'AFRICA


Scritto da Antonio Bini
Lunedì 20 Febbraio 2012 09:24
PESCARA - Con un pellegrinaggio al Santuario del Volto Santo di Manoppello si è concluso il secondo Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar (SECAM) and the Council of Episcopal Conferences of Europe (CCEE).
L’evangelizzazione oggi: comunione e collaborazione pastorale tra l’Africa e l’Europa”, questo è stato il tema del Symposium iniziato il 13 febbraio 2012 a Roma presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma, con gli interventi dei cardinali Polycarp Pengo e Angelo Bagnasco, rispettivamente, Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM) e Vice-Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE).
Le giornate di studio e di confronto sono state dirette ad approfondire e riflettere sui rilevanti problemi della Chiesa nei due Continenti, in un clima di amicizia che potrà essere utile per una migliore collaborazione sui temi della pace, dell’immigrazione, della libertà religiosa e della lotta alla prostituzione. Per il cardinale ungherese Péter Erdő, “i vescovi europei ed africani vogliono affrontare insieme la sfida della nuova evangelizzazione, vivendo la fratellanza nella missione in modo più intenso. Una collaborazione che avviene sulla base di reciproci scambi. Mentre in passato molti missionari partivano dall'Europa per andare in Africa, oggi assistiamo anche a un movimento inverso, con sacerdoti, suore e laici consacrati che dall'Africa vengono in Europa. Abbiamo scoperto tante preoccupazioni comuni, ma ci impegniamo a collaborare nel campo della pastorale, della sanità, dell'educazione, nei problemi sociali. Del resto, il nostro continente ha bisogno di una iniezione di vitalità ecclesiale e questa vitalità può venire dalle giovani Chiese d'Africa.”
Sulla stessa linea il cardinale senegalese Theodore-Adrien Sarr, per il quale "gli immigrati africani potranno aiutare l'Europa a trovare nuova gioventù e freschezza nella fede per il futuro. Nel futuro gli scambi tra vescovi riguarderanno sempre più temi come l'educazione, la lotta alla povertà, la sanità, la formazione dei quadri dirigenti, il dialogo tra le religioni, il commercio delle armi, la tratta degli esseri umani, il debito estero e lo sfruttamento da parte delle compagnie minerarie”. Questo percorso di impegno di comunione e solidarietà di mondi tanto diversi deriva dall’appartenenza alla medesima Chiesa, unita in Cristo.
Questo è il senso più profondo da ricercare nel pellegrinaggio conclusivo a Manoppello. E’ lo stesso Papa che, il giorno precedente, incontrando i vescovi partecipanti al Simposio non nasconde la complessità delle sfide che attendono la Chiesa di oggi, a partire dall’indifferenza religiosa. Nel richiamare l’autorità morale e l’autorevolezza che devono sostenerli nella loro azione pastorale, ha affermato che lo sguardo della fede fissato sul Cristo apre la mente e il cuore dell'uomo alla Verità Prima, che è Dio. Benedetto XVI ha inteso ulteriormente rafforzare il suo pensiero sottolineando che “un vescovo deve essere innamorato di Cristo”.
Ecco che gli stringati comunicati ufficiali che prevedevano in fondo al programma appena un rigo per indicare il pellegrinaggio finale a Manoppello si riempiono di significati.
Il Santuario del Volto Santo ha accolto i vescovi in una insolita bianchissima cornice di neve. Non per questo hanno rinunciato ad salire sul colle Tarigni, percorrendo a piedi la Via Crucis. Ad ogni stazione le riflessioni sono state pronunciate da un vescovo diverso. Nella Basilica, l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, prima della solenne concelebrazione della messa, nel dare il benvenuto ai fratelli europei e africani, ha illustrato in italiano, inglese e francese, la straordinaria immagine del Volto Santo. Richiamandosi agli studi di P. Heinrich Pfeiffer, di Sr. Blandina Paschalis Schlomer, Andrea Resch, Paul Badde e Saverio Gaeta, ha affermato che è possibile “rispondere affermativamente e con sufficiente certezza morale a due domande che il Santo Volto pone: è il Velo qui custodito la Veronica venerata un tempo in San Pietro? E’ questa la preziosa reliquia il sudario posto nel sepolcro sul volto del Cristo morto, come attesta il Vangelo di Giovanni (20, 6-7)?” Tali riflessioni sono state riprese anche in una lettera personalmente consegnata ai vescovi presenti.
Si tratta di valutazioni significative, che tengono anche conto, forse, che il Vaticano la scorsa estate in un comunicato stampa ha per la prima volta ammesso (a distanza di 484 anni), la scomparsa della Veronica durante il Sacco di Roma del 1527. L’incontro è stata l’occasione per meditare e pregare davanti al Volto Santo, illustrato in dettaglio dallo scrittore e giornalista tedesco Paul Badde. Molti vescovi non hanno nascosto la propria emozione. Una sensazione che ha accomunato mondi lontanissimi, dal vescovo dell’Islanda a quello del Sudafrica. Al termine della celebrazione l’arcivescovo del Ghana Charles Gabriel Palmer-Buckle ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta chiedendo a Bruno Forte, a nome di tutti, che in occasione di ogni suo ritorno nella Basilica del Volto Santo si ricordi nelle sue preghiere dei vescovi europei e africani.
Allo stesso arcivescovo Charles Gabriel Palmer-Buckle, che ha fatto parte del nucleo ristretto dell’organizzazione del Symposium, ho chiesto quale fosse il significato per lui e per gli altri vescovi da attribuire al pellegrinaggio al Volto Santo. Il presule ghanese riflette profondamente, prima di rispondermi, che la spinta che viene dall’aver conosciuto il Volto Santo è quella di “predicare un Cristo vero, un Cristo vivo”. Anche l’arcivescovo Bruno Forte, al quale chiedo quale sensazione abbia ricevuto dai partecipanti, mi conferma che “tutti sono rimasti profondamente colpiti dal pellegrinaggio a Manoppello”.
Presente all’incontro anche Petra-Maria Steiner, che negli ultimi anni si è avvicinata agli studi sul Volto Santo, impegnandosi in una costante opera di divulgazione nei paesi di lingua tedesca. Da segnalare infine il saluto del presidente della conferenza episcopale polacca Jozef Michalik a Immaculata e Caterina, giovani suore giunte dalla Polonia e da alcuni mesi operanti a Manoppello.
I VESCOVI IN PELLEGRINAGGIO A MANOPPELLO
EUROPA: Jozef Michalik, presidente della conferenza episcopale della Polonia; Ludwig Swartz, arcivescovo di Linz, Austria; François Garnier, arcivescovo di Cambrai, Francia; Gerard De Fois, arcivescovo di Lille, Francia; Taras Senkiv, vescovo chiesa greco-cattolica Ucraina, Lucjan Avgustini, Albania; Duarte De Cunha, Portogallo; Zef Gashi, Montenegro; Petru Gherghe, Romania; Pierre Bürcher, Islanda; Vjekoslav Huzjak, Croazia; Everard De Jong, Olanda;
AFRICA: Buti Joseph Tlhagale, arcivescovo di Johannesburg, Sudafrica; Jean Gabriel Djarra, Mali; Touabli Youlo Alexis, Costa d’Avorio; Jude Thaddeus Ruwa'ichi, Tanzania; Jean-Noël Diouf, Senegal; Denis Komivi Amuzu-Dzakpah, Togo; Gabriel Justice Anokye, Ghana; Maragde Mbonyintege, Rwanda; Frank Nubuasah, Botswana; Emmanuel Obbo, Uganda; Louis Portella Mbuyu, Congo; Benjamin Ramaroson, Madagascar; Joachim Tarounga, Ciad; Charles Kasonde, Zambia; Charles Gabriel Palmer-Buckle, Ghana.

mercoledì 19 ottobre 2011

sabato 8 gennaio 2011

Successo del Concerto dell'Epifania a Manoppello

http://www.lopinionista.it/notizie/2011/01/concerto-dellepifania-al-volto-santo-di-manoppello/


Concerto dell’Epifania al Volto Santo di Manoppello

PESCARA – Grande successo ha riscosso il Concerto dell’Epifania svoltosi nella basilica del Volto Santo di Manoppello gremita di fedeli. Il Presidente del Consiglio Provinciale di Pescara Giorgio De Luca, presente nonostante le precarie condizioni fisiche dovute ad una influenza stagionale, ha voluto fortemente questa seconda edizione del Concerto dell’Epifania e ha annunciato un ulteriore sforzo della Provincia per far sì che questo diventi un appuntamento stabile anche per i prossimi anni.
Particolarmente applaudita è stata l’organizzatrice dell’evento Assunta Olivieri.
Il saluto della Basilica è stato portato dal rettore Padre Domenico del Signore e il presentatore e commentatore musicale del concerto, Silvano Console, ha letto anche un messaggio particolare dell’Arcivescovo Metropolita di Chieti – Vasto Mons. Bruno Forte nel quale il presule, salutando i presenti nella Basilica del Volto Santo che definisce “perla di spiritualità e di preghiera della Diocesi”, esprime la volontà di “assicurare la sua preghiera per quanti, in questo tempo, desiderano nutrire la loro spiritualità con l’ascolto di brani di musica sacra che mettano al centro dell’attenzione il mistero dell’Incarnazione” ed infine benedice tutti i partecipanti e augura a ciascuno”un anno di benedizione e di pace”.
La serata è andata oltre le due ore con un ricco programma di brani per soli e per coro che spaziavano dal ‘600 ai giorni nostri e di diverse tradizioni musicali: inglese, francese, tedesca e naturalmente italiana con Bellini, Verdi e Mascagni. Dunque musica colta, operistica, e musica più popolare, legata alle festività del Natale. Protagonisti sono stati il Coro San Francesco e Santa Chiara a Montughi della città di Firenze, diretto da Enrico Rotoli con i solisti Monica Anglani al piano, Michele Matteoli al flauto traverso, e i cantanti Luciano Graziosi, basso, e Caterina Maria di Tindari, soprano.
La chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi ha da sempre avuto, tra i suoi parrocchiani, un gruppo di cantori dedito allo studio e al canto di brani religiosi da accompagnare alle più importanti ricorrenze sacre. Il gruppo è andato via via crescendo di numero e di valore. Nel 1998 la direzione è stata presa dal maestro Enrico Rotoli.
Sono stati eseguiti una serie di brani tratti da opere liriche di Bellini, Verdi e Mascagni e di musica popolare e tradizionale delle festività natalizie, da Greensleeves ad Adeste fideles, a Stille nacht, a White Christmas, fino ad in “Oh happy day” ritmato dal battimani del pubblico in piedi.
Il più applaudito, oltre per la sua bravura anche perché “giocava in casa”, è stato il basso Luciano Graziosi, nativo di Manoppello, diplomato in canto presso il Conservatorio “U. Giordano” di Foggia e protagonista dei ruoli di basso nei teatri di tutta Italia delle più celebri opere liriche.

giovedì 30 dicembre 2010

A Manoppello torna il Concerto dell'Epifania

Torna anche quest'anno, nella Basilica del Volto Santo di Manoppello, il concerto dell'Epifania organizzato dal presidente del Consiglio provinciale di Pescara, Giorgio De Luca. Il luogo sacro ospiterà dalle ore 18 del 6 gennaio un appuntamento suggestivo con la musica sacra. Per l'occasione si esibirà il Coro San Francesco e Santa Chiara a Montughi di Firenze, che vanta una prestigiosa esperienza nell'esecuzione di brani religiosi. A dirigere sarà Enrico Rotoli. Annunciando il concerto, il presidente De Luca cita Sant'Agostino, il quale diceva che "Chi canta prega due volte". Per questo si è deciso di arricchire la proposta musicale del concerto con temi sacri.



Qui sotto c'è l'indirizzo web per conoscere il programma del concerto
http://www.provincia.pescara.it/download/documenti/comunicati/concerto_epifania.pdf

Con questo ultimo post dell'anno colgo l'occasione per augurare a tutti un felice e sereno Anno Nuovo.

Antonio Teseo