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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta sacra sindone. Mostra tutti i post
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martedì 11 settembre 2012

Sindone: il vero volto di Cristo

Studio realizzato in grafica da Antonio Teseo

Carissimi,

Per chi ancora non possiede gli occhialini colorati "Rosso/Ciano" consiglio al più presto di andarseli a comprare o farseli prestare, perché con il loro ausilio vedrete in questo video, che ho realizzato per voi, qualcosa di veramente incredibile: il Volto di Cristo in 3D della Passione ricavato dalla sovrapposizione "Sindone di Torino - Volto Santo di Manoppello".  Grazie e a risentirci.
Buona visione.
 
NB: Attenzione a non usare per molto tempo gli occhialini con i vetrini colorati di cui ho fatto riferimento sopra, perché si possono verificare dei momentanei piccoli disturbi alla vista. Il sottoscritto declina ogni responsabilità per chi non osserva detta precauzione.


http://www.youtube.com/watch?v=R_J6HXQ8Rjw&feature=youtu.be


lunedì 15 agosto 2011

Scannerizzazione del Volto della Sindone di Torino


Elaborazione realizzata da Antonio Teseo (cliccare con il mouse sull'immagine per vederla ingrandita)
Dimostrazione scientifica che il Volto della S.Sindone di Torino e il Volto Santo di Manoppello rappresentano un'unica figura del Volto di Cristo

mercoledì 30 giugno 2010

Perché il Santo Volto del Signore trasmette una profonda pace interiore

"Avendo un Figlio unico, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio. Cerca il merito, la causa, la giustizia di questo, e vedi se trovi mai altro che grazia."
- Sant' Agostino Discorso 85 -

Contemplazione del Volto del Signore

di Antonio Teseo


La vita è un dono di Dio perché è il frutto di una suprema intelligenza invisibile. Per generare e creare la vita il Signore si serve dello spirito e della materia. Nell'animarla ed evolverla, adattandola quindi allo spazio e al tempo, le rende la Grazia che a sua volta dà testimonianza alla Bellezza di Amore e di Sapienza dell'Altissimo.

"Quanto all'uomo, Dio Padre lo ha voluto generare e creare a Sua immagine e somiglianza facendogli sviluppare nel tempo una grande intelligenza: con essa di conseguenza si è sviluppata la memoria e la sapienza. Quando l'uomo ha capito di non avere più un istinto impulsivo e animalesco ma di avere la ragione ed una coscienza, ha compreso di possedere uno spirito, un corpo ed un'anima. Lo Spirito Santo del Padre e del Figlio, il Corpo e l'Anima santa di Gesù Cristo sono quindi le componenti di cui è fatto il Signore nostro Dio. Ecco perché per mostrarsi faccia a faccia all'uomo, e quindi per farsi conoscere attraverso la luce, Dio Padre ha mandato Suo Figlio qui sulla terra. Gesù ci insegna con il Vangelo a vivere la Vera Vita e dona il Pane della Vita Eterna "la S.S. Eucaristia" per dimorare presso di noi: per chi è battezzato nello Spirito Santo e fa la Sua Volontà la morte non prevarrà su di lui, perché risorgerà il terzo giorno per mezzo della luce divina del Primogenito Figlio del Padre, Cristo risorto.
Il Signore, benché sia arrivato con Amore qui sulla terra per farsi conoscere, non impone la fede all'uomo con la Sua Onnipotenza. Rispettandolo con umiltà, gli dà piena libertà di vivere la propria vita per fare decidere a lui di seguirLo. Con l'Amore di Padre per ogni proprio figlio, Egli tuttavia spera in un segno di Grazia da parte di chi non crede fino all'ultimo giorno della sua vita."

Se in linea di massima la vita può essere spiegata dalla scienza, ciò vuol dire che essa non comprende il caso, né dipende da esso, perché il caso non ha intelligenza. E' come se io lanciassi 10 volte una monetina in aria e degli scienziati mi dovrebbero dire con esattezza quante volte esce testa o croce. Questo è impossibile, e perciò il caso non è materia conoscitiva per comprendere la vita.
La prova imprescindibile che la vita sia creata ed animata da una suprema intelligenza, è dovuta al fatto che tutto l'universo obbedisce con Grazia ad un Amore perché tutto l'universo riceve continuamente Grazia dall'Amore Creatore. Ecco perché Gesù quando insegnò agli apostoli a pregare il Padre Nostro indicò che Dio Padre era nei cieli. Il vero Amore della Vita, dunque, è donare e ricevere Grazia agli occhi dell'Onnipotente così come faceva Maria, nostra Madre Santissima, Suo Figlio Gesù Cristo e tutti i Santi. Quando ad esempio viene al mondo un figlio, i genitori trasmettono al bimbo la Grazia che viene loro contraccambiata dal piccolo per l'intercessione dell'Amore di Dio. L'atto del dare e del ricevere Grazia, porta dunque la "Pace Interiore" alla persona.

Da questa breve riflessione abbiamo così imparato perché l'Espressione di Grazia che contempliamo nel Volto Santo di Gesù ci trasmette una profonda pace interiore da donare al prossimo: il cristiano deve essere amante della Vita Eterna che come abbiamo spiegato è l'Amore di Dio Padre per il Figlio.

Nei Vangeli è riportato che Gesù, dopo la risurrezione, ogni qual volta appariva ai suoi discepoli si rivolgeva loro con questo saluto: "Pace a voi". Il Suo Volto pieno di Grazia e che rifletteva la luce del Padre trasmetteva una profonda pace interiore perché essi, avendo così riconosciuto il Maestro, erano pieni di Spirito Santo per annunciare al mondo la Parola di Dio.
Nel concludere questo argomento di oggi, desidererei che leggessimo insieme questa bellissima preghiera, scritta da Papa Paolo VI, affinché il Signore con la Sua Mirabile Grazia dia luce a molti giovani per farli ministri della nostra Santa Chiesa Cattolica.
"O Gesù, divino Pastore delle anime, che hai chiamato gli apostoli per farne pescatori di uomini, attrai ancora a te anime ardenti e generose di giovani, per renderli tuoi seguaci e tuoi ministri; rendili partecipi della tua sete di universale redenzione, per la quale rinnovi ogni giorno il tuo sacrificio. Tu, o Signore, sempre vivo a intercedere per noi, dischiudi loro gli orizzonti del mondo intero, ove il muto supplicare di tanti fratelli chiede luce di verità e calore d’amore, affinché rispondendo alla tua chiamata prolunghino quaggiù la tua missione, edifichino il tuo Corpo mistico, che è la Chiesa, e siano sale della terra e luce del mondo."

-
Papa Paolo VI -

martedì 15 giugno 2010

Il negativo fotografico della Sindone non è un'immagine reale in positivo


 Studio realizzato da Antonio Teseo





Da questa comparazione, che mostra l'immagine fotografica in negativo della Santa Sindone di Torino (a sinistra) e la sovrapposizione "riflessa" ottenuta con un rafforzamento di contrasto al computer tra l'aspetto indefinito della S. Sindone e il Volto Santo di Manoppello (fig.2), ci si può rendere conto come i sindonologi scambino il sangue impressionatosi in superficie sulle fibrille dei fili del lino torinese (il plasma subì un processo chimico di ossidazione e disidratazione) con un'immagine caratterizzata da luci ed ombre e che dunque non rende per niente testimonianza alla verità. E' allora a dir poco deprimente dover assistere a delle pubblicazioni in rete, da parte dei più importanti motori di ricerca, di alcune ricostruzioni in grafica del Santo Volto della Sindone che non hanno nulla a che vedere con il Volto Santo di Manoppello, oppure a delle sovrapposizioni tra le figure dei due volti che sono completamente distorte rispetto alla realtà, ma che tuttavia godono della credibilità e degli apprezzamenti di quanti in questo campo sono inesperti.


"Poiché capisco che chi si collega in un sito è solito leggere solo l'ultimo post tralasciando gli altri per pigrizia o per ragioni di tempo, torno allora a ripetere che il Volto impresso sulla S. Sindone non è altro che l'immagine indefinita del sudario di bisso insanguinato e un po' aggrinzito, che all'interno del sepolcro recava il Volto Santo di Manoppello, dopo l'avvenuto lampo di luce della risurrezione di Cristo (Lc. 17, 24-25; Mc. 10, 33-34). Tre giorni prima di quell'evento, durante la preparazione del corpo di Gesù calato dalla croce per la sepoltura, questo sudario pulito aveva coperto il Volto del Signore, dopodiché la salma fu avvolta con un lenzuolo intriso di aromi (S. Sindone)."

Come dimostro scientificamente sotto presentando alcune foto particolarmente ingrandite, anche il velo di Manoppello conterrebbe del sangue disidratato però presente solo sulla parte più superficiale delle fibrille dei fili sia da un verso che dall'altro (da ricordare che l'immagine del Sacro Volto è diapositiva). Qualsiasi tipo di pittura avrebbe invece inconfutabilmente imbevuto di colore l'interno di ogni filo per capillarità e per di più noi dovremmo vedere pigmenti legati a sostanze di apporto (collagene) ricoprire i fittissimi spazi vuoti del telo (ogni forellino, delimitato dall'ordito e la trama, corrisponde in micrometri a soli due o tre capelli accostati insieme). La copertura degli spazi vuoti dei pigmenti stesi renderebbero statica l'immagine che, al contrario, cambia come un ologramma a seconda della luminosità e dell'angolo visuale.
Benché, dunque, il Volto Santo di Manoppello non è una pittura, in questo Mirabile Aspetto si verificano dei mutamenti impressionanti. A mio avviso ciò deriverebbe dal fatto che nell'attimo della risurrezione di Gesù delle scariche di raggi nell'ultravioletto, emesse da un lampo che aveva illuminato il telo sia dalla parte interna che da quella esterna (luce del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo), avrebbero provocato alle fibrille dei fili delle degradazioni per una lieve bruciacchiatura e delle alterazioni cromatiche dovute sia a interferenze di onde elettromagnetiche sia alla proiezione simultanea di due immagini ben distinte: per luce trasmessa, sotto, dove vi era il Volto di Gesù, di un Volto Sfigurato;  per luce riflessa, sopra, quindi esternamente, di un Volto Trasfigurato. Tuttavia il calore delle scariche elettriche avrebbe anche recato effetti degradanti al sangue. A tale riguardo ho avuto modo di vedere sui fili ingranditi da un microscopio elettronico: alcune micro tracce di coaguli e grumi, localizzati soprattutto all'altezza dei capelli, perché molto del sangue presente sulla testa di Gesù era defluito dalla cute ai capelli a causa del casco di spine; un'esigua traccia di sangue bruciacchiato e decomposto in ossido di ferro; e per finire una crosticina di sangue bruciacchiato e decomposto in carbonato di calcio.

Da ciò che ho spiegato fin qui, si dovrebbe allora per forza di cose sentenziare che ogni filo del Velo Santo di Manoppello rifrange intrinsecamente la luce in maniera diversa, a seconda dell'illuminazione e dell'angolo visuale, restituendo all'osservatore colori diversi che hanno la particolarità di trasformare la figura o in Effigie passionale, o gloriosa, o addirittura invisibile (contro la luce diretta, ad esempio, è l'effetto del bianco a far sparire completamente l'immagine, mentre se avessimo una stesura pittorica, noi vedremmo un tono artificiale di fondo che interferirebbe in sovrapposizione con questo colore).


Differenze nel Volto Santo di Manoppello illuminato in tre modi diversi



Il Volto Santo di Manoppello è stato quindi scritto dalla luce dello Spirito Santo.

Spiegazione delle altre figure sottostanti:

Durante una giornata di ricerca che si tenne anni addietro a Manoppello, organizzata dall'emittente della TV tedesca della ZDF e alla quale insieme ad una decina di scienziati di tutto il mondo anche il sottoscritto fu invitato a parteciparvi avendo dovuto presentare una relazione di studio, esaminando il telo del Volto Santo di Manoppello con un microscopio elettronico, messo a disposizione dal professor Giulio Fanti, notammo che all'altezza della fronte del Santo Volto c'era un piccolo taglio, impercettibile quindi ad occhio nudo, perché dovuto ai tanti ripiegamenti che il velo ricevette nella storia sopra un punto d'incrocio. Ebbene, dopo che il professor Giulio Fanti scattò questa ed altre foto riguardanti anche parti diverse del Volto e ce le regalò alcuni giorni dopo tramite email, io riguardando a casa più volte questa foto mi accorsi che proprio sopra questo taglietto una mia collaboratrice aveva immortalato anni prima con una fotografia del sangue impressionato nell'immagine e che come per la S. Sindone esso si rendeva visibile solo oltre i due metri di distanza. In seguito a questo fatto, scoprii allora che come succede per la S. Sindone anche nell'immagine del Volto Santo di Manoppello il sangue ha subito un processo chimico di ossidazione e disidratazione solo sulla parte più superficiale delle fibrille dei fili.

Spiegazione delle immagini che vediamo sotto: a sinistra, forte ingrandimento della fronte del Volto Santo di Manoppello con il cerchietto che evidenzia il piccolo taglio di cui abbiamo parlato (per chi ha l'occhio allenato, pronto a scorgere anche i più piccoli dettagli, può osservare le ferite degli aculei del casco di spine che fu posto sul capo di Gesù); a destra, il piccolo taglio nel telo visto con il microscopio elettronico (le elaborazioni sono state realizzate da Antonio Teseo. Cliccare sulle figure per vederle ingrandite).



Sotto a sinistra, foto del Volto Santo illuminato all'aperto con la luce del sole; al centro, ingrandimento del piccolo taglio nel velo visto con il microscopio elettronico, quando l'ostensorio con il Volto Santo fu adagiato di fronte a noi con l'Immagine Santa che era visionabile da sinistra verso destra (le freccette che vediamo indicano come l'interno di ogni filo non sia imbevuto per capillarità da colori pittorici); la terza foto mostra l'ingrandimento della fronte del volto per rintracciare una piccola linea bianca che è relativa alla piega "al centro della fronte" e che impercettibilmente reca con sé il piccolo taglio (le elaborazioni sono state realizzate da Antonio Teseo. Cliccare sulle figure per vederle ingrandite).






Concludendo, colgo l'occasione per ringraziare sentitamente l'Esimio Professor Giulio Fanti, docente di Misure Meccaniche e Termiche presso l'Università di Padova che, regalandomi queste ed altre meravigliose foto ingrandite del Volto Santo di Manoppello mi ha permesso di sviluppare molte delle mie ricerche.

sabato 19 settembre 2009

Ai discepoli è dato conoscere i misteri del regno di Dio

Gesù rivela ai suoi discepoli: "A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio....". E cosa significa allora questo?
Che non è vero che il Signore è nascondimento, oppure che il suo Santo Volto debba essere contemplato solo in paradiso. La verità è conoscenza, è luce sia in terra che in cielo affinché il Signore sia lodato, onorato e glorificato per l'eternità.
Il motivo fondamentale per cui noi discepoli di questo tempo possiamo conoscere i misteri del regno di Dio, è che durante l'Eucaristia il Signore è in noi e quindi il nostro cuore e il nostro spirito si aprono per farsi riempire dallo Spirito Santo. E' lo Spirito Santo, poi, a farci meditare la "Verità" che è contenuta nell'immagine del Volto Santo di Manoppello, sudario proiettato e impresso sulla Sacra Sindone di Torino dalla luce del Risorto ( Lc. 17, 24-25: Come infatti il lampo guizza da un estremo all'altro del cielo ed illumina ogni cosa, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. - Ma prima egli deve patire molto ed essere rifiutato dagli uomini di questo tempo ).


"Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza" e si può aggiungere questo: facendo contemplare la Verità.

La luce nel Volto di Cristo


lunedì 28 aprile 2008

S.E. TARCISIO BERTONE AFFASCINATO DAL VOLTO SANTO

Manoppello, 27 aprile 2008


LA CHIESA VIVA TESTIMONE DEL VOLTO DEL RISORTO


a cura di Antonio Teseo

"Sono venuto volentieri in pellegrinaggio al Santuario del Volto Santo, per lasciarmi avvolgere dallo sguardo misterioso e trasformante di Cristo Risorto e per cercare di esserGli sempre più conforme nella missione che mi ha affidato, accanto al Papa". Con ammirazione e venerazione, Cardinal Tarcisio Bertone. E' questo il pensiero che il segretario di Stato del Vaticano ha lasciato scritto nel "Memorandum", cioè il registro dei frati cappuccini riservato alle personalità importanti che si recano in pellegrinaggio al Volto Santo. Il cardinale, celebrando la Santa Eucarestia nella basilica che conserva da più di 500 anni il prezioso bisso su cui è impresso l'immagine del Volto del Redentore e che è la medesima del Volto della S. Sindone, figura però indefinita, durante l'omelia ha voluto ripetere le importanti parole già pronunciate un anno e mezzo fa da papa Benedetto XVI sempre nella stessa chiesa: "Per vedere il Volto Santo occorrono mani innocenti e cuore puro" - e poi ha aggiunto - "Dobbiamo riflettere sul bene e dare ragione della fede, con opere ed il buon esempio". Il segretario del Santo Padre ha ricevuto il privilegio di poter ammirare, in via del tutto eccezionale insieme a monsignor Bruno Forte, il Santo Volto tirato fuori dalla teca e che mostra tutte le sue peculiarità uniche al mondo: la perfetta diapositività, quindi un unico positivo d'immagine impresso su entrambe le facce del telo; la trasparenza alla luce del bisso che rende diafana la figura fino a farla scomparire completamente; il tessuto fitto e rudimentale a trama mesopotamica; l'ologramma del Volto, perché in sé è impresso anche la luce del Padre.

Foto pubblicate da Ateseo: il cardinale s' inginocchia a pregare; accarezza un ragazzo diversamente abile; si appresta a celebrare l'Eucarestia in una chiesa gremita di fedeli.


venerdì 16 novembre 2007

Sindone di Torino e Volto Santo: la congruità è al 100%

In una pubblicazione precedente, avevo accennato a come le macchie di sangue nell'immagine diapositiva del Volto Santo di Manoppello appaiano sbiadite, a volte quasi impercettibili come ad esempio il rivolo sulla fronte a forma di tre rovesciato, perché quando si impressionò l'ologramma sul Velo Santo, la luce del Padre illuminava il Volto di Cristo (far riferimento all'elaborazione che si trova tra i post più vecchi di questo Blog "SINDONE E VOLTO SANTO: SUL VOLTO DI CRISTO LA LUCE DEL PADRE"; quindi la luminosità si sovrappose alle macchie ematiche facendo perdere loro la vivacità tonale). Per comprovare questa mia tesi, voglio dimostrare che, se si provoca al computer un rafforzamento di contrasto alle foto sovrapposte in scala 1:1 della Sacra Sindone e del Santo Volto, si è in grado di far risaltare il colore rosso naturale del sangue poiché esiste una congruenza al 100% tra le due figure sante.
Vi invito anche a prestare attenzione ad una macchiolina di sangue che vedete nella figura sindonica all'altezza dello zigomo destro così potete rendervi conto ancor di più della perfezione tra le due immagini. Ebbene, alla destra di questa macchiolina noterete un filo di sangue che corre come a gradini sul bordo di una piega, che poi mediante confronto si scoprirà essere quella del Volto Santo di Manoppello.











Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo
Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite

Spiegazione delle imagini:
1)Foto del Volto Santo di Manoppello che era stato illuminato frontalmente con le lampade poste a distanza;
2)Foto della Sacra Sindone di Torino;
3)Elaborazione ottenuta per sovrapposizione e rafforzamento di contrasto Volto Santo-S. Sindone.

martedì 13 novembre 2007






















Foto ed elaborazioni pubblicate da Antonio Teseo
Sono consapevole che con la pubblicazione precedente a questa, in molti magari avranno ritenuto i miei studi assurdi e pertanto non degni di considerazione. Ma purtroppo, come ricercatore, io cerco di dimostrare scientificamente ciò che il computer mi mette davanti agli occhi.
Tutti avete modo di osservare nella 3^ pagina di questo Blog, in “Le pieghe del Velo Santo rintracciabili nell’immagine sindonica” e in “ Più indizi costituiscono la prova”, che nella figura della Sacra Sindone di Torino sono rintracciabili le pieghe, le bande e le giunture di una stoffa antica e rudimentale quale è il velo di bisso marino del Volto Santo di Manoppello. Dunque, se da questa prova inconfutabile non si può prescindere, si deve essere coerenti ad ammettere che il Volto Santo non può essere assolutamente una copia del volto della Sindone: semmai sarebbe il contrario! Tuttavia, come ho dimostrato con le sovrapposizioni, nessuna delle due immagini è la copia dell’altra poiché tra loro esistono in scala delle congruità al 100% riguardanti le macchie ematiche, gli aloni e le ferite. Torno allora a porre a tutti coloro che leggono questo articolo una domanda che sicuramente farà riflettere: “Poiché la Sacra Sindone è appena visibile solo da una distanza di un metro e mezzo e anche più, com’è possibile che un elaboratore scientifico, cioè il computer, riveli una compatibilità eccezionale tra due figure quando queste sono impresse, la Sacra Sindone su un telo di lino e il Volto Santo su un bisso marino esile?” Eh, io vorrei tanto che qualcuno mi sapesse spiegare come un ipotetico artista sia potuto arrivare a determinare questa fenomenologia.
In ogni modo, ritornando al discorso di prima, se nell’immagine sindonica è rintracciabile la natura del Velo di Manoppello, ciò significa allora che lo stesso si doveva trovare per forza sotto la reliquia torinese a ricoprire il Volto di Gesù; ma sul velo c’è il volto del Risorto e pertanto la luce metafisica di Cristo non fece altro che proiettare ed imprimere con il proprio sangue, conseguenza della Passione ma anche origine della Vita, l’aspetto del Volto che noi vediamo.
Sopra, ho presentato delle elaborazioni che dimostrano come le mie ricerche siano travisate dalla pura apparenza di molti studiosi, i quali, nell' interpretare la figura del volto sindonico, anziché prendere in considerazione la reale immagine, usano invece il suo negativo fotografico.
Invertendo una fotografia della Sacra Sindone da positivo a negativo, effettivamente si ha la sensazione di vedere nel volto le palpebre chiuse di Gesù morto (far riferimento alle prime due elaborazioni) e quindi ciò sarebbe anche attinente a tutta la figura del corpo, che è di un cadavere. Ma se si procede a sovrapporre in scala 1 a 1 la foto del Volto Santo alla reale foto della S. Sindone di Torino (far riferimento alle ultime tre immagini “sovrapposizione della prima alla seconda, il cui risultato è la terza ottenuta con un rafforzamento di contrasto computerizzato) si riscontra che ciò che appariva come palpebre sono in realtà lacrime miste a sangue. Queste uscirono dagli occhi di Gesù, durante la Passione, poiché sopra, in direzione, sono evidenti delle ferite sui fori lacrimali (riferirsi ai cerchietti da me evidenziati).
Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.

lunedì 12 novembre 2007









Isaia, 53, 1-5: Crebbe come un virgulto davanti a lui e come una radice uscente da arida terra. Non aveva figura né splendore per attirare i nostri sguardi, né prestanza, sì da poterlo apprezzare. Disprezzato, ripudiato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si copre la faccia, disprezzato, sì che non ne facemmo alcun caso. Eppure, egli portò le nostre infermità, e si addossò i nostri dolori. Noi lo ritenemmo come un castigato, un percosso da Dio ed umiliato. Ma egli fu trafitto a causa dei nostri peccati, fu schiacciato a causa delle nostre colpe.

Secondo i miei studi, la Sacra Sindone di Torino è l'immagine di Gesù morto dalle spalle fino ai piedi. Nel volto, invece, è nascosta la Sua sofferenza di quando era ancora in vita. Io penso che questa immagine, insieme a quella del Risorto impressa sul Velo di Manoppello, fu voluta da Cristo affinché si adempisse la profezia di Isaia 52, 13-15.

sabato 13 ottobre 2007

Breve approfondimento sulla Sindone








La Sacra Sindone è un lenzuolo tombale di lino che misura 441x113 cm. Ogni filo del tessuto è stato filato con  torcitura oraria a Z e la  tessitura è a spina di pesce. Essa contiene molte irregolarità di battitura.


All'epoca di Gesù, per preparare la sepoltura ad un corpo si usava prima distenderlo sopra la metà di un lenzuolo e poi gli si faceva passare l’altra metà sopra la testa fino a coprire i piedi. L'intero lenzuolo, che veniva anche unto di aromi balsamici per ritardare la putrefazione del morto, serviva per avvolgerlo completamente mediante una fasciatura esterna.

Alcuni lini del tipo sindonico sono stati rinvenuti nel deserto della Giudea e anche in Siria.
Secondo alcune analisi, sulla S. Sindone sono stati individuati:

1) Pollini di piante presenti in Francia e in Italia che attestano quindi l’arrivo del lenzuolo in questi due paesi, ma anche altri pollini di piante che crescono in Medio Oriente, come lo “Zygophyllum dumosum” e la “Gundelia tournefortii”;
2) La presenza di una proteina del sangue (emoglobina);
3) Un alone di siero ematico accertato con la fotografia all’ultravioletto;
4) Una cellula di “aloe socotrina” sostanza aromatica che insieme alla mirra fu usata per il seppellimento di Gesù.
 
Altri rilevanti studi che riguardano soltanto l’immagine hanno attestato che:

a. Essa scompare completamente se fotografata con un’illuminazione intensa e retrostante come avviene per il Volto Santo di Manoppello; sul lino rimangono visibili solo le macchie di sangue (come ad esempio quelli che si vedono sulla fronte o sulle braccia) a conferma del fatto che le stesse hanno penetrato per capillarità il tessuto;
b. Dall’esame termografica e la radiazione infrarossa risulta che non è stata dipinta.
La certezza che la figura impressa sulla reliquia sia relativa al corpo del Salvatore è confutata dal fatto che l'aspetto del volto si sovrappone perfettamente in scala 1:1 con quello acheropito del Volto Santo di Manoppello. Le due figure, essendo complementari, viste al computer forniscono dettagliate informazioni sulla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
 
Altre considerazioni che attestano che quest'immagine è del Cristo:
 
1) A nessun condannato a morte veniva posto sul capo una corona di spine ma per Gesù il discorso fu diverso: durante la Passione, i suoi aguzzini vollero deriderlo perché Egli si era proclamato re dei giudei (nell’immagine sindonica sono evidenti le macchie di sangue delle ferite del cuoio capelluto e i rivoli sulla fronte causati dagli aculei);
2) Secondo le norme del supplizio romano, al condannato si dovevano recidere le gambe prima che morisse agonizzante sulla croce. Per Gesù questo non avvenne, perché quando si volle prendere questa decisione Egli sembrava già morto. I giustizieri, allora, per essere certi del decesso, optarono di trafiggerlo solo con una lancia la cui lama andò a finire diretto al cuore  (nella figura sindonica le gambe dunque appaiono integre e sul fianco destro è evidente del sangue fuoriuscito dalla ferita del costato che dalle analisi è risultato essere "post-mortem" per la presenza di un alone di siero scoperto con i raggi UV; sui polsi e sui piedi sono visibili i fori dell’inchiodatura);
3) La flagellazione per un condannato a morte prevedeva quaranta frustate: venti sul lato frontale e altre venti su quello dorsale del corpo; Gesù ne ricevette invece di più probabilmente per volere dei sommi sacerdoti, i quali persuasero Pilato ad aumentare la pena per la grave accusa di cui il condannato si era macchiato. Per loro, Gesù aveva offeso con una grave bestemmia la legge ebraica in quanto si era proclamato re dei giudei: solo il Padre che era nei cieli era il loro re (sulla Sindone ci sono i segni del “fragrum”, il flagello usato dai romani che era formato da una correggia di cuoio la quale teneva uniti due sfere di piombo);
4) Il cadavere di Gesù ricevette una frettolosa sepoltura giudaica, quindi fu avvolto con i teli sepolcrali per l’interessamento di Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio ma di nascosto anche discepolo di Gesù, che riuscì a convincere Pilato a farsi consegnare il corpo. I cadaveri dei crocifissi dovevano invece essere gettati insieme alla croce in una fossa comune.

martedì 2 ottobre 2007

ANCHE NELLA SINDONE LA LUCE DEL RISORTO












Foto ed elaborazioni pubblicate da Antonio Teseo

Studio di Antonio Teseo

Le ultime ricerche che mi appresto a presentare mi hanno permesso di ricostruire alcuni fatti ed avvenimenti che sarebbero accaduti nel sepolcro a partire dalla morte in croce di Gesù fino alla sua resurrezione. Premetto che con questo io non voglio assolutamente persuadere nessuno con le mie convinzioni a favore delle autenticità della Sacra Sindone di Torino e del Volto Santo di Manoppello.
Poiché il Blog è un diario libero e personale, espongo solo delle idee che ritengo essere in linea con le mie ricerche. Ognuno quindi è libero di credere o no a ciò che dico, anzi, io sono disposto ad accettare qualsiasi critica sempre se essa è però supportata da una valida motivazione scientifica.

La luce del Risorto

Le figure che vediamo sopra dimostrano una mia teoria ripetuta più volte in altre pubblicazioni, cioè che sulla Sindone è impresso un chiarore di luce assieme ad una figura indefinita composta da sangue probabilmente misto anche a sudore. La formazione di quest'immagine sul lino sarebbe avvenuta nella tomba per volere del Signore, nel giorno della Sua Santa Pasqua, affinché si adempisse la profezia di Isaia, 52,13-15; 4° carme del Servo.
“Ecco, il mio servo avrà successo, sarà innalzato, elevato ed esaltato grandemente. Come molti si stupirono di lui - talmente sfigurato era il suo aspetto al di là di quello di un uomo, e la sua figura al di là di quella dei figli dell’uomo, - così molte nazioni resteranno attonite, i re chiuderanno la bocca a suo riguardo, perché vedranno ciò che non era stato loro narrato, e comprenderanno ciò che non avevano udito”.

Come si può osservare nella seconda elaborazione pubblicata sopra, ovvero quella centrale, la quale è stata ricavata dalla sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello a quello della Sacra Sindone, sono riuscito a determinare in positivo, per mezzo di un filtraggio computerizzato, la definizione dei caratteri somatici del Volto di Cristo risorto dai morti impressionatasi sul lino sindonico: il sangue e molto probabilmente anche il sudore che furono della Passione, il Risorto volle trasferirli mediante la proiezione della luce del suo Volto prima sul sudario di Manoppello e poi di riflesso sul telo di Torino. Sempre nella seconda immagine sono riuscito a far risaltare, con un reverse da positivo a negativo, l’intensità dell'irradiazione che aveva filtrato il bisso di Manoppello: più il colore tende al blu scuro, più è alta l’intensità; viceversa,  più il colore tende all'azzurro e poi al bianco, più bassa è l'emissione luminosa. Osservando la foto reale della Sacra Sindone trasformata in bianco e nero (fig.1), vi invito a prestare attenzione alle sfumature che contornano l'aspetto del volto. Esse ci rendono bene l’idea della variabilità dei raggi di luce che avevano filtrato il sudario di Manoppello.
 
Dalla comparazione delle tre immagini si possono rintracciare anche questi particolari:
(a sinistra)
a. il gonfiore sotto l’arcata sopracciliare dell’occhio;
b. la ferita del foro lacrimale nello stesso occhio;
c. la ferita sullo zigomo;
(a destra)
d. il rivolo di sangue fuoriuscito da una ferita sotto l’incrocio delle palpebre dell’occhio;
e. il sangue depositato in linea in coincidenza di una piega del sudario di Manoppello all’altezza del mento.

Ricostruzione di fatti e avvenimenti che sarebbero accaduti dopo la morte di Gesù.

Deposto Gesù dalla croce, la sua sepoltura doveva avvenire in tempi ristretti perché stava per tramontare il sole, che, a quel tempo, segnava l’arrivo del nuovo giorno. Il giorno che arrivava era il Shabbat (sabato) ritenuto sacro dai giudei e pertanto per la legge della Torah tutti dovevano esimersi dal lavoro per dedicarsi con il digiuno (epurazione) alla preghiera. Come ci ha rivelato l’apostolo Giovanni nel suo Vangelo, furono Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo ad occuparsi di preparare il corpo del Signore per la sepoltura. Sbrigativamente, allora, nel sepolcro, presero prima un sudario di bisso di lino e glielo posero sul viso (Velo del Volto Santo di Manoppello) e poi adoperarono un lungo lenzuolo cosparso di aromi (Sindone di Torino) per avvolgerlo legato con delle bende.
Passati tre giorni dalla morte, Gesù, nell'attimo della sua resurrezione che avvenne con un  lampo di luce, volle proiettare e impressionare la figura del suo volto nel sudario. Questo velo, che risultava macchiato del sangue della Passione, quando fu attraversato dalla luce del Volto del Risorto, la sua immagine venne trasferita e impressa di riflesso anche sulla S. Sindone. 
Nell'attimo in cui Cristo alzò gli occhi per contemplare la luce del Padre (Trasfigurazione) nel sudario si materializzò la sua sembianza in maniera diapositiva e olografica (un giorno si sarebbe scoperto che queste due peculiarità in verità rivelano un Santo Volto "risorto dai morti" perché della Passione sfigurato, e un Santo Volto "trasformato in Luce Eterna" perché trasfigurato dalla Luce di Dio Padre).

Per concludere, secondo i miei studi l'aspetto che osserviamo sulla faccia interna del lino sindonico non sarebbe né un'impronta né una figura negativa, bensì una Icona ma Acheropita, come ho spiegato sopra formatasi per una proiezione di luce riflessa. 

Spiegazione delle immagini: 1° Volto della Sacra Sindone; 2° Definizione filtrata e ricavata dalla sovrapposizione Volto Santo-Sindone; 3° Sovrapposizione Sindone-Volto Santo dalla quale si può osservare a sinistra la sbavatura del sangue fuoriuscito a Gesù dalla bocca e dal naso e che ha imbrattato il mento, la barba e le pieghe.

martedì 11 settembre 2007

Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora








Queste due immagini sono di riferimento alla pubblicazione di cui sotto "Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora".

Spiegazione delle elaborazioni:
A sinistra, parte selezionata della reale foto  del volto della S. Sindone oscurata  al computer; a destra, sovrapposizione della prima figura al Volto Santo con un filtraggio del 50%.

Cliccare sopra le immagini per vederle ingrandite così da osservare meglio nel dettaglio un alone di sangue da me rintracciato.

Foto, elaborazioni e ricerca di Antonio Teseo

Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora










NEL LEGGERE LE SPIEGAZIONI DI QUESTE FIGURE CHE TROVIAMO SCRITTE SOTTO IN COLORE AZZURRO, CONSIGLIO DI TANTO IN TANTO DI ANDARE A CLICCARE CON IL MOUSE PROPRIO SOPRA QUESTE TRE IMMAGINI IN MODO DA VEDERLE INGRANDITE E CAPIRE  MEGLIO I RIFERIMENTI ILLUSTRATI CON LE FRECCETTE.

Foto, elaborazioni e ricerca di Antonio Teseo


L’esito della nuova ricerca che propongo, vuole dimostrare che il volto della Sacra Sindone di Torino non presenta baffi folti e barba lunga come invece asseriscono molti studiosi.
La convinzione di una conoscenza dettagliata dell'aspetto del volto di Gesù, diffusa soprattutto tra i sindonologi, per certi aspetti non trova alcun riscontro scientifico ed è dunque solo frutto dell'apparenza (pareidolia). Essa viene contraddetta dai miei studi per il fatto che l’immagine impressa sul lino, oltre a presentare un chiarore che sembra essere stato prodotto dal riflesso di una luce, è formata essenzialmente da una più o meno densità di sangue (forse misto anche a sudore) fissatosi a livello superficiale e specificatamente sulle fibrille
(far riferimento alla seconda figura elaborata con il computer per sovrapposizione e rafforzamento di contrasto, a prescindere che la reale immagine del volto sindonico abbia subito un processo chimico di disidratazione e ossidazione causato a mio avviso dall'irraggiamento nell'ultravioletto di un lampo di luce. L'irraggiamento, che sarebbe avvenuto nell'attimo della resurrezione di Gesù, avrebbe trasformato la tonalità di colore del sangue "da rosso vivo a giallo paglierino" perché interessato da una bruciacchiatura localizzata sulla parte più superficiale delle fibrille dove il plasma si sarebbe fissato in modo indelebile "vedi la fig.1").
Quindi, quando ci viene mostrata la foto del volto della reliquia torinese invertita in negativo, magari in bianco e nero come vediamo qui sotto, dalla quale effettivamente abbiamo l’impressione di vedere il volto di Cristo con baffi folti e barba folta, ci dobbiamo sempre ricordare che questa non è la vera foto vista nella realtà e pertanto non deve trarci in inganno poiché nel negativo fotografico sindonico il sangue compare di colore bianco, mentre il chiarore della luce appare di colore nero.
Per capire esattamente come si sia formata la macchia ematica al di sopra del labbro superiore (rivedi  le prime due figure pubblicate sopra) dobbiamo ricorrere alla perfetta sovrapposizione "Sindone-Volto Santo di Manoppello".

Precedentemente a questa pubblicazione abbiamo visto come nell’Icona della S. Sindone siano raffigurate pieghe e bande di tessuto che però sono proprie del bisso del Velo di Manoppello; questo esile telo macchiato del sangue della Passione sarebbe stato a contatto diretto con il lenzuolo sepolcrale.
Dunque, sia l'aspetto reale del Volto del Risorto che la sembianza impressa in trasparenza sul sudario di bisso, visibile a seconda dell'illuminazione da viso sfigurato a viso trasfigurato, sarebbero stati proiettati e impressi con un lampo dalla Luce Celeste sulla S. Sindone in un tempo più breve di 50 miliardesimi di secondo.

Spiegazione della terzina di figure pubblicate sopra:

1) Foto del volto della Sacra Sindone (negativo fotografico);
2) Elaborazione effettuata in rilievo e sovrapposizione della prima immagine alla terza;
3) Volto Santo illuminato da dietro.

Dalla comparazione tra la prima foto sindonica e la terza che è quella del Santo Volto, risulta che il sangue fuoriuscito a Gesù dal naso e dalla bocca si sia impresso sul sudario di Manoppello sovrapponendosi alla Santa Effigie (probabile emissione corpuscolare):

a)  a sinistra e in alto, a formare un angolo retto con una banda di trama in verticale e una piega in orizzontale;
b) a sinistra e in basso, a formare ancora un angolo con la banda già citata e un’altra in orizzontale;
c) a destra e in alto, coprendo quasi completamente un alone contraddistinto dal bordo perimetrale di coagulo;
d) a destra e in basso, espandendosi fin sotto la guancia.

Osservando attentamente le tre figure, si può comprendere che le freccette laterali di sinistra indicano dove il sangue, uscito dalla bocca e dal naso di Gesù, si sia fermato dopo essersi espanso (notare una linea in verticale bianca nel negativo fotografico sindonico "tra le due freccette" che in definitiva è il sangue che ha macchiato una banda della trama di tessuto riscontrabile sul Volto Santo di Manoppello). La freccetta in alto a destra, indica invece sulla S. Sindone una traccia di un alone con il bordo di coagulo. La stessa macchia, ovviamente, è perfettamente coincidente con quella che si trova nella reliquia abruzzese.

La presenza di un alone di sangue al di sopra del labbro superiore - contraddistinto dal bordo di coagulo - è un'inconfutabile prova scientifica che nell'aspetto del viso di Cristo non può sussistere la presenza di baffi folti. Questa macchia ematica, al contrario, in presenza di tanti peli, si sarebbe dovuta vedere in forma allargata, irregolare e senza alone. Avremmo cioè dovuto osservare il cosiddetto imbrattamento, e in più rintracciare piccole linee, o meglio "segmenti", sovrapposti al sangue.

Nell' immagine del Volto della S. Sindone ritroviamo il sangue uscito a Gesù dal naso e dalla bocca, che fu della Passione, dove le colature ematiche risultano aver macchiato il mento e imbrattato la barba rada. Se, dunque, come ripeto, questa immagine la si inverte in un negativo fotografico, ecco che erroneamente ci fa credere che l'aspetto del Signore, oltre a presentare baffi folti, mostri anche una folta barba.

Meditando invece qui sulla miniatura del Codice Pray, manoscritto con illustrazioni iconografiche conservato nella Biblioteca Nazionale di Budapest, si può comprendere come una volta i miniatori avessero una conoscenza molto diversa dell'aspetto del Volto della S. Sindone rispetto ai sindonologi di oggi. La raffigurazione, infatti, ci mostra il viso di Gesù con baffi radi e barba curata così come dimostrano anche i miei studi.
   Il vero volto di Gesù, un tempo secondo il canone dettato della Chiesa

A partire dal IV secolo, tutte le rappresentazioni di Gesù sono state attinte dalle immagini del Volto Santo di Manoppello e della Sacra Sindone di Torino, che insieme formavano il Sacro Mandylion di Edessa. I teli delle due reliquie erano ripiegate in un unico involto come ci spiegano alcune importantissime miniature bizantine. Gli artisti, avendo un tempo ricevuto dalla Santa Madre Chiesa l'autorizzazione di poter anche valicare quella che prima di allora era una canonica stilizzazione del Volto di Cristo, nel rappresentare a volte il Signore Gesù con baffi molto folti e barba lunga, intendevano far contemplare nel Volto del Figlio pure il riflesso del Volto del Padre immaginato proprio con baffi e barba molto accentuati.

MA SE IO HO DETTO CHE NELLA TOMBA IL SUDARIO SI TROVAVA SOTTO IL LENZUOLO A COPRIRE IL VOLTO DI GESU', COME MAI ALLORA NEL CODICE PRAY DI BUDAPEST, DATATO 1192-1195 (ARCO DI TEMPO CHE PRECEDEVA DI CIRCA 65 ANNI LA DATAZIONE STABILITA CON L'ESAME AL RADIOCARBONIO DELLA FABBRICAZIONE DELLA S. SINDONE) L'ANGELO INDICA CON L'INDICE IL DRAPPO DI STOFFA ANCHE SOPRA IL LENZUOLO? 

In una delle pubblicazioni precedenti avevo spiegato come nei tempi antichi gli iconografi fossero tanto bravi, che non solo rendevano le loro opere piene di dettagli immortalandole quasi alla pari delle foto dei giorni d'oggi, quanto ortodossi, perché erano ligi nel rispettare i canoni imposti dalla Santa Madre Chiesa. Ecco perché noi qui ci troviamo davanti non ad una semplice raffigurazione, ma ad un "Codex" che significa "Corpo delle Leggi della Chiesa". Nella rappresentazione ritroviamo, ad esempio, come sigilli che ci spiegano dell'autenticità della S. Sindone: i cinque piccoli fori simmetrici di bruciature disposti a forma di L; il disegno a zig-zag che ci rimanda alla trama del lenzuolo che è a spina di pesce; le tante croci con cui si identificavano i Templari (a tale proposito vedi la facciata della chiesa di Collemaggio dell'Aquila voluta proprio da questo ordine, indicato dalla storia come uno dei possessori della sacra reliquia di Torino).
Mentre oggi più di un teologo prova a dare una propria interpretazione sulla traduzione dal greco del Vangelo di Giovanni, Gv. 20, 1-7, la Chiesa di molti secoli fa, invece, ti spiegava che i significati delle parole un tempo già tradotte, non si prestavano minimamente ad interpretazioni soggettive ma solo a quelle canoniche. Esse erano state tramandate oralmente dalla cultura ortodossa e tradotte da grandi esperti che conoscevano benissimo la lingua, tra cui anche i Santi.
L'icona che vediamo è stato attinto dal Vangelo di Marco, 16, 1-6. L'angelo seduto sul trono che si trova a destra delle donne indica il sudario posto sopra la sindone. Il particolare, che sembrerebbe non essere avvolto nel mistero, in realtà ci rivela che il Signore sia risorto durante il terremoto che ha rimosso la pietra del sepolcro e che avrebbe dunque segnato la storia (Mt. 28, 1-7).
Questo evento sconvolgente voluto da Dio, infatti, non solo ha ribaltato la pietra del sepolcro facendo entrare la luce del Padre che è andata a fondersi con quella del Figlio, ma secondo gli antichi canoni della Chiesa avrebbe ribaltato anche la posizione del sudario, da sotto a sopra la sindone.
Quando arrivano al sepolcro gli apostoli Pietro e Giovanni, avvisati da Maria Maddalena che la tomba è stata da lei trovata vuota senza il corpo di Gesù, Giovanni, vedendo il sudario che non si trova più al suo posto (lui era stato testimone oculare degli avvenimenti accaduti nel sepolcro durante la preparazione del corpo di Gesù per la sepoltura) vi contempla i segni della Passione, della Morte - assieme al lenzuolo - e della trasfigurazione (Gv. 20, 9).       

domenica 9 settembre 2007

Sindone e Sacro Velo "Preghiera al Volto Santo"

Preghiera al Volto Santo, scritta di persona dal Santo Padre Benedetto XVI


Il sito della diocesi di Chieti-Vasto, arcivescovo Mons. Bruno Forte, riporta questa preghiera:

http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_doc_dioc.edit_documento?p_id=914658





Preghiera di S.S. Benedetto XVI

Questa "Preghiera al Volto Santo", scritta di persona dal Santo Padre Benedetto XVI, è stata fatta recapitare come Suo dono all'Arcidiocesi di Chieti-Vasto e alla Basilica del Volto Santo di Manoppello, che di essa fa parte, il 1 Settembre 2007, a un anno esatto dalla Sua visita - pellegrinaggio alla Basilica Santuario. La profondità e la ricchezza del testo esprimono lo stile orante di una Chiesa pellegrina sulla via della Bellezza, rapita dalla contemplazione e dalla sempre nuova ricerca del Volto del Suo Signore. La gratitudine per il dono si manifesterà anche nel pregarla secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.


Signore Gesù,

come già i primi apostoli,

ai quali dicesti: "Che cercate? ",

ed accolsero il tuo invito: "Venite e vedrete",

riconoscendoti come il Figlio di Dio,

l'atteso e promesso Messia per la redenzione del mondo,

anche noi, discepoli tuoi di questo difficile tempo,

vogliamo seguirti ed esserti amici,

attratti dal fulgore del tuo volto desiderato e nascosto.

Mostraci, ti preghiamo, il tuo volto sempre nuovo, misterioso specchio dell'infinita misericordia di Dio. Lascia che lo contempliamo con gli occhi della mente e del cuore: volto del Figlio, irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza (cfEb 1,3), volto umano di Dio entrato nella storia per svelare gli orizzonti dell'eternità. Volto silenzioso di Gesù sofferente e risorto, che amato ed accolto cambia il cuore e la vita. "Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto " (Sal 27,8s). Nel corso di secoli e millenni quante volte è risuonata tra i credenti questa struggente invocazione del Salmista! Signore, anche noi la ripetiamo con fede:

"Uomo dei dolori, davanti a cui ci si copre la faccia" (Is 53,3),

non nasconderci il tuo volto!

Vogliamo attingere dai tuoi occhi,

che ci guardano con tenerezza e compassione,

la forza di amore e di pace che ci indichi la strada della vita,

ed il coraggio di seguirti senza timori e compromessi,

per diventare testimoni del tuo Vangelo,

con gesti concreti di accoglienza, di amore e di perdono.

Volto Santo di Cristo,

luce che rischiara le tenebre del dubbio e della tristezza,

vita che ha sconfitto per sempre il potere del male e della morte,

sguardo misterioso

che non cessa di posarsi sugli uomini e i popoli,

volto celato nei segni eucaristici

e negli sguardi di coloro che ci vivono accanto,

rendici pellegrini di Dio in questo mondo,

assetati d'infinito e pronti all'incontro dell'ultimo giorno,

quando ti vedremo, Signore, "faccia a faccia " (1 Cor 13,12),

e potremo contemplarti in eterno nella gloria del Cielo.

Maria, Madre del Volto Santo,

aiutaci ad avere "mani innocenti e cuore puro ",

mani illuminate dalla verità dell'amore

e cuori rapiti dalla bellezza divina,

perché, trasformati dall'incontro con Cristo,

ci doniamo senza riserve ai fratelli,

specialmente ai poveri e ai sofferenti,

nei cui volti riluce l'arcana presenza

del tuo Figlio Gesù,

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen!

1 settembre 2007

venerdì 31 agosto 2007

SINDONE E VOLTO SANTO "SUL VOLTO DI CRISTO LA LUCE DEL PADRE"

 
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Foto ed elaborazioni pubblicate da Ateseo

Prima foto: Volto Santo di Manoppello;
seconda foto: elaborazione eseguita mediante il filtraggio computerizzato "equalizzazione".
Devo riconoscere che è questa la scoperta più commovente dei miei studi. Dopo aver dimostrato scientificamente con il computer che nell’immagine del volto della Sacra Sindone di Torino ci sono i segni della resurrezione, ho voluto verificare se effettivamente come ci ha rivelato Gesù è possibile riconoscere il Padre vedendo il Cristo. Poiché il Volto Santo di Manoppello è in definitiva una diapositiva fotografica impressionata su un velo, allora mi sono chiesto: “Se prendo una sua fotografia, dove sono evidenti le ferite cicatrizzate da croste di sangue, mi deve dunque comparire mediante un’elaborazione al computer, un'illuminazione insita all’immagine poiché ogni foto per realizzarsi ha bisogno di luce”. Ora, in ogni buon programma di foto-ritocco esiste un filtraggio, chiamato “equalizzazione”, che ha proprio la peculiarità di esaltare ad ogni fotografia i pixel in chiaro della luce rispetto a quelli in scuro dell’ombra. Per cui, una volta applicatolo alla foto del Volto Santo, la quale era stata scattata con le lampade d’illuminazione poste sia a destra che a sinistra e a distanza, in modo che nessun riflesso esterno potesse arrivare al vetro che racchiude la reliquia, ho scoperto che effettivamente gli occhi del Cristo sono vivi e rivolti verso una fonte luminosa che è senza ombra di dubbio quella del Padre. Infatti la guancia destra più esposta a questa luce è effettivamente più illuminata dell’altra. Questo spiega anche il motivo per cui le tracce di sangue delle ferite, che compaiono sul Volto Santo, sono asciutte e pertanto poco evidenti.