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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta sindone torino. Mostra tutti i post
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lunedì 27 aprile 2015

Nella miniatura del Codice Pray il vero aspetto del volto sindonico

AGGIORNAMENTI








Queste due immagini sono di riferimento alla pubblicazione di cui sotto "Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora".

Spiegazione delle elaborazioni:
A sinistra, parte selezionata della reale foto del volto della S. Sindone oscurata al computer; a destra, sovrapposizione della prima figura al Volto Santo con un filtraggio del 50%.

Cliccare sopra le immagini per vederle ingrandite così da osservare meglio nel dettaglio un alone di sangue da me rintracciato.


Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora










NEL LEGGERE LE SPIEGAZIONI DI QUESTE FIGURE CHE TROVIAMO SCRITTE SOTTO IN COLORE AZZURRO, CONSIGLIO DI TANTO IN TANTO DI ANDARE A CLICCARE CON IL MOUSE PROPRIO SOPRA QUESTE TRE IMMAGINI IN MODO DA VEDERLE INGRANDITE E CAPIRE  MEGLIO I RIFERIMENTI ILLUSTRATI CON LE FRECCETTE.

Foto, elaborazioni e ricerca di Antonio Teseo


L’esito della nuova ricerca che propongo, vuole dimostrare che il volto della Sacra Sindone di Torino non presenta baffi folti e barba lunga come invece asseriscono molti studiosi.
La convinzione di una conoscenza dettagliata dell'aspetto del volto di Gesù, diffusa soprattutto tra i sindonologi, per certi aspetti non trova alcun riscontro scientifico ed è dunque solo frutto dell'apparenza (pareidolia). Essa viene contraddetta dai miei studi per il fatto che l’immagine impressa sul lino, oltre a presentare un chiarore che sembra essere stato prodotto dal riflesso di una luce, è formata essenzialmente da una più o meno densità di sangue (forse misto anche a sudore) fissatosi a livello superficiale e specificatamente sulle fibrille
(far riferimento alla seconda figura elaborata con il computer per sovrapposizione e rafforzamento di contrasto a prescindere che la reale immagine del volto sindonico abbia subito dei processi chimici di disidratazione e ossidazione causati a mio avviso dall'irraggiamento nell'ultravioletto di un lampo di luce. L'irraggiamento, che sarebbe avvenuto nell'attimo della resurrezione di Gesù, avrebbe trasformato la tonalità di colore del sangue "da rosso vivo a giallo paglierino" perché interessato da una bruciacchiatura localizzata sulla parte più superficiale delle fibrille dove il plasma si sarebbe fissato in modo indelebile "vedi la fig.1").
Quindi, quando ci viene mostrata la foto del volto della reliquia torinese invertita in negativo, magari in bianco e nero come vediamo qui sotto, dalla quale effettivamente abbiamo l’impressione di vedere il volto di Cristo con baffi folti e barba folta, ci dobbiamo sempre ricordare che questa non è la vera foto vista nella realtà e pertanto non deve trarci in inganno poiché nel negativo fotografico sindonico il sangue si presenta di colore bianco, mentre il chiarore della luce lo vediamo in colore nero.
Per capire esattamente come si sia formata la macchia ematica al di sopra del labbro superiore (rivedi  le prime due figure pubblicate sopra) dobbiamo ricorrere alla perfetta sovrapposizione "Sindone-Volto Santo".

Precedentemente a questa pubblicazione abbiamo visto come nell’Icona della S. Sindone siano raffigurate pieghe e bande di tessuto che però sono proprie del bisso del Volto Santo di Manoppello. Ciò vuol dire che l'esile drappo, macchiato del sangue della Passione, si sarebbe trovato a contatto diretto con il lenzuolo sepolcrale.
Dunque, l'aspetto del Volto Vivo di Cristo, che nella tomba si sarebbe intravisto per trasparenza dal finissimo velo per mezzo di una luce trasmessa da un lampo (Luce partita dal Volto del Risorto durante la Santa Pasqua del Signore), si sarebbe andato a proiettare e stampare sulla S. Sindone in un tempo più breve di 50 miliardesimi di secondo, mediante un'emissione corpuscolare di plasma ematico.

Nella figura centrale qui sotto possiamo osservare in colore acquamarina i riflessi della Luce del Volto del Risorto che avrebbe filtrato da dietro il sudario.

                                                        Sudario reso trasparen-
                                                                                   te  da una luce che l'ha                 S. Sindone:
                      S. Sindone: negativo                 illuminato da dietro         figura reale invertita
 
 
Sovrapposizione della S. Sindone (immagine che si sarebbe impressa sul lenzuolo in maniera speculare perché proiettata da una luce) al Volto Santo di Manoppello.
Particolarità:
Sudario di Manoppello macchiato di sangue che nella tomba sarebbe stato filtrato e proiettato sulla S. Sindone - a formare la sembianza di un volto - da un'emissione corpuscolare di molecole di plasma.
 

Spiegazione della terzina di figure pubblicate sopra:

1) Foto del volto della Sacra Sindone (negativo fotografico);
2) Elaborazione effettuata in rilievo e sovrapposizione della prima immagine alla terza;
3) Volto Santo illuminato da dietro.

Dalla comparazione tra la prima foto sindonica e la terza che è quella del Santo Volto, risulta che il sangue fuoriuscito a Gesù dal naso e dalla bocca si sia impresso sul sudario di Manoppello sovrapponendosi alla Santa Effigie (probabile emissione corpuscolare):

a)  a sinistra e in alto, a formare un angolo retto con una banda di trama in verticale e una piega in orizzontale;
b) a sinistra e in basso, a formare ancora un angolo con la banda già citata e un’altra in orizzontale;
c) a destra e in alto, coprendo quasi completamente un alone contraddistinto dal bordo perimetrale di coagulo;
d) a destra e in basso, espandendosi fin sotto la guancia.

Osservando attentamente le tre figure, si può comprendere che le freccette laterali di sinistra indicano dove il sangue, uscito dalla bocca e dal naso di Gesù, si sia fermato dopo essersi espanso (notare una linea in verticale bianca nel negativo fotografico sindonico "tra le due freccette" che in definitiva è il sangue che ha macchiato una banda della trama di tessuto riscontrabile sul Volto Santo di Manoppello). La freccetta in alto a destra, indica invece sulla S. Sindone una traccia di un alone con il bordo di coagulo. La stessa macchia, ovviamente, è perfettamente coincidente con quella che si trova nella reliquia abruzzese.

La presenza di un alone di sangue al di sopra del labbro superiore - contraddistinto dal bordo di coagulo - è un'inconfutabile prova scientifica che nell'aspetto del viso di Cristo non può sussistere la presenza di baffi folti. Questa macchia ematica, al contrario, in presenza di tanti peli si sarebbe dovuta vedere in forma allargata, irregolare e senza alone. Avremmo cioè dovuto osservare il cosiddetto imbrattamento e in più avremmo dovuto rintracciare proprio nella macchia le immagini di piccole linee "o meglio, segmenti" sovrapposti al sangue.

Nell' immagine del Volto della S. Sindone ritroviamo il sangue uscito a Gesù dal naso e dalla bocca, che fu della Passione, dove le colature ematiche risultano aver macchiato il mento e imbrattato la barba rada. Se, dunque, come ripeto, questa immagine la si inverte in un negativo fotografico, ecco che erroneamente ci fa credere che l'aspetto del Signore, oltre a presentare baffi folti, mostri anche una folta barba.

Osservando invece qui sotto la miniatura del Codice Pray, manoscritto con illustrazioni iconografiche conservato nella Biblioteca Nazionale di Budapest, si può comprendere come una volta i miniatori avessero una conoscenza molto diversa dell'aspetto del Volto della S. Sindone rispetto ai sindonologi di oggi. La raffigurazione, infatti, ci mostra il viso di Gesù con baffi radi e barba curata così come dimostrano anche i miei studi.
   Il vero volto di Gesù, un tempo secondo il canone dettato dalla Chiesa

A partire dal IV secolo, tutte le rappresentazioni di Gesù sono state attinte dalle immagini del Volto Santo di Manoppello e della Sacra Sindone di Torino, che insieme formavano il Sacro Mandylion di Edessa. I teli delle due reliquie erano ripiegate in un unico involto come ci spiegano alcune importantissime miniature bizantine. Gli artisti, avendo un tempo ricevuto dalla Santa Madre Chiesa l'autorizzazione di poter anche valicare quella che prima di allora era una canonica stilizzazione del Volto di Cristo, nel rappresentare a volte il Signore Gesù con baffi molto folti e barba lunga, intendevano far contemplare nel Volto del Figlio pure il riflesso del Volto del Padre immaginato proprio con baffi e barba molto accentuati.

MA SE LE MIE RICERCHE SUGGERISCONO CHE NELLA TOMBA IL SUDARIO SI FOSSE TROVATO SOTTO IL LENZUOLO A COPRIRE IL VOLTO DI GESU', COME MAI ALLORA NEL CODICE PRAY DI BUDAPEST, DATATO 1192-1195 (ARCO DI TEMPO CHE PRECEDEVA DI CIRCA 65 ANNI LA DATAZIONE MINIMA STABILITA CON L'ESAME AL RADIOCARBONIO DELLA FABBRICAZIONE DELLA S. SINDONE) L'ANGELO INDICA CON L'INDICE IL DRAPPO DI STOFFA LUNGO 2 CUBITI PER 2, RIPIEGATO SU UN LATO SOPRA IL LENZUOLO? 

In una delle pubblicazioni precedenti avevo spiegato come nei tempi antichi gli iconografi fossero tanto bravi, che non solo rendevano le loro opere piene di dettagli immortalandole quasi alla pari delle foto dei giorni d'oggi, quanto ortodossi, perché erano ligi nel rispettare i canoni imposti dalla Santa Madre Chiesa. Ecco perché noi qui ci troviamo davanti non ad una semplice raffigurazione, ma ad un "Codex" che significa "Corpo delle Leggi della Chiesa". Nella rappresentazione ritroviamo, ad esempio, come sigilli che ci spiegano dell'autenticità della S. Sindone: i cinque piccoli fori simmetrici di bruciature disposti a forma di L; il disegno a zig-zag che ci rimanda alla trama del lenzuolo che è a spina di pesce; le tante croci con cui si identificavano i Templari (a tale proposito vedi la facciata della chiesa di Collemaggio dell'Aquila voluta proprio da questo ordine, indicato dalla storia come uno dei possessori della sacra reliquia di Torino).
Mentre oggi più di un teologo prova a dare una propria interpretazione sulla traduzione dal greco del Vangelo di Giovanni, Gv. 20, 1-7, la Chiesa di molti secoli fa invece ti spiegava che i significati delle parole un tempo già tradotte non si prestavano minimamente ad interpretazioni se non a quelle canoniche. Esse erano state tramandate oralmente dalla cultura ortodossa e tradotte da grandi esperti che conoscevano benissimo la lingua, tra cui anche i Santi.
L'icona che vediamo è stato attinto dal Vangelo di Marco, 16, 1-6. L'angelo seduto sul trono che si trova a destra delle donne indica il sudario posto sopra la sindone. Il particolare, che sembrerebbe non essere avvolto nel mistero, in realtà ci rivela che il Signore sia risorto durante il terremoto che ha rimosso la pietra del sepolcro e che avrebbe dunque segnato la storia (Mt. 28, 1-7).
Questo evento sconvolgente voluto da Dio, infatti, non solo ha ribaltato la pietra del sepolcro facendo entrare la luce del Padre che è andata a fondersi con quella del Figlio, ma secondo gli antichi canoni della Chiesa avrebbe ribaltato anche la posizione del sudario, da sotto a sopra la sindone.
Quando arrivano al sepolcro gli apostoli Pietro e Giovanni, avvisati da Maria Maddalena che la tomba è stata da lei trovata vuota senza il corpo di Gesù, Giovanni, vedendo il sudario che non si trova più al suo posto (lui era stato testimone oculare degli avvenimenti accaduti nel sepolcro durante la preparazione del corpo di Gesù per la sepoltura) vi contempla i segni della Passione, della Morte - assieme al lenzuolo - e della trasfigurazione (Gv. 20, 9).       
   

venerdì 16 maggio 2014

El rostro de Cristo de Manoppello

 http://www.youtube.com/watch?v=l2w67fpuliE

A unos 160 kilómetros al este de Roma está este santuario vinculado a la ciudad eterna. Es un tesoro invalorable de la Iglesia. Es una obra maestra de arte. No está pintado, no está diseñado, no es ninguna foto. Nadie sabe cómo se ha hecho. Ninguna teoría lo explica. Es la tela más grande con la que fue cubierto el rostro de Cristo. www.ewtn.com

sabato 19 ottobre 2013

Nella Sindone la presenza anche di un'altra reliquia


 di Antonio Teseo
 

Faceva parte di uno dei teli denominati  da Giovanni “Othonia” (bende), una fascia della Sindone  che dopo la risurrezione di Gesù fu ribattuta alla stessa.
 
Con il termine greco al plurale sopra citato  l’apostolo intese indicare tutto il corredo funebre che servì per avvolgere il corpo del Maestro prima che fosse deposto nella tomba: il sudario (che gli fu posto sul capo); il lenzuolo (che lo avvolse dorsalmente e frontalmente); una benda (necessaria per tenere legati mani e piedi).

Fermo immagine prelevato dal video che troverete sotto, su cui  ho indicato con le freccette rosse la cucitura della benda in questione larga 1 palmo e ribattuta in lunghezza per tutto il telo sindonico (il palmo era un sottomultiplo del cubito reale egiziano, unità di misura usata dai giudei, al tempo di Gesù, per ricavare da teli fini e quindi preziosi, trattati con il cedro proveniente dal Libano, le cosiddette bende per avvolgere i cadaveri dei re o dei sacerdoti).

Le ricerche che ho svolto mi hanno convinto che sono essenzialmente tre le prove per poter tranquillamente sentenziare che nella S. Sindone esiste anche un’altra reliquia.

La prima, è che la tradizione giudaica prevedeva proprio di ricavare una o più  bende, per tenere legati mani e piedi al defunto, direttamente dal lenzuolo funerario (nel video, pubblicato sotto, il particolare è dimostrato scientificamente).

La seconda, è che i giudei, per ottenere le misure del sudario di finissimo bisso, del lenzuolo e della fascia di fino lino, si dovevano rifare alle misurazioni standard dettate da Dio ai profeti nella Bibbia (2 Cronache, 3, 3; Esodo, 38, 9): usavano perciò il “cubito reale egiziano” e  i suoi sottomultipli tra cui il “palmo”;

come ho già esposto in una precedente pubblicazione,   


il sudario di Cisto del Volto Santo di Manoppello in origine misurava 2 cubiti x 2, mentre il lenzuolo di Torino ha le dimensioni di 113 x 441 cm; se alla larghezza di quest’ultimo vengono tolti  5 mm, dovuti a una delle due coperture aggiunte ai bordi per evitare alla fibra eventuali sfilacciamenti, ecco che la sua misura si riduce a 112,5 cm, cioè a 2 cubiti per il lenzuolo (105 cm) e a 1 palmo per la benda (7,5 cm); parlando sempre del lino sindonico, se si tiene conto in lunghezza che i margini presentano dei tagli non bene allineati (queste osservazioni si deducono dal fatto che le parti centrali delle due estremità presentano delle rientranze nell’ordine di millimetri), ecco che possiamo affermare che in origine la dimensione effettiva della lunghezza della Sindone non fosse proprio di 441 cm, ma di 8 cubiti e 3 palmi (442,5 cm), perché questo telo, probabilmente durante il medioevo, aveva subito da parte di qualcuno dei prelievi le cui strisce vennero quasi sicuramente conservate come campioni di reliquia. 

La terza prova, è che la benda di cui abbiamo parlato fu ricavata per mezzo di un taglio, perché solo in questo modo poteva essere mantenuta quasi inalterata la sua dimensione di 1 palmo per tutta la lunghezza della stoffa.
Osservazione

Nel video che vedremo,  una studiosa fa adoperare al conduttore del documentario una barra di 2 cubiti siriani per dimostrare le dimensioni standard della Sindone; cubiti siriani, che però non hanno nulla a che vedere (per le diverse misure in centimetri)  con quelli "reali egiziani" indicati da Dio a Salomone per fargli costruire il Tempio a Lui dedicato.                                           
 

lunedì 2 settembre 2013

Sudario del Volto Santo di Manoppello: l'immagine olografica vista in visione da tutti i credenti durante l'innalzamento di Gesù sulla croce


Di Antonio Teseo

Come il Messia - nella persona di Cristo - ha sancito il disegno salvifico di Dio Padre.

Nel  4° carme del Servo: passione e gloria (Is. 52, 13-15)  il Padre rivela al profeta  che suo Figlio attrarrà a sé molti sguardi di "gloria" quando  sarà innalzato sulla croce (Gv. 12, 32); la complementarità tra due termini di paragone ci spiega che saranno due avvenimenti storici  a sancire sulla terra un’ unica Verità, che è quella dettata dallo Spirito Santo:

(Primo termine di paragone) come molti "di coloro che si trovavano  a contemplare Gesù durante il Suo innalzamento sulla Croce" si stupirono di lui - talmente sfigurato era il suo aspetto "Volto" al di là di quello di un uomo - "essi  ebbero la visione di un Volto non più terreno, ma ultraterreno, perché risorto dai morti";  e la sua figura “Volto” al di là di quella dei figli dell’uomo "gli stessi, nel contempo, ebbero anche la visione del Volto del Figlio trasfigurato dalla Luce del Padre";
(Secondo termine di paragone; comparativo di uguaglianza) così molte nazioni “sia quelle immediatamente successive all’epoca di Cristo, sia quelle odierne, che quelle future” restarono, restano, resteranno, attonite “nel contemplare le stesse sembianze già meditate da molti poco più di 2000 anni fa” (Lc. 23, 44-49),  i re “i quali nella storia ci hanno preceduto nel vedere la S.S. Immagine olografica impressa sul sudario di Cristo” chiusero la bocca a suo riguardo, perché avevano visto ciò che non era stato loro narrato “da alcun evangelista” e compreso ciò che non avevano udito “negli insegnamenti, ma solo attraverso la profezia della salvezza".

La Meditazione, la Contemplazione e Fare la Volontà del Signore per aiutare il prossimo formano LA PREGHIERA”; solo per mezzo della preghiera, dunque, è possibile comprendere il disegno salvifico del Signore. 

Antiche icone che raffigurano re o imperatori che avevano contemplato il Sacro Volto: a sinistra re Abgar;  a destra, l'imperatore Costantino VII Porfirogenito.  
Crux Vaticana, regalata al Pontefice romano da Giustino II, imperatore di Costantinopoli, fra gli anni 565-578 d.C,
                                                lato anteriore                      lato posteriore 


Nel lato posteriore della croce, in alto, è raffigurato Cristo benedicente ispirato dall'immagine del sudario di Manoppello, perché l'aspetto presenta una guancia asimmetrica "enfiata" conseguenza di una delle tante percosse ricevute da Gesù dai suoi aguzzini durante la Passione. 
   
Gli aspetti olografici dell'immagine di Cristo Risorto impressa con il sangue della Nuova ed Eterna Alleanza (simbolo della Vera Vita) per mezzo della Luce Eterna

Sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello alla S. Sindone di Torino con un rafforzamento di contrasto dal quale viene alla luce l'aspetto cruento della Passione (fig.2) 

Da questa sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello "illuminato da dietro" alla S. Sindone (fig.2) emergono dei chiaro-scuri i quali ci spiegano che il sudario di Manoppello, durante l'evento pasquale, fu illuminato dalla Luce del Volto del Risorto    

Bocca del Sacro Volto: "particolarità".
Cliccando con il mouse sulle immagini qui sotto, mediante una comparazione possiamo osservare, nell'ingrandimento, come la bocca del Volto Santo di Manoppello (fig.2) vada a completare quella indefinita della S. Sindone di Torino  (fig.1). Quest'ultima è caratterizzata da riflessi di luce impressi sotto forma di chiarori di fondo e da sangue ossidato e disidratato che risulta impresso con un tono monocromatico giallo paglierino. E' importantissimo sottolineare come la bocca del Volto Santo di Manoppello, benché relativa al Risorto, mostri ancora i postumi del Rigor Mortis (smorfia causata da spasmo, con il labbro inferiore andato a finire un po' indietro tanto da coprire i denti inferiori). 


Pieghe con i relativi punti d'incrocio del sudario del Volto Santo di Manoppello rintracciati nell'immagine sindonica. Cliccare con il mouse per osservare l'ingrandimento


Macchie ematiche lineari relative a pieghe o bande di tessuto del sudario di Manoppello 


Ricostruzione grafica riferita ai riflessi di Luce che filtrarono il sudario di Manoppello 


Da un filtraggio computerizzato (equalizzazione) che ha la peculiarità di esaltare in ogni immagine fotografica i pixel in chiaro relativi alla luce che si sovrappone su una figura, si evince che il Volto Santo di Manoppello fu illuminato anche da una Luce esterna: quella del Padre, nella cui direzione sono rivolti gli occhi del Risorto (fig.2).


martedì 11 settembre 2012

Sindone: il vero volto di Cristo

Studio realizzato in grafica da Antonio Teseo

Carissimi,

Per chi ancora non possiede gli occhialini colorati "Rosso/Ciano" consiglio al più presto di andarseli a comprare o farseli prestare, perché con il loro ausilio vedrete in questo video, che ho realizzato per voi, qualcosa di veramente incredibile: il Volto di Cristo in 3D della Passione ricavato dalla sovrapposizione "Sindone di Torino - Volto Santo di Manoppello".  Grazie e a risentirci.
Buona visione.
 
NB: Attenzione a non usare per molto tempo gli occhialini con i vetrini colorati di cui ho fatto riferimento sopra, perché si possono verificare dei momentanei piccoli disturbi alla vista. Il sottoscritto declina ogni responsabilità per chi non osserva detta precauzione.


http://www.youtube.com/watch?v=R_J6HXQ8Rjw&feature=youtu.be


giovedì 7 giugno 2012

Il polline rivela: la Sindone è un lenzuolo funebre

Un'importantissima scoperta condotta da una ricercatrice dell'Università delle Isole Baleari, Marzia Boi, specialista di "palinologia", attesterebbe che il lenzuolo della S. Sindone di Torino faceva parte del rituale funerario secondo gli usi di 2000 anni fa in Asia Minore.
Per leggere l'articolo clicca sul link qui sotto:

La perfetta sovrapposizione del Volto della S. Sindone al Volto Santo di Manoppello: cliccando sulle prime due immagini, possiamo osservare nell'ingrandimento la trama del lino sindonico sovrapposto al sudario sepolcrale con trama a "tela" del Volto Santo di Manoppello.



venerdì 20 aprile 2012

I miei apprezzamenti sul servizio mandato in onda nella trasmissione di "A SUA IMMAGINE", venerdì 6 aprile 2012

http://asuaimmagine.blog.rai.it/2012/03/29/%C2%ABle-ultime-ore-di-gesu%C2%BB-su-rai-1/

Ringrazio sentitamente la RAI per aver mandato in onda, nella puntata speciale del Venerdì Santo di “A SUA IMMAGINE” il meraviglioso servizio dedicato al Volto Santo di Manoppello.
La grande professionalità del registra ci ha fatto contemplare, illuminando la reliquia con i continui cambi di luce, la natura olografica dell’Immagine Sacra che ci parla di un Volto sfigurato e trasfigurato (Col. 1,15; Gv. 6,40).
Appena ho visto in trasparenza dal velo il frate che spiegava il Volto Santo, mi sono subito ricordato del finissimo bisso che i ricchi, ai tempi di Gesù, portavano addosso (Lc. 16,19). E’ allora d’obbligo pensare, che chi usò il sudario di Manoppello per coprire il Volto di Gesù, durante la Sua sepoltura (Gv. 20,7), fosse proprio un uomo ricco, Giuseppe d’Arimatea, il quale era un autorevole membro del sinedrio. Quindi non esiste al mondo un altro sudario come quello di Manoppello, perché all’epoca di Gesù le donne ebree erano delle impareggiabili maestre nel trattare il bisso con il cedro, così da rendere ogni filo elastico per la tessitura. La torcitura delle fibrille dei fili avveniva in senso orario, contrariamente a come invece facevano gli egizi (nel Volto Santo ritroviamo proprio questa peculiarità in uso nell’area siro-palestinese). Speriamo che la Rai possa ritornare al più presto sull’argomento “Volto Santo” perché il sudario di Manoppello è la reliquia più importante al mondo. Denominata Veronica, nel Medioevo, il Volto Santo venne citato anche da Dante nel XXXI canto del Paradiso, vv 103-111; e dal Petrarca nel Canzoniere.

Spiegazione di alcuni fotogrammi del video:

Il finissimo sudario di bisso del Volto Santo di Manoppello visto al microscopio elettronico.
Dal forte ingrandimento si può osservare la mancanza di pigmenti di colore mescolati a collagene che non coprono, sotto forma di cementificazione o strato, gli spazi determinati tra trama e ordito corrispondenti in misura reale a due o tre capelli accostati orizzontalmente.     

Trasparenza del finissimo sudario di bisso del Volto Santo di Manoppello.
Dietro l'immagine si scorge la figura di Padre Carmine Cucinelli.

Trasparenza del finissimo bisso del Volto Santo di Manoppello.
Luce esterna alla basilica visibile in trasparenza per il portone semichiuso.  

 Assoluta trasparenza contro luce del finissimo sudario di bisso del Volto Santo di Manoppello. 

Diapositività dell'ologramma del Volto Santo di Manoppello.


Nell'ologramma dell'immagine del Volto Santo di Manoppello il Volto sfigurato e trasfigurato di Gesù Cristo.

Nella prima figura illuminata da dietro, che vediamo sotto, possiamo osservare i forti traumi della Passione (Volto sfigurato di Gesù risorto dai morti): ematomi, contusioni e macchie di sangue di ferite che appaiono anche impresse sul velo.

Nella seconda figura, illuminata sia da dietro che frontalmente, le lesioni si mostrano in fase di rimarginazione.

Nella terza figura, illuminata solo frontalmente con sfondo opaco, si osserva che le ferite appaiono completamente cicatrizzate da croste (Volto glorioso della Trasfigurazione asceso al cielo). 



 
"Egli mi glorificherà, perché prenderà dal mio e ve lo annunzierà" (Gv. 16, 14).

sabato 25 dicembre 2010

BUON NATALE

O Dio, allontanarsi da te significa cadere. Rivolgersi a te significa alzarsi. Rimanere in te significa avere durata nella sicurezza. O Dio, abbandonarti significa morire. Ritornare a te significa svegliarsi a nuova vita. Dimorare in te significa vivere.


La gioia vera è Dio, perché solo lui è infinito e il cuore umano è sintonizzato sull’Infinito.

Anonimo

Buon Natale

Che la benedizione del Bambin Gesù vi dia pace, serenità e spalanchi sempre il vostro cuore verso l'Amore Puro da corrispondere con il prossimo.
Antonio
Invito tutti a leggere questa breve riflessione di Monsignor Bruno Forte sui Re Magi, perché ci fornisce un grande insegnamento per comprendere bene il vero senso della vita.
Cliccare sul link qui sotto
Consiglio a tutti anche di ascoltare questo tradizionale canto di Natale interpretato in modo meraviglioso da Andrea Bocelli

giovedì 14 ottobre 2010

La faccia sfigurata di Gesù della Passione


Se la Sindone e il Volto Santo di Manoppello sono le vere reliquie di Gesù (cosa per me altamente probabile) è allora questo il Volto sfigurato dal sangue della Passione che deriva dalla loro sovrapposizione. Si fa presente a tutti coloro che per la prima volta si sono collegati in questo blog e che quindi non hanno ancora letto i post precedenti, che il Volto Santo di Manoppello non solo completa l'aspetto del Volto della Sindone, ma reca con sé anche i segni della risurrezione particolarmente evidenziabili quando l'immagine è illuminata frontalmente con sfondo scuro retrostante.
L'elaborazione è stata realizzata da Antonio Teseo, esperto in grafica 3D.
Nella foto appena sotto vediamo la pergamena della lettera di Silvestro conservata nella biblioteca del Comune e dell'Accademia Etrusca di Cortona.

Silvestro, denominato in latino "magister Silvester de Adria" nel 1300 era scriptor di papa Bonifacio VIII. Il 22 febbraio, festa della cattedra di San Pietro, scrisse questa lettera rivolta all'intera cristianità in cui si annunciava il primo giubileo della storia in Roma. La pergamena riporta la miniatura con il Volto Santo tra gli apostoli Pietro e Paolo raddoppiato, nella parte alta e nella parte bassa in maniera speculare, per indicare lo specchiarsi della verità nell'immagine del Volto di Cristo incarnato. Impressa su un sudario, la S. Effigie si vedeva proprio come in uno specchio da un lato e dall'altro (diapositività del Volto Santo di Manoppello).


 Qui possiamo osservare un romeo che porta il cappello con raffigurato il Volto Santo: particolare del "Trionfo della chiesa militante" (1366-67) di Andrea Bonaiuto, chiesa di S. Maria Novella, Firenze. Nel Medioevo, non essendoci la fotografia, erano allora i pittori a raccontare gli eventi di quel tempo con le loro opere.

Anche Dante e Petrarca furono tra i pellegrini che si recarono a Roma per venerare il Volto Santo. All'epoca la reliquia era chiamata Veronica o Sudarium Christi.
Come ci attestano i due sommi poeti, lo scopo dei pellegrini non era tanto quello di vedere il papa o pregare presso la tomba degli apostoli, ma quanto di ammirare l'immagine di Dio incarnato nella figura del Cristo: canto XXXI del Paradiso, versi 103/108, in cui Dante ci descrive il senso di commozione che attanagliava il pellegrino alla vista della reliquia: "...colui che forse di Croazia / viene a veder la Veronica nostra / che per l'antica fama non sen sazia / ma dice nel pensier, fin che si mostra / Segnor mio Iesu Cristo, Dio verace, / or fu sì fatta la sembianza vostra?" Ed ancora Dante (Vita Nova XL 1) "...per vedere quella immagine benedetta, la quale Iesu Cristo lasciò a noi per esempio de la sua bellissima figura…"; Petrarca (Canzoniere, XVI) "…et viene a Roma, seguendo 'l desio / per mirar la sembianza di colui / ch'ancor lassù nel ciel vedere spera".

Lo specchiarsi della verità nell'immagine del Volto Santo (come ho accennato sopra per la pergamena della lettera di Silvestro) fu già tema di rappresentazione nella miniatura del codice Skylitzes, risalente al tardo XI secolo, conservato nel museo di Madrid.
Nell'anno 944, il Patriarca di Costantinopoli presenta il Sacro Mandylion all'imperatore d'Oriente Romano I Lecapeno.
Nel rappresentare la scena, l'artista, oltre a raffigurare l'imperatore avvolto da un lungo telo che rimanda alla S. Sindone di Torino, ha voluto raffigurare anche l'immagine impressa sul sudario col quale il sovrano, appoggiandovi il viso, ci si specchia per meditare sulla verità del Verbo Incarnato. Il miniaturista, per distinguere il lenzuolo dal sudario, ha dipinto quest'ultimo con delle frange ai lembi.


Con la scoperta della stampa furono tante le riproduzioni della Veronica (Volto Santo di Manoppello) inserite nei Libri d'Ore, o Messali


 In quest'ultima raffigurazione vediamo una delle tante riproduzioni del sudario di Manoppello (in alto) insieme al lenzuolo di Torino (in basso)

mercoledì 30 giugno 2010

Perché il Santo Volto del Signore trasmette una profonda pace interiore

"Avendo un Figlio unico, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio. Cerca il merito, la causa, la giustizia di questo, e vedi se trovi mai altro che grazia."
- Sant' Agostino Discorso 85 -

Contemplazione del Volto del Signore

di Antonio Teseo


La vita è un dono di Dio perché è il frutto di una suprema intelligenza invisibile. Per generare e creare la vita il Signore si serve dello spirito e della materia. Nell'animarla ed evolverla, adattandola quindi allo spazio e al tempo, le rende la Grazia che a sua volta dà testimonianza alla Bellezza di Amore e di Sapienza dell'Altissimo.

"Quanto all'uomo, Dio Padre lo ha voluto generare e creare a Sua immagine e somiglianza facendogli sviluppare nel tempo una grande intelligenza: con essa di conseguenza si è sviluppata la memoria e la sapienza. Quando l'uomo ha capito di non avere più un istinto impulsivo e animalesco ma di avere la ragione ed una coscienza, ha compreso di possedere uno spirito, un corpo ed un'anima. Lo Spirito Santo del Padre e del Figlio, il Corpo e l'Anima santa di Gesù Cristo sono quindi le componenti di cui è fatto il Signore nostro Dio. Ecco perché per mostrarsi faccia a faccia all'uomo, e quindi per farsi conoscere attraverso la luce, Dio Padre ha mandato Suo Figlio qui sulla terra. Gesù ci insegna con il Vangelo a vivere la Vera Vita e dona il Pane della Vita Eterna "la S.S. Eucaristia" per dimorare presso di noi: per chi è battezzato nello Spirito Santo e fa la Sua Volontà la morte non prevarrà su di lui, perché risorgerà il terzo giorno per mezzo della luce divina del Primogenito Figlio del Padre, Cristo risorto.
Il Signore, benché sia arrivato con Amore qui sulla terra per farsi conoscere, non impone la fede all'uomo con la Sua Onnipotenza. Rispettandolo con umiltà, gli dà piena libertà di vivere la propria vita per fare decidere a lui di seguirLo. Con l'Amore di Padre per ogni proprio figlio, Egli tuttavia spera in un segno di Grazia da parte di chi non crede fino all'ultimo giorno della sua vita."

Se in linea di massima la vita può essere spiegata dalla scienza, ciò vuol dire che essa non comprende il caso, né dipende da esso, perché il caso non ha intelligenza. E' come se io lanciassi 10 volte una monetina in aria e degli scienziati mi dovrebbero dire con esattezza quante volte esce testa o croce. Questo è impossibile, e perciò il caso non è materia conoscitiva per comprendere la vita.
La prova imprescindibile che la vita sia creata ed animata da una suprema intelligenza, è dovuta al fatto che tutto l'universo obbedisce con Grazia ad un Amore perché tutto l'universo riceve continuamente Grazia dall'Amore Creatore. Ecco perché Gesù quando insegnò agli apostoli a pregare il Padre Nostro indicò che Dio Padre era nei cieli. Il vero Amore della Vita, dunque, è donare e ricevere Grazia agli occhi dell'Onnipotente così come faceva Maria, nostra Madre Santissima, Suo Figlio Gesù Cristo e tutti i Santi. Quando ad esempio viene al mondo un figlio, i genitori trasmettono al bimbo la Grazia che viene loro contraccambiata dal piccolo per l'intercessione dell'Amore di Dio. L'atto del dare e del ricevere Grazia, porta dunque la "Pace Interiore" alla persona.

Da questa breve riflessione abbiamo così imparato perché l'Espressione di Grazia che contempliamo nel Volto Santo di Gesù ci trasmette una profonda pace interiore da donare al prossimo: il cristiano deve essere amante della Vita Eterna che come abbiamo spiegato è l'Amore di Dio Padre per il Figlio.

Nei Vangeli è riportato che Gesù, dopo la risurrezione, ogni qual volta appariva ai suoi discepoli si rivolgeva loro con questo saluto: "Pace a voi". Il Suo Volto pieno di Grazia e che rifletteva la luce del Padre trasmetteva una profonda pace interiore perché essi, avendo così riconosciuto il Maestro, erano pieni di Spirito Santo per annunciare al mondo la Parola di Dio.
Nel concludere questo argomento di oggi, desidererei che leggessimo insieme questa bellissima preghiera, scritta da Papa Paolo VI, affinché il Signore con la Sua Mirabile Grazia dia luce a molti giovani per farli ministri della nostra Santa Chiesa Cattolica.
"O Gesù, divino Pastore delle anime, che hai chiamato gli apostoli per farne pescatori di uomini, attrai ancora a te anime ardenti e generose di giovani, per renderli tuoi seguaci e tuoi ministri; rendili partecipi della tua sete di universale redenzione, per la quale rinnovi ogni giorno il tuo sacrificio. Tu, o Signore, sempre vivo a intercedere per noi, dischiudi loro gli orizzonti del mondo intero, ove il muto supplicare di tanti fratelli chiede luce di verità e calore d’amore, affinché rispondendo alla tua chiamata prolunghino quaggiù la tua missione, edifichino il tuo Corpo mistico, che è la Chiesa, e siano sale della terra e luce del mondo."

-
Papa Paolo VI -

sabato 3 aprile 2010

Quaresima alla luce del Volto Santo: preghiera di Jean Galot s. j.

Se conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo, questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti se mi ami! Sono ormai assorbito nell'incanto di Dio nella sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole al confronto! Mi è rimasto l'amore di te, una tenerezza dilatata che tu neppure immagini. Vivo in una gioia purissima. Nelle angustie del tempo pensa a questa casa ove un giorno saremo riuniti oltre la morte, dissetati alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore infinito. Non piangere se veramente mi ami! Sant' Agostino

La sinfonia che ho scelto per oggi, è come se ci preparasse ad entrare nel silenzio. Il nostro spirito, proprio nel silenzio e quindi prima della preghiera, aspetta quella scintilla che, partendo da Dio, ci arriva poi manifestandosi nell'anima con la luce di Cristo Risorto


Luca 24,1-12 - Perché cercate tra i morti colui che è vivo?


Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"».

Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.

Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto.


tre
Un Volto che unisce dolore e luce, come solo l'amore sa fare

"Il Volto Santo di Manoppello invita intensamente alla preghiera e alla riflessione: è anzitutto il volto di un uomo che ha sofferto molto, e tuttavia che sembra aver vinto la sofferenza in un atteggiamento di pace.

E' un bellissimo stimolo a riflettere e meditare sulla Passione e Resurrezione di Cristo, luce della vita dei credenti, quale il Nuovo Testamento ci narra e la fede della Chiesa ci aiuta a vivere.

Il Volto Santo è quindi un rimando alle sorgenti della fede stessa, che sono la rivelazione trasmessa nella vivente tradizione di fede della Chiesa". ( Mons. Bruno Forte, Arcivescovo Diocesi Chieti-Vasto)

Gesù, io ti guardo


Gesù, io ti guardo con occhi di fede, con occhi avidi di scoprire in te il fondo del tuo mistero, il Volto di Dio.

Gesù, io ti guardo con occhi di speranza che attendono da te un avvenire migliore per il mondo intero e per ciascuno di noi.

Gesù, io ti guardo con occhi d'amore che si uniscono a te, che vorrebbero esprimerti la profonda attrattiva che mi porta verso di te.

Gesù, io ti guardo con occhi di pace che posano su di te uno sguardo affaticato da tante cose vane, ma affamato di te.

Gesù, io ti guardo con occhi di gioia che trovano in te una felicità sconosciuta sulla terra, felicità dal sapore di cielo.Jean Galot s. j.