Leggi la pagina del Vangelo di oggi

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta Bruno Forte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bruno Forte. Mostra tutti i post

lunedì 23 febbraio 2015

Padre Domenico da Cese - Santuario del Volto Santo di Manoppello (PE)

https://www.youtube.com/watch?v=rP6zesNGBJY
 
 
Pubblicato il 23 feb 2015
Seguendo i sentieri della Fede, Donato Fioriti e Rino Giardiello vanno alla scoperta di testimonianze inedite su Padre Domenico da Cese scomparso il 20 settembre 1978 a Torino. Nella splendida cornice del Santuario del Volto Santo di Manoppello in provincia di Pescara, le interviste a Carmine Cucinelli, Rettore del santuario, e Renato Polidoro, all'epoca chef ed albergatore della contigua struttura di ricezione alberghiera per i pellegrini. Il processo di beatificazione di Padre Domenico è in corso.


Quando ero piccino, una domenica mattina dopo la Santa Messa, imbraccio a mio padre ebbi il desiderio di andare in sacrestia perché volevo tirare la barba a Padre Domenico. Scherzando, mio papà riferì la cosa curiosa al frate, e lui, tutto felice, si chinò e si prestò a farsi prendere la foltissima barba bianca non piano, ma forte. Poco dopo si avvicinò ad un tavolino, prese un pugno di caramelle e me le infilò nelle tasche dei pantaloni. Da quel giorno in poi, fino a quando diventai più grandicello, ogni domenica, terminata la Celebrazione Eucaristica, Padre Domenico mi chiamava sempre lui con il suo dolcissimo sorriso insieme al mio papà o la mamma, per farsi prima tirare la barba e poi riempirmi le mani di caramelle e cioccolatini di cui ero molto goloso. Antonio Teseo.

sabato 17 maggio 2014

Feste di Maggio in onore del Volto Santo di Manoppello: domani e dopodomani le processioni

 Domani, 18 maggio 2014,  l'eccezionale presenza tra noi di mons. Bruno Forte

C'è grande attesa a Manoppello per la festa di domani in onore del S.S. Sudario di Cristo.
A presiedere la Celebrazione Eucaristica delle ore 09.00, nella Basilica del Volto Santo, sarà l'Arcivescovo di Chieti Vasto, Mons. Bruno Forte, il quale dovrebbe partecipare anche alla processione che si snoda da colle Tarigni fino alla chiesa matrice di San Nicola di Bari nel centro storico del paese. Per l'occasione sono previsti gli arrivi di moltissimi pellegrini da tutta italia e dall'estero e troupe televisive da diverse parti del mondo. 

mercoledì 9 aprile 2014

Bellissimo articolo trovato in rete dal titolo "Dal volto santo l'invito ad un rinnovato rapporto con gli altri"

http://www.chietitoday.it/cronaca/dal-volto-santo-l-invito-ad-un-rinnovato-rapporto-con-gli-altri-2132404.html

 

Dal volto santo l’invito ad un rinnovato rapporto con gli altri

Inserito da Nando 7 aprile 2014

 
Stazione Quaresimale con Padre Bruno

Comunicato Stampa
Venerdì di quaresima, venerdì di passione, venerdì di profonda condivisione e preghiera quello vissuto al Volto Santo di Manoppello dal popolo della chiesa teatina. Per accogliere il dono del discernimento, della confessione e dell'amore una via Crucis sulla salita che porta al santuario ed una santa messa: celebrazioni solenni per la chiesa di padre Bruno. Riflessioni larghe e profonde: messaggi chiari ed utili per questa umanità fin troppo angosciata. In un mondo dove gli uomini preferiscono ignorare, cercare di essere giusti potrebbe sembrare quasi una colpa; vivere rettamente potrebbe risultare quasi inutile. Dai sacri libri della Sapienza però emergono forti gli insegnamenti, quelli al discernimento per captare i misteriosi segreti di un Dio vicino, segreti che rendono sereni e rassicurano. Al Santuario del Volto Santo dunque per chiedere a Dio la luce per individuare e comprendere la sua via; questa è la vera opportunità per cercare di riuscire a districarsi nella complessità di questo mondo indecifrabile. Chiedere il dono della confessione per cercare di leggere la vita, la propria esistenza alla luce di Dio, nutrendosi dunque del Vangelo, riconoscendolo quale chiave di volta: un'esistenza proiettata nell'amore. Chi segue Gesù ama senza pretendere nulla: questo è il messaggio di un venerdì di passione al Volto Santo, di un'aula che ascolta e medita sul richiamo al rinnovato rapporto con gli altri. Questo è il senso di una celebrazione che invita al perdono, che chiama a vivere ogni relazione alla luce del messaggio cristiano. Dalla voce di padre Bruno l'invocazione per ricevere occhi per discernere e cuore nuovo per amare.
Nando Marinucci

lunedì 16 settembre 2013

Il Volto Santo di Manoppello aspetta di essere visitato


Lettera aperta a papa Francesco

di Antonio Teseo

Il vero significato della preghiera cattolica

 

Carissimo Santo Padre,

Tra i pellegrinaggi compiuti dal Suo predecessore, ce n’è stato uno in forma privata  per niente compreso dal mondo (qui mi riferisco alla parola mondo inteso nei Vangeli) che ha segnato la storia: dopo secoli e secoli, un pontefice si è trovato nuovamente a pregare davanti alla Vera Icona impressa sul Sudarium Christi.

Come Lei ben sa, gli evangelisti non ci hanno narrato niente della sembianza fisica di Gesù perché dovettero attenersi alla legge ebraica che vietava l’idolatria; tuttavia il Signore ce lo hanno descritto pienamente nella Sua Vera Sostanza, quando rivelarono di Lui che era la LUCE DEL MONDO; Gv. 1, 18 “ l’aspetto e la figura del Volto di Cristo, durante l'epilogo del disegno salvifico già dettato dal Padre ai profeti, assunsero la LUCE ETERNA, che toglie i peccati del mondo, attraverso la Gloria della Passione e della Risurrezione (Is. 52, 13-15)”.


La LUCE della risurrezione dovuta alla Passione di Cristo rivelataci dal Vangelo
 
 
La LUCE della risurrezione dovuta alla trasfigurazione di Cristo rivelataci dal Vangelo
 
 

Quindi che cos’è la LUCE ETERNA?

E’ la testimonianza della rivelazione viva, nell’aspetto e nella figura di Cristo Redentore, che si trova impressa sul sudario di Manoppello. L’immagine di questo sudario la ritroviamo impressa anche  sulla S. Sindone di Torino all’altezza del capo.

Se Lei, o chiunque altro pontefice futuro della Chiesa Cattolica non si reca a Manoppello a contemplare il Volto Santo (contrariamente a come invece ha fatto papa Benedetto XVI), non può mai comprendere la vera essenza della preghiera, perché il VOLTO SANTO è PREGHIERA, è LUCE per i nostri occhi!
Chi ci ha insegnato la "PREGHIERA", è Colui che ha amato, ed ama, ogni suo fratello, per averlo salvato, o per salvarlo dal peccato. Essendo dunque personificata nella persona di Cristo, la preghiera è da ritenersi un atto incompiuto se la si crede solo come un’orazione. Alla meditazione e alla contemplazione è necessario mettere in pratica, e quindi al primo posto, il fare fisicamente del bene al prossimo (Lc. 19, 1-10) “il quale aspetto, e la quale figura, ecco allora che li ritroviamo olograficamente impressionati sul sudario di Cristo.


IL RITORNO DI CRISTO GESU' E’ PERCIO’ CONFIGURABILE “ALLA CONVERSIONE DI TUTTI I POPOLI DELLA TERRA DA PARTE DELLA CHIESA CRISTIANA”; QUANDO CIOE' TUTTI  SI POTRANNO NUTRIRE DEL SUO SANGUE E DEL SUO CORPO (LC. 24, 13-35).

Vediamo allora che cosa realmente ci dicono i versetti di Matteo, 7, 7-11: "Chi vive nella luce, non riceve altro che lo Spirito Santo da donare all'altro".
 

sabato 5 gennaio 2013

Visita del Cardinale Camillo Ruini al Volto Santo di Manoppello

Sfogliando la rivista semestrale di informazione sul Volto Santo di Manoppello, ho trovato scritto che da giugno a dicembre 2012 il Santo Sudario di nostro Signore Gesù Cristo è  stato visitato da ben tre cardinali: Sua Eminenza Oswald Gracias, Arcivescovo Metropolita di Bombay (India), Presidente della Conferenza Episcopale Indiana, Presidente della Federazione dei Vescovi dell'Asia; Sua Eminenza Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, Membro della Congregazione per le cause dei Santi; Sua Eminenza Camillo Ruini, Cardinale Presbiterio di Sant'Agnese fuori le mura, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città di Roma. Oltre a questi esponenti di spicco del clero, il Sacro Volto è stato contemplato anche da altrettanti illustri personaggi della nostra Chiesa Cattolica: vescovi, sacerdoti, frati e suore provenienti da tutto il mondo e dall' Ambasciatore dell'Ucraina presso la Santa Sede e presso il Sovrano Militare Ordine di Malta, Dott.ssa Tetiana Izhevska. 
 
          A sinistra, Sua Eminenza Oswald Gracias con tre suore; a destra, Sua Eminenza Camillo Ruini con il nostro Arcivescovo Monsignor Bruno Forte 


PERLE DI FEDE
Articolo pubblicato nel Bollettino del Volto Santo di Manoppello "Dicembre 2012"

I tre grandi "segni sacri e di grande efficacia" della Cristianità


di suor Petra-Maria Steiner




  

Sono quasi caduti nell'oblio i tre grandi segni sacri, le tre grazie che, sin dall'inizio della cristianità, hanno unito gli uomini dimostrando loro in modo visibile e anche "scrivendo nel loro cuore" quale grande privilegio sia poter essere cristiani. Essi sono: la Croce, il Volto Santo, il Tabernacolo.
Nel santuario di Manoppello troviamo, l'uno accanto all'altro, tutti questi tre "segni sacri e di grande efficacia". Al giorno d'oggi, purtroppo, essi cadono sempre più nell'oblio.
Forse è il segnale che siamo passati da una fede un tempo "globale" e quindi davvero cattolica (termine che vuol dire universale) a una fede di tipo individualistico. Abbiamo a stento il coraggio di testimoniare pubblicamente la nostra fede, perché ne conosciamo troppo poco gli elementi fondanti. Chi non conosce la propria fede, non può neanche testimoniarla.
Per cambiare direzione, per opporci a questa deriva, dobbiamo riacquistare consapevolezza della grandezza che rivestono tre meravigliosi "segni sacri" di grande importanza per alimentare la nostra fede. "Stringi forte quel che possiedi affinché nessuno ti porti via la corona"(1).
 
La Croce

"Nella Croce è la salvezza, nella Croce è la vita, nella Croce è la speranza"(2),

così canta la Chiesa celebrando la sacra liturgia. Dopo la sentenza della Corte dell'Aja del 2011 si parla poco della 'Croce', un tema questo che in quel momento aveva acceso gli animi. La questione era: "Nei luoghi pubblici di tutta Europa si può continuare ad appendere la Croce - sì o no?" L'Occidente europeo rischia di perdere il simbolo su cui un tempo ha fondato la propria cultura!  Per ora possiamo mantenere la "Croce". Ma per quanto tempo ancora? - Questo è il punto. Fu l'imperatore Costantino a porre fine alla persecuzione dei cristiani, durata oltre due secoli, innalzando la Croce e creando così le basi per un'Europa cristiana. Togliendo la Croce quale altro elemento rimane per tenere unita l'Europa e il mondo? Gesù Cristo, morendo sulla Croce, ha liberato l'umanità dalla schiavitù e dalla maledizione del peccato. Così facendo l'ha liberata anche dalla morte eterna e dall'inferno. La Croce, che si innalza tra il cielo e la terra e che mostra la vera grandezza dell'uomo, oggi non è più gradita.

San Bruno ha detto: "La Croce resta lì ferma mentre il mondo gira"(3).

Anche se il mondo gira le spalle a Dio, passando dalla gratitudine all'ingratitudine e quindi dalla cultura dell'amore a quella dell'odio e della morte, la Croce resta lì ferma, resta l'unico segno fermo che non si muove - anche oggi.

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) amava ripetere, davanti ad ogni crocifisso che vedeva, l'antica preghiera: "Ave crux - spes unica!"(4).

Soltanto se si rivolge lo sguardo alla Croce di Gesù Cristo, l'uomo sa - e può sperimentare ogni volta di nuovo - che i suoi peccati gli vengono rimessi, che le forze del male vengono sconfitte e che la morte non ha più alcun potere; e che non c'è più alcun motivo di separazione tra Dio e l'uomo. Davanti alla Croce l'uomo sperimenta l'amore infinito di Dio Padre e comprende che "Io sono amato da Lui e posso chiamarmi figlio di Dio".

Il Volto Santo

A Manoppello vi è un Volto che mette in crisi tutto il nostro modo di leggere quello che percepiscono i nostri sensi - il Volto Santo. Non è fatto da mano d'uomo. È un telo sottilissimo tratto da una conchiglia e chiamato bisso. Questo tessuto non può essere dipinto a mano. Su questo telo trasparente si vede un volto che presenta un'espressione totalmente diversa a seconda dell'incidenza della luce.

 



Nel Salmo 104 troviamo la chiave di lettura per poter comprendere questo segno:

"O Signore mio Dio, quanto sei grande!
 Ti avvolgi nella luce come un manto"(5)

Un tempo, soltanto i re e le persone molto ricche potevano possedere il bisso(6).
Esso era usato per il Tempio e quindi per Dio(7) come anche per le vesti dei sacerdoti. Qui, nel velo di Manoppello, vediamo il volto di Gesù nella tomba nel primo istante della resurrezione. Questo è, allo stesso tempo, l'ultimo istante di vita del corpo sofferente ed è anche il momento in cui esso viene trasfigurato nel corpo immortale ed eterno del Re eterno, del Sommo Sacerdote, del vero Dio. È il volto che ha portato San Giovanni a credere alla Resurrezione ancora prima che i discepoli sapessero dalla Sacra Scrittura che "Lui doveva risorgere dai morti"(8). Questo "Primo Testamento", questa prima testimonianza della Resurrezione di nostro Signore, questo velo trasparente - del tutto privo di colore - diventa, nella Chiesa occidentale, l'immagine primigenia, la prima di tutte le rappresentazioni iconografiche di Cristo della storia dell'arte fino al XVI sec. Non importa se il volto di Cristo sia stato raffigurato con la tecnica dell'affresco, del dipinto, del mosaico o della miniatura; era sempre il volto del grande Vincitore. È lui che ha calpestato la testa del serpente, come era stato profetizzato alla donna dopo il peccato originale. Il drago è stato sconfitto; deve liberare ciò che ha rubato a Dio con uno stratagemma.
Nei tempi antichi, in ogni chiesa non solo c'era la Santa Croce, segno della nostra redenzione ma era anche raffigurato, e si poteva vedere, il volto del Vincitore, del Vittorioso. A che cosa ci serve la liberazione attraverso la Croce se essa non porta a una vittoria? La Resurrezione di Gesù è il sigillo, come dire la ratifica del Padre che ha accolto la morte in croce di Gesù a espiazione dei nostri peccati; e attraverso di essa, la redenzione che ci viene donata può diventare efficace in noi...
 




 

Segue nel prossimo numero
 
 
NOTE:
1 Ap 3,11 (Bibbia di Knoch)
2 Gotteslob 205,1
3 Sulla porta di ingresso di ogni certosa, San Bruno scriveva sempre le parole: "Stat crux, dum volvitur orbis" - " La croce sta lì ferma, mentre il mondo si muove".
4 Possa tu essere salutata, o croce, unica speranza
5 Sal 104,1+2 (103)


martedì 21 febbraio 2012

SI E' CONCLUSO A MANOPPELLO IL SIMPOSIO DEI VESCOVI D'EUROPA E D'AFRICA


Scritto da Antonio Bini
Lunedì 20 Febbraio 2012 09:24
PESCARA - Con un pellegrinaggio al Santuario del Volto Santo di Manoppello si è concluso il secondo Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar (SECAM) and the Council of Episcopal Conferences of Europe (CCEE).
L’evangelizzazione oggi: comunione e collaborazione pastorale tra l’Africa e l’Europa”, questo è stato il tema del Symposium iniziato il 13 febbraio 2012 a Roma presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma, con gli interventi dei cardinali Polycarp Pengo e Angelo Bagnasco, rispettivamente, Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM) e Vice-Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE).
Le giornate di studio e di confronto sono state dirette ad approfondire e riflettere sui rilevanti problemi della Chiesa nei due Continenti, in un clima di amicizia che potrà essere utile per una migliore collaborazione sui temi della pace, dell’immigrazione, della libertà religiosa e della lotta alla prostituzione. Per il cardinale ungherese Péter Erdő, “i vescovi europei ed africani vogliono affrontare insieme la sfida della nuova evangelizzazione, vivendo la fratellanza nella missione in modo più intenso. Una collaborazione che avviene sulla base di reciproci scambi. Mentre in passato molti missionari partivano dall'Europa per andare in Africa, oggi assistiamo anche a un movimento inverso, con sacerdoti, suore e laici consacrati che dall'Africa vengono in Europa. Abbiamo scoperto tante preoccupazioni comuni, ma ci impegniamo a collaborare nel campo della pastorale, della sanità, dell'educazione, nei problemi sociali. Del resto, il nostro continente ha bisogno di una iniezione di vitalità ecclesiale e questa vitalità può venire dalle giovani Chiese d'Africa.”
Sulla stessa linea il cardinale senegalese Theodore-Adrien Sarr, per il quale "gli immigrati africani potranno aiutare l'Europa a trovare nuova gioventù e freschezza nella fede per il futuro. Nel futuro gli scambi tra vescovi riguarderanno sempre più temi come l'educazione, la lotta alla povertà, la sanità, la formazione dei quadri dirigenti, il dialogo tra le religioni, il commercio delle armi, la tratta degli esseri umani, il debito estero e lo sfruttamento da parte delle compagnie minerarie”. Questo percorso di impegno di comunione e solidarietà di mondi tanto diversi deriva dall’appartenenza alla medesima Chiesa, unita in Cristo.
Questo è il senso più profondo da ricercare nel pellegrinaggio conclusivo a Manoppello. E’ lo stesso Papa che, il giorno precedente, incontrando i vescovi partecipanti al Simposio non nasconde la complessità delle sfide che attendono la Chiesa di oggi, a partire dall’indifferenza religiosa. Nel richiamare l’autorità morale e l’autorevolezza che devono sostenerli nella loro azione pastorale, ha affermato che lo sguardo della fede fissato sul Cristo apre la mente e il cuore dell'uomo alla Verità Prima, che è Dio. Benedetto XVI ha inteso ulteriormente rafforzare il suo pensiero sottolineando che “un vescovo deve essere innamorato di Cristo”.
Ecco che gli stringati comunicati ufficiali che prevedevano in fondo al programma appena un rigo per indicare il pellegrinaggio finale a Manoppello si riempiono di significati.
Il Santuario del Volto Santo ha accolto i vescovi in una insolita bianchissima cornice di neve. Non per questo hanno rinunciato ad salire sul colle Tarigni, percorrendo a piedi la Via Crucis. Ad ogni stazione le riflessioni sono state pronunciate da un vescovo diverso. Nella Basilica, l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, prima della solenne concelebrazione della messa, nel dare il benvenuto ai fratelli europei e africani, ha illustrato in italiano, inglese e francese, la straordinaria immagine del Volto Santo. Richiamandosi agli studi di P. Heinrich Pfeiffer, di Sr. Blandina Paschalis Schlomer, Andrea Resch, Paul Badde e Saverio Gaeta, ha affermato che è possibile “rispondere affermativamente e con sufficiente certezza morale a due domande che il Santo Volto pone: è il Velo qui custodito la Veronica venerata un tempo in San Pietro? E’ questa la preziosa reliquia il sudario posto nel sepolcro sul volto del Cristo morto, come attesta il Vangelo di Giovanni (20, 6-7)?” Tali riflessioni sono state riprese anche in una lettera personalmente consegnata ai vescovi presenti.
Si tratta di valutazioni significative, che tengono anche conto, forse, che il Vaticano la scorsa estate in un comunicato stampa ha per la prima volta ammesso (a distanza di 484 anni), la scomparsa della Veronica durante il Sacco di Roma del 1527. L’incontro è stata l’occasione per meditare e pregare davanti al Volto Santo, illustrato in dettaglio dallo scrittore e giornalista tedesco Paul Badde. Molti vescovi non hanno nascosto la propria emozione. Una sensazione che ha accomunato mondi lontanissimi, dal vescovo dell’Islanda a quello del Sudafrica. Al termine della celebrazione l’arcivescovo del Ghana Charles Gabriel Palmer-Buckle ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta chiedendo a Bruno Forte, a nome di tutti, che in occasione di ogni suo ritorno nella Basilica del Volto Santo si ricordi nelle sue preghiere dei vescovi europei e africani.
Allo stesso arcivescovo Charles Gabriel Palmer-Buckle, che ha fatto parte del nucleo ristretto dell’organizzazione del Symposium, ho chiesto quale fosse il significato per lui e per gli altri vescovi da attribuire al pellegrinaggio al Volto Santo. Il presule ghanese riflette profondamente, prima di rispondermi, che la spinta che viene dall’aver conosciuto il Volto Santo è quella di “predicare un Cristo vero, un Cristo vivo”. Anche l’arcivescovo Bruno Forte, al quale chiedo quale sensazione abbia ricevuto dai partecipanti, mi conferma che “tutti sono rimasti profondamente colpiti dal pellegrinaggio a Manoppello”.
Presente all’incontro anche Petra-Maria Steiner, che negli ultimi anni si è avvicinata agli studi sul Volto Santo, impegnandosi in una costante opera di divulgazione nei paesi di lingua tedesca. Da segnalare infine il saluto del presidente della conferenza episcopale polacca Jozef Michalik a Immaculata e Caterina, giovani suore giunte dalla Polonia e da alcuni mesi operanti a Manoppello.
I VESCOVI IN PELLEGRINAGGIO A MANOPPELLO
EUROPA: Jozef Michalik, presidente della conferenza episcopale della Polonia; Ludwig Swartz, arcivescovo di Linz, Austria; François Garnier, arcivescovo di Cambrai, Francia; Gerard De Fois, arcivescovo di Lille, Francia; Taras Senkiv, vescovo chiesa greco-cattolica Ucraina, Lucjan Avgustini, Albania; Duarte De Cunha, Portogallo; Zef Gashi, Montenegro; Petru Gherghe, Romania; Pierre Bürcher, Islanda; Vjekoslav Huzjak, Croazia; Everard De Jong, Olanda;
AFRICA: Buti Joseph Tlhagale, arcivescovo di Johannesburg, Sudafrica; Jean Gabriel Djarra, Mali; Touabli Youlo Alexis, Costa d’Avorio; Jude Thaddeus Ruwa'ichi, Tanzania; Jean-Noël Diouf, Senegal; Denis Komivi Amuzu-Dzakpah, Togo; Gabriel Justice Anokye, Ghana; Maragde Mbonyintege, Rwanda; Frank Nubuasah, Botswana; Emmanuel Obbo, Uganda; Louis Portella Mbuyu, Congo; Benjamin Ramaroson, Madagascar; Joachim Tarounga, Ciad; Charles Kasonde, Zambia; Charles Gabriel Palmer-Buckle, Ghana.

giovedì 26 gennaio 2012

Vescovi dell'Europa e dell'Africa in pellegrinaggio al Volto Santo

Fonte attinta dal bollettino di dicembre 2011 "IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO"  pag. 47


PELLEGRINAGGIO DI VESCOVI EUROPEI E AFRICANI

In occasione dell'European and African Bishops symposium, che si terrà a Roma dal 13 al 17 febbraio 2012, è previsto un pellegrinaggio al Santuario del Volto Santo. Il Symposium avrà come tema la nuova evangelizzazione.

Sovrapposizione della S. Sindone di Torino al sudario di Manoppello: Volto sfigurato e trasfigurato di nostro Signore Gesù Cristo.