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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post
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giovedì 31 marzo 2016

Trasfigurazione del Cristo che ha vissuto la Passione al Cristo risorto

Bellissima riflessione venuta alla luce durante la spiegazione del sudario di Manoppello contemplato in due condizioni diverse d'illuminazione. L'intervistatore e il Padre cappuccino concordano nel ritenere che nella sembianza del Volto Santo: 
"Avviene una sorta di Trasfigurazione: la tradizione vuole che sia del Cristo che ha vissuto la Passione al Cristo risorto."
Video tratto dalla trasmissione di Rai 1 "A sua immagine" andata in onda il giorno di Venerdì Santo, 25/03/2016.
Consiglio di rivedere per intero il programma, cliccando sul link qui sotto, perché lo ritengo interessantissimo.
 
https://youtu.be/ZRxETqXy-3I

martedì 29 marzo 2016

Salmo 26: il cammino che ogni fedele è chiamato a fare per incontrare il Volto del suo Signore

Video tratto dalla trasmissione di TV2000 "Bel tempo si spera" andata in onda il giorno di Giovedì Santo, 24/03/2016.
Consiglio di rivedere per intero il programma, cliccando sul link qui sotto, perché lo ritengo interessantissimo. Buona visione.
https://www.youtube.com/watch?v=IQeyHoAzXOM

https://youtu.be/49XVKvTmsuM

domenica 15 novembre 2015

Il Vero sudario di Cristo è il Volto Santo di Manoppello e non la Sindone o l'asciugatoio di Oviedo

di Antonio Teseo

Come i miei studi dimostrano, non a caso possiamo meditare sull'Effigie della Veronica volendo contemplare la S. Sindone di Torino. 
                                              
                                               Le pieghe del S.S. Sudario di Manoppello
                                                   rintracciabili nell'immagine sindonica

                                            Le pieghe e le bande di finissimo bisso di lino
                                                       del S.S. Sudario di Manoppello
                                                   rintracciabili nell'immagine sindonica

La trama antichissima e rudimentale del S.S. Sudario di Manoppello vista ingrandita e in trasparenza con uno sfondo panoramico da cui emergono colori naturali riflessi dalla luce del giorno (verde a sinistra, rosato a destra, brunastro sopra).

                                 Cliccare con il mouse sull'immagine per vederla ingrandita


Il S.S. Sudario di Cristo di Manoppello reca con sé delle peculiarità uniche al mondo che la scienza non riesce a riprodurre in laboratorio neppure con i mezzi sofisticati che si trova a disposizione. Tra queste singolarità, parlo ad esempio della trasfigurazione che avviene alla ferita del setto nasale.
Se la S.S. Reliquia viene illuminata a 360 gradi, la lesione si trasforma da aperta, con una macchia di sangue che l'ha ricoperta, a rimarginata, con una crosta di sangue che l'ha cicatrizzata. Sentire allora da molti sindonologi che il lenzuolo tombale della S. Sindone è un sudario, come pure lo sarebbe il grossolano asciugatoio di lino di Oviedo, a me viene solo da sorridere. 
 
Dimostrazione per immagine della trasformazione della lesione al setto nasale.
Video realizzato con il S.S. Sudario di Manoppello illuminato a 360°. 
La sembianza del Volto Sfigurato risorto dai morti e la sembianza del Volto Trasfigurato  avvenuta con l'azione della Luce del Padre (adempimento storico della profezia di Isaia: Is. 52, 14-15).
Nel video, osservare attentamente la ferita al setto nasale, a destra, come si trasforma a seconda dell'illuminazione.
Cliccare sull'ultima icona sotto a destra a forma di quadrato nello specchietto video per vedere scorrere le immagini ingrandite.
Buona visione.

.... Qual è colui che forse di Croazia
viene a veder la Veronica nostra,
che per l’antica fame non sen sazia,
ma dice nel pensier, fin che si mostra:
"Signor mio Gesù Cristo, Dio verace,
or fu sì fatta la sembianza vostra?";
tal era io mirando la vivace
carità di colui che ‘n questo mondo,
contemplando gustò di quella pace...
(Dante Alighieri; Paradiso, XXXI, 103-111)
 
                                                     https://youtu.be/lBXnQlbqk7Y

lunedì 10 agosto 2015

Preghiera di papa Francesco per il Giubileo

Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo
 
 
MISERICORDIAE VULTUS
 
ELABORAZIONI REALIZZATE DA ANTONIO TESEO

Il Volto di Cristo riconoscibile dai segni della Passione e della Trasfigurazione
 
 SUDARIO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO
 
 
 

Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!
 

Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore:
fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
 
 

Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà
e ai ciechi restituire la vista.
 

Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia
a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen



Conferenza stampa di presentazione del Giubileo della Misericordia
 

lunedì 25 maggio 2015

Relazione con Dio potendolo guardare negli occhi

Emozionante servizio mandato in onda questa mattina da TV2000 in diretta dalla Basilica del Volto Santo di Manoppello.

Il Santuario del Volto Santo di Manoppello
 
In diretta dal Santuario del Volto Santo di Manoppello, Vito D'Ettorre incontra il Rettore, Padre Carmine Cucinelli, e Padre Eugenio di Giamberardino.

https://www.youtube.com/watch?v=k-ReMVLKThY

mercoledì 20 maggio 2015

Il Miserere che si canta a Manoppello il Venerdì Santo

di Antonio Teseo

Un giorno, durante la processione del Venerdì Santo che tradizionalmente si svolge a Manoppello, il nonno confidò queste parole a mio padre che era ancora un ragazzo:

"Figlio mio, sai che per comporre questo meraviglioso canto del Miserere, l'amico don Titino (diminutivo del celebre compositore di Manoppello, Giustino Zappacosta) si è ispirato al Volto Santo e al Gesù Morto che vediamo portato a spalle?" (la statua è stata realizzata da Giovanni Antonio Santarelli, scultore e padre della glittica moderna, anch'egli nativo di Manoppello).

Noi che allora apparteniamo a questo paese ricco di cultura, non finiremo mai di ringraziare il Signore per averci donato anche questo grande musicista.
Ogni anno la processione del Venerdì Santo è stracolma di fedeli, i quali, con grande raccoglimento ascoltano la sua suggestiva melodia: essa è speciale, appunto perché è stata dedicata anche al S.S. Sudario sul quale è impresso in ologramma il Volto della Passione e della Trasfigurazione di Gesù. 
Un immenso grazie va rivolto a tutti i maestri di musica che nei decenni passati si sono succeduti a dirigere con grande dedizione non solo il Miserere ma anche l'Inno al Volto Santo.
Preghiamo il Signore, affinché anche le generazioni future possano provare le stesse emozioni che proviamo noi oggi nell'ascoltare queste preziosissime opere. 
Che le belle tradizioni siano sempre custodite e impreziosite!  
 
 
Il Volto Santo di Manoppello illuminato in trasparenza solo da una candela.
Stupenda foto realizzata dall'amico Paul Badde, che ringrazio di cuore per avermi autorizzato a pubblicare sia questa che altre meravigliose immagini della nostra reliquia.
 
 
Gesù Morto di Giovanni Antonio Santarelli, opera esposta nella chiesa matrice di San Nicola di Bari a Manoppello. Foto di Antonio Teseo. 
 
 
  


Altre due opere del celebre compositore di Manoppello


Frontespizio di alcune opere composte in musica da Giustino Zappacosta



Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino, dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello, il sullodato professor Zappacosta diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto da circa cinquanta giovani. Tra le più belle opere del musicista ricordiamo il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Polka - Un ricordo abruzzese. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali di Giustino Zappacosta a pag. 85.

giovedì 30 aprile 2015

Commenti su un video pubblicato in rete

aggiornato e corretto da Antonio Teseo pubblicato in:

https://www.youtube.com/watch?v=leuCqzm1Y_k

Poiché ci furono pareri discordanti tra gli storici circa la probabile sparizione della Veronica avvenuta nel 1527 durante il sacco di Roma, forse sarebbe più giusto prendere in considerazione la Relazione Istorica scritta nel XVII secolo da padre Donato da Bomba. Non penso che un religioso potesse scrivere cose inesatte difronte alla figura di Gesù. Egli arrivò a definire la comparsa del Volto Santo a Manoppello del 1506 servendosi di più testimonianze orali di persone anziane vissute a Manoppello a cavallo del XVI e XVII secolo. Io credo che il velo di Manoppello non sia di bisso marino, ma di bisso lino, poiché nella cultura giudaica il lino grezzo, che assumeva il colore oro quando veniva attraversato dalla luce del sole - tanto da sembrare cotone - ma che quando era filtrato dalla forte luce diretta assumeva un colore bianco come la neve - vedi Volto Santo di Manoppello - era ritenuto puro e sacro (per conoscere alcune descrizioni dettagliate sui sudari di bisso lino che le donne ebree realizzavano già all'epoca di Gesù cerca in questo blog gli scrittori romani del II sec. Plinio e Pausania).
La Chiesa Cattolica dovrebbe prestare più attenzione a Isaia, 52, 13-15, perché senza l'adempimento di questa profezia il Signore non sarebbe risorto (adempimento delle S. Scritture del Redentore).

Poiché il profeta descrive per immagine l'aspetto del Figlio di Dio (della Sua Passione, della Sua Morte e della Sua Risurrezione) la S. Sindone e il Volto Santo sono allora da ritenere parti integranti della profezia stessa - atti cioè a resistere nei secoli ed essere di conforto per la memoria dei credenti di tutte le generazioni - perché ispirati dal Signore. Ecco perché un tempo tutte le immagini sacre attinte da questi due prototipi erano considerate acheropite: la Santa Madre Chiesa le considerava della stessa sostanza dei due modelli appunto perché ispirate dallo Spirito Santo (Concilio Niceno DS 601 Sessione VII del 13 ottobre 787; Gv. 14, 8-14; Gv. 6, 35-59).
 

lunedì 6 aprile 2015

Nel sudario di Manoppello la testimonianza della risurrezione di Cristo



In questi circa sei minuti di filmato, possiamo meditare sulle varie fasi di trasformazione del Volto del Risorto, che, in un lampo, la Luce divina avrebbe proiettato e fatto comparire sul sudario di Manoppello. Sudario, che nella tomba avrebbe dunque coperto il volto di Gesù.
Nel giorno della Santa Pasqua del Signore, come primo evento sarebbe apparso sulla reliquia l'aspetto cruento della Passione (risorto dai morti). Dal velo trasparente, il sangue sarebbe andato a proiettarsi e ad impressionarsi sul lenzuolo tombale della S. Sindone di Torino per mezzo di un'emissione corpuscolare.

PARTE ESTERNA DEL SUDARIO CHE AVREBBE COPERTO IL VOLTO DI CRISTO NELLA TOMBA.
DURANTE LA SANTA PASQUA DEL SIGNORE IL VELO DI MANOPPELLO  SI SAREBBE MACCHIATO DEL SANGUE DI GESU' CRISTO, ORIGINE E PADRONE DELLA VITA. QUESTO ASPETTO LO CONTEMPLIAMO NELLA REALTA' IMPRESSO INDELEBILMENTE, MA IN MANIERA SPECULARE, SULLA S. SINDONE, PERCHE' SAREBBE STATO PROIETTATO COME DETTO DALLA LUCE DEL VOLTO DEL RISORTO. LA STESSA LUCE AVREBBE ANCHE CAUSATO AL PLASMA, CHE FORMA L'IMMAGINE SINDONICA, UN'OSSIDAZIONE E UNA DISIDRATAZIONE.
CON QUESTA RAFFIGURAZIONE, RIPETO, LA LUCE DEL VOLTO DI CRISTO CI FA QUINDI CONTEMPLARE LA RISURREZIONE DAI MORTI DI GESU'

 
  
LE PIEGHE DEL SUDARIO DI BISSO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 
PIEGHE E BANDE DI TRAMA DEL VELO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 

Come secondo evento, sarebbe accaduto che la Luce emessa sempre dal Volto di Cristo avrebbe proiettato e impresso sul bisso una sembianza diversa da quella precedente. In questa immagine olografica, che possiamo osservare nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato da dietro, sono particolarmente evidenti gli ematomi, le contusioni e la Luce che avrebbe filtrato la stoffa.

COPERTO IL VOLTO DI GESU' DURANTE LA SUA PREPARAZIONE PER LA SEPOLTURA DAL LATO CHE VEDIAMO IN QUESTO VELO, NEL GIORNO DELLA GLORIA LA SUA LUCE AVREBBE IMPRESSO QUESTO NUOVO ASPETTO CHE SI VEDE DIAPOSITIVAMENTE DALL'ALTRO LATO (OVVIAMENTE PER GUARDARLA IN MANIERA SPECULARE DALL'ALTRA PARTE DEL TELO OCCORRE CHE L'ILLUMINAZIONE RIGUARDI SOLO QUESTA FACCIA DI TESSUTO). LA SEMBIANZA SFIGURATA RISULTA PARTICOLARMENTE ILLUMINATA E LE COLATURE DI SANGUE CHE MEDITAVAMO NELL'IMMAGINE PRECEDENTE ORA RISULTANO EVANESCENTI O ADDIRITTURA NON PIU' VISIBILI.   
 
TRACCE DI SANGUE SULLA FONTE DI GESU' RESE EVANESCENTI DALLA COMPARSA SUL SUDARIO DELLA FIGURA QUI SOPRA. CLICCARE SULLA COPPIA DELLE IMMAGINI DELLA FRONTE INGRANDITA (ULTIME DUE DI QUESTE TRE COPPIE).
 
 
 
Come terzo evento sarebbe apparso sul sudario, ribaltato dal terremoto che scosse il sepolcro (il drappo di lino che in precedenza si trovava sotto la sindone ora si trova sopra come ci rivela il Codice Pray di Budapest) l'altra immagine olografica visibile nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato frontalmente con lo sfondo retrostante oscurato: il Volto di Gesù risorto irradiato dalla Luce del Padre (Trasfigurazione).

NELLA FIGURA A DESTRA, POSSIAMO OSSERVARE UN'INTENSITA' DA ME ACCENTUATA DELLA LUCE CELESTE DEL PADRE CHE RISULTA AVER ILLUMINATO IL SANTO VOLTO DI CRISTO. L'ELABORAZIONE E' STATA RICAVATA DAL FILTRAGGIO GRAFICO "EQUALIZZAZIONE" CHE PERMETTE DI ESALTARE I PIXEL CHIARI DIREZIONALI DI UNA SORGENTE LUMINOSA IN OGNI FOTOGRAFIA.   
 
«Dio nessuno l’ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato» (Gv 1, 18).

martedì 3 marzo 2015

Alla scoperta della Sindone

https://www.youtube.com/watch?v=gDPZdir2fSA

Una lezione decisamente particolare quella a cui hanno partecipato gli alunni dell’Istituto alle Stimmate di Verona; al centro quello che viene chiamato il “Quinto Vangelo”: La Sindone. Relatrice d’eccezione la dottoressa Emanuela Marinelli uno degli studiosi del Sacro lino più famosi al mondo.

Commento al video di Antonio Teseo
L'immagine della S. Sindone si è formata per mezzo di una emissione corpuscolare di plasma ematico. La figura mostra i segni della Passione. Poiché non può esistere solo la Passione senza la Risurrezione (Is, IV Carme del Servo), l'immagine della S. Sindone quindi è complementare a quella impressa sul sudario sepolcrale del Volto Santo di Manoppello: aspetto trasfigurato del Cristo.
 
Trasfigurazione, significa trasformazione dell'aspetto.
Ecco come il Volto Santo di Manoppello si trasforma attraverso la luce, perché esso è un'immagine olografica.
 
Video realizzato da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini con lenti colorati in plastica rosso-verde
Il rapporto esistente nella figura sindonica tra una più o meno densità corpuscolare di plasma ematico e una più o meno intensità di luce riflessa in immagine, dà luogo ad una sembianza di un volto in 3D quando la stessa è elaborata al computer (vedi sotto nel video la figura 2). Sovrapponendo a questa immagine quella olografica del Volto Santo di Manoppello, ecco che viene alla luce l'aspetto ben delineato del Volto di Cristo in 3D della Passione risorto dai morti (vedi fig. 1). Aggiungendo allora a questa elaborazione le altre due figure del Santo Volto pubblicate sopra, arriviamo all'epilogo del compimento della profezia di Isaia, 52, 13-15.
L'animazione del risultato ottenuto in grafica si è resa necessaria aggiungerla, perché rivela i caratteri antropologici di un uomo ebreo vissuto proprio poco più di 2000 anni fa.
        

lunedì 23 febbraio 2015

Padre Domenico da Cese - Santuario del Volto Santo di Manoppello (PE)

https://www.youtube.com/watch?v=rP6zesNGBJY
 
 
Pubblicato il 23 feb 2015
Seguendo i sentieri della Fede, Donato Fioriti e Rino Giardiello vanno alla scoperta di testimonianze inedite su Padre Domenico da Cese scomparso il 20 settembre 1978 a Torino. Nella splendida cornice del Santuario del Volto Santo di Manoppello in provincia di Pescara, le interviste a Carmine Cucinelli, Rettore del santuario, e Renato Polidoro, all'epoca chef ed albergatore della contigua struttura di ricezione alberghiera per i pellegrini. Il processo di beatificazione di Padre Domenico è in corso.


Quando ero piccino, una domenica mattina dopo la Santa Messa, imbraccio a mio padre ebbi il desiderio di andare in sacrestia perché volevo tirare la barba a Padre Domenico. Scherzando, mio papà riferì la cosa curiosa al frate, e lui, tutto felice, si chinò e si prestò a farsi prendere la foltissima barba bianca non piano, ma forte. Poco dopo si avvicinò ad un tavolino, prese un pugno di caramelle e me le infilò nelle tasche dei pantaloni. Da quel giorno in poi, fino a quando diventai più grandicello, ogni domenica, terminata la Celebrazione Eucaristica, Padre Domenico mi chiamava sempre lui con il suo dolcissimo sorriso insieme al mio papà o la mamma, per farsi prima tirare la barba e poi riempirmi le mani di caramelle e cioccolatini di cui ero molto goloso. Antonio Teseo.

giovedì 15 gennaio 2015

Concerto dell'Epifania 2015 al Volto Santo di Manoppello

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, il coro della Basilica del Volto Santo di Manoppello si è di nuovo esibito nel Concerto dell'Epifania - che si tiene puntualmente ogni anno nella Chiesa che custodisce il S.S. Sudario di Gesù Cristo - insieme alla Filarmonica Teatina diretta dal maestro Giuseppe Pezzulo.
Buona visione.
 
Errata corrige: voglio scusarmi con l'operatore delle riprese, Camillo Rullo, per avere scritto male il suo cognome nella presentazione filmata.

 

giovedì 2 ottobre 2014

Sunday TV Healing Mass for the Homebound (September 14, 2014)

https://www.youtube.com/watch?v=bDStyvwlBXw

Pubblicato il 14/set/2014
ACTS Catholic Prayer Community thru Agapetos Foundation, Inc. presents Feast of the Exaltation of the Holy Cross - TV Healing Mass for the Homebound at Chapel of the Eucharistic Lord, SM Megamall presided by Fr. Mario Sobrejuanite, SSP and co-celebrated by Fr. Danilo Flores, Diocese of Manila; Fr Carmine Cucinelli, OFM Cap Rector of the Basilica of the Holy Face, Manopello Abruzzo, Italy - aired lived on September 14, 2014 at 9TV (Local chan 9, Skycable chan 14, Destiny chan 14, Cignal chan 10 & Cablelink chan 14) - 9:00am.

martedì 16 settembre 2014

Emozione del popolo cattolico filippino per il Volto della salvezza

Alcuni servizi mandati in onda dalle TV filippine che mostrano la gioia del popolo asiatico per la vista di una riproduzione fotografica del Sudario di Cristo Risorto esposta nel santuario di S. Antonio di Makati.

venerdì 25 luglio 2014

IL Volto Ritrovato: la mostra che ha riscosso enorme successo in Italia e in America



In origine il sudario del Volto Santo di Manoppello era di 2 cubiti x 2 (il cubito reale egiziano veniva usato dagli ebrei all’epoca di Cristo per misurare i teli di finissimo bisso considerati preziosi per le sepolture regali). Se il Volto Santo e la S. Sindone sono le reliquie di Gesù, fu allora Giuseppe d’Arimatea a volere acquistare queste stoffe importanti per dare sepoltura in modo speciale al proprio Maestro, Re dei Giudei. 
Ricerca di Antonio Teseo
Nella Relatione Historica sulla venuta del Volto Santo a Manoppello di Donato da Bomba, troviamo scritto che questo sudario di bisso era di 4 palmi x 4 (Partita poi la donna con i quattro scudi, e, disbnigato gli affari in cui era occupato nell’ora del contratto, tutto allegro e festoso l’avventurato Donat’Antonio per sì bella compra, spiegò l’Immagine la quale era nel mezzo di un velo quadrato e tutto trasparente per la rarità della tessitura, dalla grandezza di quattro palmi da ogni lato, trovò che il velo, per essere stato malamente tenuto e conservato, dopo che fu pigliato dalla casa Leonelli, era tutto stracciato, lacerato, e da tignole e tarli mangiato, totalmente corrotto, che quasi era ridotto tutto in polvere; e quelli pochi stracciarelli rimasti pendenti, non aspettando esser toccati, da se stessi cadevano in terra, fuorché la SS. Immagine, la quale sebbene era alquanto denigrata, e molto aggrinzata, era nondimeno nel resto tutta bella, intatta, e senza corruzione alcuna). Continuando con la narrazione leggiamo che fu poi un frate contemporaneo a Donat'Antonio De Fabritiis, Padre Clemente da Castelvecchio, a ritagliare il telo fino a ridurlo alle dimensioni in cui si trova oggi, cioè 17cm x 24 (Onde l’istesso P. Clemente, pigliate le forbici, tagliò via tutti quelli stracciarelli d’intorno, e punificando molto bene la SS. Immagine dalle polveri, tignuole e altre immondizie, la ridusse alla fine come adesso appunto si trova. Il sopraddetto Donat’Antonio, desideroso di godersi quella Ss. Immagine con maggior devozione la fece stendere in un telaio di legno, con cristalli dall’una e dall’altra parte, ornata con certe cornicette e lavori di noce da un nostro Frate Cappuccino chiamato Frate Remigio da Rapino (non fidandosi di altri maestri secolari).
Nel XVII secolo, ossia quando Padre Donato da Bomba compose la sua Relatione Historica, Manoppello faceva parte del Regno di Napoli e pertanto 1 palmo di allora equivaleva a 26, 25 cm: 26, 25 x 4 = 105 cm (larghezza e lunghezza del bisso del Volto Santo). All’epoca di Gesù gli ebrei usavano misurare i teli considerati preziosi di finissimo bisso in cubiti reali egiziani (tradizioni tramandate e attinte dai Testi Sacri, 2 Cronache, 3, 3; Esodo, 38, 9): 1 cubito equivaleva a 52, 5 cm. Se moltiplichiamo 52, 5 x 2, vediamo che il risultato è esattamente 105 cm, il che significa, che il sudario del Volto Santo di Manoppello un tempo era esattamente di 2 cubiti x 2 (misure standar per ricavare il Sudarium Christi).

venerdì 18 luglio 2014

Interesse online sul sudario di Cristo che attrasse Dante e Petrarca

Interview with Raffaela Zardoni (Coki) on the Face of Christ Exhibit at New York Encounter.


I sei punti di congruenza scoperti da Antonio Teseo tra l'immagine di Cristo raffigurato sulla moneta del Solidus d'oro (fatta coniare nel IX secolo dall'imperatore di Bisanzio Michele III per ristabilire l'ortodossia nell'impero dopo il periodo iconoclastico indetto nel 727 dal monarca Leone III isaurico) e il Volto Santo di Manoppello.

Spiegazione delle immagini di sopra di Antonio Teseo: a sinistra, potete osservare il Solidus d'oro fatto coniare dall'imperatore d'oriente Michele III (840-867) su cui è raffigurata l'icona del Cristo benedicente; a destra, c'è l'immagine del Volto Santo di Manoppello fotografata durante le feste di maggio. Ebbene, da una attenta comparazione, possiamo comprendere come le due figure siano entrambe contraddistinte: 1) dalle guance del volto asimmetriche; 2) dai capelli del lato di sinistra che sono disposti a forma semicircolare perché adattati al gonfiore della guancia destra di Cristo Gesù; 3) dal ciuffo dei capelli sulla fronte; 4) dalla ferita causata con una canna dagli aguzzini che flagellarono Gesù; 5) dai capelli del lato destro aggrovigliati che dopo un intreccio cadono dritti; 6) dalla bocca semiaperta.
 

mercoledì 4 giugno 2014

FESTA DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO 2014
PLAYLIST (6 VIDEO)
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premete su PLAY ALL e buona visione.

giovedì 22 maggio 2014

Festa del Volto Santo di Manoppello 2014: i petali benedetti

Video realizzato da Antonio Teseo.
Terza domenica di maggio: tradizionale arrivo alle ore 17,30 dei ragazzi nella chiesa di San Nicola, nel centro storico di Manoppello, per l'offerta dei petali benedetti della "rosa", simbolo di amore, al Volto Santo. La suggestiva manifestazione è stata curata da don Nico, dalla maestra Paola (catechista) e dagli altri componenti della parrocchia. 

martedì 20 maggio 2014

Il volto di Gesù morto, opera scultorea realizzata da Giovann' Antonio Santarelli, sarebbe stato attinto dal Volto Santo di Manoppello


 
Riprese, commento e ricerche di Antonio Teseo 

Quando nella chiesa di San Nicola a Manoppello portai per la prima volta il professor padre Heinrich Pfeiffer a vedere il Gesù morto di Giovanni Antonio Santarelli, egli mi sussurrò in un orecchio queste parole:
 "Raramente ho visto un' opera così bella: non sembra una scultura, ma un corpo esanime realistico. Il Volto è sicuramente stato attinto dal Volto Santo di Manoppello, con la bocca semi aperta, la barba e i baffi radi e i capelli fluenti".





Giovanni Antonio Santarelli
(Manoppello 1758 - Firenze 1826) - Incisore

BIOGRAFIA
Giovanni Antonio nacque da Francesco e Maria Angela Casagena di Manoppello (PE), una famiglia di poveri agricoltori, il 20 ottobre 1758.

GIOVINEZZA
Dopo aver superato le resistenze della famiglia che volevano che lavorasse i campi, fu indirizzato ad un primo rudimentale apprendistato presso un pittore locale, infatti lavorò per circa 2 anni presso la bottega del pittore di origine guardiese, cioè di Guardiagrele (CH), Nicola Ranieri, in questo periodo produsse principalmente dei gessi e delle sculture lignee. Alcune di queste sue opere giovanili sono tuttora conservati a Manoppello presso la Chiesa di San Nicola. Nel 1780 si trasferisce a Chieti dove entra in contatto con l'incisore toscano Clemente Caselli dal quale apprende e affina le tecniche incisorie lavorando anche per alcuni aristocratici teatini, tra i quali il marchese Romualdo de Sterlich.

MATURITA' ARTISTICA
La vera svolta nella sua vita, però, avviene nel 1785, in quell'anno infatti, si trasferisce a Roma dove entra in contatto professionale, ma anche di amicizia, con Giovanni Pichler e Antonio Canova, a Roma, Santarelli, userà la sua bravura nell'arte della glittica e nell'incisione di cammei, vi rimase per oltre 10 anni, durante questo soggiorno sposò Vincenzina Ghesmann che morirà dopo soli tre anni di nozze.

PERIODO FIORENTINO
Nel 1797 si trasferisce definitivamente a Firenze dove nel 1799 sposa Teresa Benini da cui avrà 4 figli, 2 femmine, Agnese e Carolina, e 2 maschi, Carlo e Emilio che, come il padre, diventeranno incisori. A Firenze, all'epoca sotto occupazione francese, viene a contatto con la cultura e gli ambienti napoleonici. Il Generale Jacques François Menou, all'epoca Governatore della Toscana, lo nominò professore della Scuola d'Incisione di Gemme e Cammei, inoltre diventerà membro dell'Accademia di Belle Arti di Firenze e il 7 agosto 1800 è aggregato all'Accademia Co-Lombardia. Durante il soggiorno fiorentino, Santarelli si dedicherà in maniera esclusiva alla produzione di cammei, incidendo i ritratti di illustri personaggi dell'epoca, come Ferdinando III di Toscana, della principessa Elisa di Lucca, della Duchessa di Parma, della Regina D'Etruria, ma realizzò anche cammei con personaggi famosi del passato come Dante, Galileo, Petrarca, Machiavelli, Boccaccio.

MORTE
Muore a Firenze il 30 maggio 1826, presso la sua casa sita vicino al Ponte di Cernaria, il suo corpo è sepolto nella Chiesa di Ognissanti.

RICONOSCIMENTI
Nel 1820, per aver realizzato un cammeo per Napoleone, venne insignito dallo stesso Bonaparte, della Croce di Cavaliere dell'Ordine della Riunione e da Luigi XVIII ricevette l'onorificenza di Cavaliere della Legione d'Onore.

OPERE
Nel corso della sua vita, operando tra Chieti, Roma e Firenze, realizzò molte medaglie e incisioni che sono oggi conservati in vari musei tra cui il Louvre, il Museo Numismatico della Zecca Italiana, il Museo Glauco Lombardi di Parma, il Germanisches National Museum di Norimberga.

Manoppello il Paese nativo di Giovanni Antonio Santarelli, conserva alcune delle sue opere nella Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari (Gesù Bambino, Cristo morto e S. Antonio di Padova).

SANTARELLI (Gio. AntoNio ), ebbe a patria Manopello negli Abruzzi ove nacque di poveri, ma onesti genitori. Ancor fanciullo venne collocato presso un dipintore in Chieti; ma la natura che ad altro il destinava, facendo che poco i pennelli curasse, spingevalo a córre ogni libero momento per lavorare piccole figure d'argilla in una prossima officina di terre cotte . La grazia e 1' eleganza di che ei le adornava , e le lodi che gliene venivano mossero le monache di quel luogo a commettergli un Cristo morto, che molto mirabile riesci. Accadde che un medico di quel paese avesse a mostrargli un cammeo in un anello, e il giovanetto sorpreso di tanto lavoro in sì poca materia, tutto accendere si senti da viva brama di apprendere come ciò si operasse. Determinato quindi recarsi a Roma sede perpetua e fiorcntissima d' ogni beli' arte dove a que' tempi Giovanni Pililer teneva il primato fra gl' incisori, Vi giunse di appena 20 anni privo d* ogni aiuto di fortuna, e d'ogni guida pe* sentieri dell' arte. Ma che non può ncll' uomo il genio, la forte volontà e la perseveranza? Il giovanetto fabbricato da sè un ordigno per incidere , e tolta una pietra focaia, vi lavora sopra una testa , la vende per pochi scudi, compra poscia una pietra di maggior pregio, su cui intaglia un' altra testa, che fatta mostrare al Pikler, questi siccome cosa assai bella volle acquistarla, e conoscerne insieme l'artefice. Da questo punto la fortuna prese ad arridere al Santarelli in modo che il Pikler commettevagli lavori, a' quali apposto il proprio nome, vendeva , siccome opere di sua mano. Per il che postosi a lavorare di per sè, ne traeva gloria e guadagno sempre maggiore. Parendogli che l'ordigno di cui il Pikler usava ad in» cidere fosse alquanto rozzo, si diè a migliorarlo si nelle parti principali, che nell* esterne: quindi in luogo del piedestallo su cui la piccola macchina si reggeva, figurò un Atlante incurvato dai peso del globo. Racchiude questo a modo di custodia la macchina che non vedesi muovere, senza aprite il globo istesso. Comune si è fatto oggi l'uso di tale strumento, e tiene viva negl'incisori la memoria del Santarelli, che ebbe pure molta attitudine ai lavori di Meccanica , cui a quando a quando intendeva allorché dall' intagliare riposava.
Diciott' anni dimorò in Roma Hi continui lavori, ed ivi si accasò con una Vincenza miniatrice di qualche nome, che dopo quattro anni sena' avergli data prole mori. Da Roma nel 1passò a Firenze ove la molta celebrità del nome il fè eleggere qfteli* istess anno professore nell'Accademia di Belle Aiti. Riam mugliato si con Teresa Benini, questa di quattro figli il consolò , fra cui due maschi, Carlo ed Emilio; il primo de'quali, ammaestrato dal padre, si applico alla scultura, di cui oggi è professore. Allorquando la Toscana ebbe a dominatori i Francesi, instituita nell'Accademia fiorentina la scuola d'intagliare cammei, il Santarelli, sceltone maestro, sì utilmente vi faticò da essere tuttavia quella scuola in gran conto. Del nome di lui ornaronsi molte Accademie, di cui mentoveremo principalmente la romana di S. Luca, e quelle di Berlino e di Vienna. Istituitosi da Bonaparte 1* ordine della Riunione, il Santarelli ne fu tosto creato cavaliere; e nel 1820 ricevette la croce della Legione d'onore da Luigi xvm re di Francia. Così amato ed onorato visse 67 anni, finché a' 3o di maggio 1826 fu tolto alla vita, avendolo già da cinque anni tolto all'arte un' epilessia che d' assai gli rese debole la vista. Lungo e noioso essendo V annoverare i lavori che in tanti anni condusse, basterà accennare che suoi sono i ritratti di Michelangelo, Galileo, Dante, Petrarca, Boccaccio e Machiavelli che or si veggono nel Museo di Parigi. Sue opere, e molto lodate, sono anche leimngini de'12 Cesari possedute dal cav. Luigi Tu no Rapelli, presso il quale è pure una collana ed un ornamento da testa ove sono raffigurati scherzi d'Amore, e soggetti bacchici. Delle diverse medaglie che coniò furono precipue quelle di Michel Angelo, della duchessa di Parma, e di Elisa, che fu granduchessa di Toscana (1).
G. F. Rimirili