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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta preghiere. Mostra tutti i post
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domenica 1 novembre 2015

Preghiera di Antonio Teseo al Volto Santo di Manoppello in onore della Festa di Ognissanti

Volto amorevole impresso sul sudario della trasfigurazione,
Ecco,
apro a Te il mio cuore.
Assistimi, perché io possa fare sempre e solo la tua volontà.
Amen.

martedì 6 maggio 2014

Preghiera per chi ha perso il lavoro

Preghiera di Antonio Teseo per chi ha perso il lavoro

Volto Santo di Gesù,
Volto amorevole invocato incessantemente dai salmisti
e che ora ti mostri a noi nella tua totale bellezza pasquale,
aiuta questi nostri fratelli e sorelle a ritrovare un lavoro,
e dunque a far tornare loro quella pace e serenità 
da godere armoniosamente in famiglia. Amen.

mercoledì 30 maggio 2012

Video: Solenne Veglia al Volto Santo di Manoppello

Solenne Veglia al Volto Santo di Manoppello: "Feste di Maggio 2012".

Esposizione e adorazione del Santissimo Corpo Sacramentato di nostro Signore Gesù Cristo con canti e preghiere in presenza del Santissimo Sudario del Sacro Volto di Cristo e della statua della Madonna.
Video realizzato da Antonio Teseo.
(Per vedere al meglio il video, dopo averlo azionato posizionare la freccetta del mouse in alto sul bordo del prospetto del blog).

lunedì 28 novembre 2011

SINDONE DI TORINO E VOLTO SANTO DI MANOPPELLO: PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI GESU' CRISTO

La flagellazione
Marco,15,15:
Pilato, perciò, volendo dare soddisfazione alla folla, rilasciò loro Barabba e consegnò Gesù perché, dopo averlo flagellato, fosse crocifisso.
Dopo che Gesù è condannato alla crocifissione, viene denudato nel pretorio, legato ad un palo di circa ottanta centimetri e flagellato atrocemente da due aguzzini: essi sono posti ai lati e usano per il supplizio il così chiamato “flagrum” formato da un manico in legno al quale sono fissate delle strisce di cuoio di diversa lunghezza e che hanno, ognuna alla propria estremità, due piccole sfere di piombo legate; appena il primo aguzzino colpisce violentemente o la schiena, o i fianchi, oppure le gambe, subito risponde l’altro e viceversa ; se i primi colpi feriscono solo la pelle, gli altri man mano lacerano la carne.
Il corpo di Gesù è ora ridotto in una massa gonfia, informe, insanguinata (per la legge dei giudei la flagellazione prevedeva al massimo 40 frustate, ma trattandosi di una condanna romana le frustate non avevano limitazioni) e perciò a Gesù sono state inferte circa 120 frustate: è questo il numero delle lesioni rintracciate sui lineamenti del corpo sindonico.
Sabana Santa de Turin
Sindon.info "La pagina dedicada al hombre de la Sabana de Turin"



Animazione Flash
Matteo; 27,28-29:
Toltegli le vesti, gli gettarono addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, la posero sulla sua testa con una canna nella destra.
Le insegne dei re comprendevano un manto purpureo, lo scettro e una corona di foglie dorate.
I soldati, allora, per schernire Gesù che si è proclamato re dell’altro mondo, lo adornano con un manto scarlatto (“il sagum” che è il mantello romano), intrecciano una corona di spine con un arbusto spinoso comune in Giudea “il Zizyphus spina Christi“ e gli fanno prendere con la mano destra una canna come scettro.
Anche se un particolare non è narrato nei Vangeli, al Signore tagliano pure i baffi per deriderlo facendogli rimanere solo alcuni peli ai lati della bocca; gli aguzzini presumibilmente gli dissero che un vero re non portava i baffi.
L'alone di sangue localizzabile a sinistra, sopra il labbro superiore in coincidenza sia dell' immagine sindonica che di quella del Volto Santo, provano inconfutabilmente che Gesù non aveva baffi folti; ovverosia, li aveva avuti prima della cattura, ma poi gli erano stati tagliati. La linea orizzontale di sangue che è un taglio, visibile dalla sovrapposizione Sindone-Volto Santo al lato della bocca a destra, corroborano questa tesi (vedere la figura qui sotto).

 Ziziphus

Kark i gorna czesc plecow http://it.wrs.yahoo.com/_ylt=AiXKRWgWocseeAlf

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www.calun.org/strony/przewodnik/strony/lekarz/4.
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Alcune importanti notizie pervenuteci dai Santi

Nel V secolo, San Vincenzo di Lérins scrisse:
« A Gesù posero sul capo una corona di spine; essa era, in realtà, in forma di pileus, cosicché da ogni lato ricopriva e toccava il suo capo ».

Il pileus era una specie di cuffia romana di peltro che serviva per il lavoro; quindi i rami spinosi erano stati intrecciati a forma di casco, legati da un laccio.

Secondo San Clemente Alessandrino (150-215), gli antichi cristiani, per riverenza alla S.S. Corona di spine del Signore, detestavano vedere sul capo dei pagani la corona di fiori che portavano le così chiamate "persone gentili".
San Beda (672-735), scrisse che i primi ecclesiastici della Chiesa portavano i capelli intrecciati a forma di corona perché questa usanza fu loro tramandata dagli apostoli.

Le percosse
Animazione Flash
Matteo; 27, 29-30:
Inginocchiandosi davanti a lui, lo percuotevano dicendo:”Salve, re dei Giudei!”. E sputando su di lui, prendevano la canna e lo colpivano sulla testa.
Isaia; 50, 6:
Presentai il mio dorso ai persecutori, le mie guance a quelli che mi strappavano la barba.
I soldati non hanno nessuna pietà per Gesù. Anzi, lo percuotono a tal punto da rendergli la faccia completamente sfigurata:
gli tirano pugni agli occhi, alla bocca, e schiaffi sulle guance; con una canna colpiscono forte la testa; sia lo zigomo che la guancia destra sono completamente enfiati e il lato piramidale destro del setto nasale presenta una lesione da cui esce molto sangue; violentemente gli strappano anche la barba; dai suoi occhi ora escono lacrime miste a sangue per le ferite riportate nei fori lacrimali.
Sovrapposizione S. Sindone-Volto Santo.
Dall'alto in basso a sinistra:
freccetta verdina, ferita causata da una canna;
appena sotto, la freccetta blu indica il gonfiore causato dalla percossa;
freccetta rossa, ferita sotto la palpebra;
freccetta marrone, ferita al lato piramidale del naso;
freccetta verde, ferita per la barba tirata violentemente e poi strappata.
Dall'alto in basso a destra:
la freccetta nera, indica la ferita sotto l'arcata sopracciliare causata da un forte pugno all'occhio;
freccetta gialla, ferita del foro lacrimale;
freccetta rossa, colatura di lacrime miste a sangue;
freccetta verde, sangue uscito dalla bocca e che va ad imbrattare la mandibola enfiata, il mento e la barba.

La via dolorosa

Animazione FlashMatteo, 27,31: Quando ebbero finito di beffeggiarlo, gli tolsero il manto e lo rivestirono delle sue vesti; quindi lo portarono via per crocifiggerlo.
Giovanni, 19,17: Egli, portando la croce da sé, uscì verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota.
Luca, 23,26-32: Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù.
Dopo che il Signore è stato flagellato, malmenato e schernito in presenza della coorte, gli tolgono il "sagum" di color rosso porpora dalle spalle, la corona di spine dalla testa, e la canna, con cui lo hanno percosso, dalla mano; lo rivestono dunque con la veste bianca che Erode gli aveva messo addosso per schernirlo, e lo portano via per crocifiggerlo.
I tre evangelisti sinottici, Marco, Matteo e Luca, ci parlano sinteticamente della via crucis di Gesù allo stesso modo di come faranno poi per raccontare della sua sepoltura. Giovanni, invece, che è il testimone oculare sia degli avvenimenti che accadono lungo la via dolorosa, sia di quelli che accadranno dentro al sepolcro, ci riferisce che per la crocifissione romana il condannato porta con sé lo strumento della morte, cioè “il patibulum” che è una trave trasportata a spalle, avente al centro un largo incavo che serve per essere incastrato sulla parte alta di un palo, alto circa 180 cm, chiamato “stipes crucis”.
Gesù non ce la fa più a portare il patibolo, è sfinito, cade diverse volte; i soldati, allora, incaricano un certo Simone di Cirene a portare il pesante legno fino al luogo della crocifissione, detto Cranio.
Segni d’amore= LaSindone
guida/sindone2520II_file/image003.

 I segni lasciati dal "patibulum" sulle scapole
nt/vangeli/sindone/crocifis.htm
Ecco come doveva apparire il "patibulum" sulle spalle di Gesù
LA CROCIFISSIONE NEGLI SPETTACOLI LATINI:
IL GRAFFITO DELLA TABERNA DI POZZUOLI

Forse questo graffito del I secolo ci suggerisce che la croce romana fosse a forma di T, e che l’inchiodatura avvenisse ai polsi. Probabilmente la testa della persona era al di sopra rispetto alla parte alta della croce perché altrimenti una forte testata della nuca alla trave avrebbe procurato la perdita dei sensi del condannato che invece doveva soffrire rimanendo sempre cosciente.
Al centro dello "stipes" i romani usavano sistemare con i chiodi tipo un sedile "sedecula" per far meglio sostenere il peso del corpo sulla croce. Quindi il "Titulum Crucis" veniva presumibilmente inchiodato al patibulum solo dopo che il condannato era quasi in fin di vita o addirittura morto. 
Foto del Volto Santo di Manoppello illuminato da dietro: ferite, contusioni ed ematomi per le percosse subite dai carnefici e per le cadute nel trasportare il "patibulum".
Animazione Flash
Matteo, 27,33-36: Giunti al luogo chiamato Golgota, che vuol dire luogo del cranio, gli diedero da bere vino misto a fiele. Gustatolo, non volle bere. Quando l’ebbero crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte e, seduti là, gli facevano la guardia.
Giovanni, 19, 19-22: Pilato aveva scritto anche un cartello e l’aveva posto sopra la croce. Vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questo cartello, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città ed era scritto in ebraico, in latino, in greco. I sacerdoti-capi dei Giudei dissero allora a Pilato: “Non lasciare scritto: “Il re dei Giudei” ma scrivi: "Costui disse: sono il re dei Giudei”. Rispose Pilato: “Ciò che ho scritto, ho scritto”.
Nel I secolo d.C, la condanna in croce era molto diffusa nell’impero romano. Lo storico Giuseppe Flavio (Gerusaleme, 37 circa – Roma, 100 circa) scrisse che addirittura mancava lo spazio per le croci e anche il legno per fabbricarle. In un passo delle Antichità giudaiche egli riportò anche queste notizie:
... quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. (Ant. XVIII, 63-64).
Nel luogo chiamato Golgota, Gesù viene spogliato delle sue vesti e della candida tunica che Erode gli aveva messo addosso prima di rimandarlo a Pilato: rimane solo con un panno attorno ai fianchi chiamato “subligaculum”; viene disteso a terra con il patibulum che gli è sotto le braccia stese e i carnefici, allora, usano due lunghi chiodi per conficcarglieli ai polsi nello spazio di Destrot; il corpo viene issato fino a che il largo incavo del patibulum non va ad incastrarsi alla parte alta e scartata ai lati dello stipes (da qui i detti in latino “patibulo suffixus” e “crudeliter in crucem erigitur”); per ultimo, a Gesù gli accavallano il piede sinistro a quello destro inchiodandoli insieme.
Segni d'amore = La Sindone
Ossa del polso e spazio di “Destot” con chiodo
La sindone di Torino - Scienza e Sindone

La morte di Gesù

Animazione Flash Giovanni, 19,25-27:
Vicino alla croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria Maddalena. Gesù, dunque, vista la madre e presso di lei il discepolo che amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Quindi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua.
L’agonia in croce di Gesù dura meno di tre ore. Alle 15 circa, con il cuore che gli si sta ormai spaccando, egli esclama a gran voce: “Eloì, Eloì, lamà sabactanì “ che si traduce “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”; poi per la sete chiede da bere e, pronunciando queste parole: “Tutto è compiuto”, muore.
Uno dei soldati che si trova sotto la croce, vedendo allora Gesù immobile, irrigidito e con il capo chinato, si accerta della sua morte trafiggendogli il cuore con una lancia: dalla ferita intercostale destra fuoriesce sangue post-mortem ed acqua.
Dopo ciò, Giuseppe d’Arimatea, che è discepolo del Salvatore, si reca da Pilato per ricevere l’autorizzazione a togliere il corpo dalla croce e quindi concedergli una degna sepoltura giudaica. Pilato acconsente. E Giuseppe, allora, calato Gesù dalla croce, prende un sudario di lino e gli asciuga il volto e la nuca dal sangue e lo ripiega conservandolo con sé (per la legge giudaica, nessuna goccia ematica di un condannato a morte poteva cadere ed essere assorbito dal suolo); poi gli pone sul capo un finissimo e prezioso bisso marino e, avvolto il corpo con una sindone assieme agli aromi e alle bende, lo depone in un sepolcro scavato nella roccia.
/nt/vangeli/sindone/crocifis.htm
Ricostruzione per immagine della penetrazione della lancia che, attraverso il quinto spazio intercostale destro, arriva a colpire il cuore di Gesù.
Colatura di sangue trasversale causata da un secondo travaso di sangue fuoruscito dalla ferita da punta e taglio del costato.
Questo sangue si è raccolto prima sotto il gomito destro. Di qui, dividendosi in due rigagnoli, ha attraversato tutta la regione lombare verso il gomito sinistro, ove si è raccolto in altra ampia chiazza. Il percorso di questo sangue cadaverico mostra infatti i movimenti di lateralità impressi alla salma durante la preparazione per la sepoltura.
Il colpo è stato inferto a un cadavere, poichè i caratteri della colatura indicano l'avvenuta separazione della parte cellulare dalla componente seriosa. Il problema è quello di accertare la sede all'interno del torace in cui la raccolta ematica potè formarsi e separarsi nelle sue componenti. L'ipotesi più verosimile è che durante la Passione si sia verificato un emotorace, vale a dire il versamento di sangue nel cavo pleurico destro. Il colpo di lancia, determinata una ferita trapassante della parte toracica, non avrebbe fatto altro che liberare all'esterno il sangue sedimentatosi con la componente cellulare in basso a quella seriosa in alto, dopo il decesso.
 Ricostruzione di come la Sindone fu fatta passare sopra la testa di Gegù, per poi essere avvolto con le bende. Prima di questo, però, sul viso fu posto un telo di bisso marino le cui tracce delle pieghe sono localizzabili nell'immagine della S. Sindone.
Tomba ebraica risalente al I secolo d.C.

La risurrezione di Gesù

Animazione FlashGiovanni, 20,1-9:
Il primo giorno della settimana Maria Maddalena si recò di buon mattino al sepolcro, mentre era ancora buio, e vide la pietra rimossa dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: "Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l'abbiano posto". Partì dunque Pietro e anche l'altro discepolo e si avviarono verso il sepolcro. Correvano ambedue insieme, ma l'altro discepolo precedette Pietro nella corsa e arrivò primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende che giacevano distese; tuttavia non entrò. Arrivò poi anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro; vide le bende che giacevano distese e il sudario che era sopra il capo; esso non stava assieme alle bende, ma a parte, ripiegato in un angolo. Allora entrò anche l'altro discepolo che era arrivato per primo al sepolcro, vide e credette. Non avevano infatti ancora capito la Srittura: che egli doveva risuscitare dai morti.
Isaia,52, 14-15:
Come molti si stupirono di lui - talmente sfigurato era il suo aspetto al di là di quello di un uomo, e la sua figura al di là di quella dei figli dell'uomo, - così molte nazioni resteranno attonite, i re chiuderanno la bocca al suo riguardo, perché vedranno ciò che non era stato loro narrato, e comprenderanno ciò che non avevano udito.



Gv. 1.16: Della sua pienezza infatti noi tutti ricevemmo e grazia su grazia;
poiché la legge fu data per mezzo di Mosé,
la grazia e la verità divennero realtà
per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha visto mai.
L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre,
egli lo ha rivelato. 

Col 1,15: Egli è l'immagine del Dio invisibile, Primogenito di tutta la creazione;

 

Lc. 11, 33-36 «Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

Gv. 6, 40: Questa è infatti la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno. 









martedì 5 ottobre 2010

Contemplazione del Volto del Signore dai Salmi

Riflessioni e preghiera di Antonio Teseo

Lo spirito è il componente più importante dell'uomo perché attraverso di esso il Padre si può mostrare faccia a faccia. La sua assoluta purezza dipende dall'anima e dal corpo allorquando queste altre sostanze di vita sono una cosa sola con Cristo Risorto (Sl. 43, 3-5; Lc. 4, 18; Gv. 1, 18; Gv. 12, 45). Essere una cosa sola con il Signore, significa:

1) adempiere alla Sua volontà, applicando cioè nel concreto gli insegnamenti che si trovano scritti nel Vangelo (Sl. 17,15; Sl. 11,7; Sl. 16, 11; Sl. 18, 31);

2) cibarsi del Pane della Vita Eterna (Gv. 6, 47-51);

3) bere il sangue di Vita, che è segno della Nuova ed Eterna Alleanza (Gv. 6, 53-59).

Solo in questo contesto, allora, si riesce a contemplare la luce del Volto del Padre che risplende nell'Immagine del Figlio in quanto Incarnato e Salvatore (Sl. 24, 4-6; Sl. 25, 1; Sl. 26, 6-7; Sl. 29, 1-2; Sl. 31, 17-18):

Preghiera al Padre
 
 
 





Padre, riconosco il sangue della Passione, segno della Nuova ed Eterna Alleanza (Sl. 44, 18).

Padre, riconosco dalle ferite rimarginate e cicatrizzate con croste di sangue la Tua Onnipotenza (Sl. 21, 6-7; Sl. 34, 6).
Padre, riconosco la Tua luce dagli occhi che Ti guardano (Sl. 36, 10; Sl. 42, 2-3; Gv. 1,9).
Padre, riconosco il Tuo Spirito nel respiro della bocca (Sl. 31, 22; Sl. 33, Sl. 20-22; Sl. 45, 3).
Padre, nel VOLTO SANTO DI MANOPPELLO riconosco tutto di Te. Amen! (Sl. 2, 7; Sl. 3, 9).

“Sono stato qualche giorno fa al Santuario di Manoppello, in Abruzzo, nel centro Italia, dov’è conservato un telo che pare quello della Veronica. Certamente è un’immagine straordinaria, perché non è dipinta e, vista alla luce da ogni parte, riflette il volto dolcissimo del Signore. Dopo la visita, mi hanno chiesto di lasciare un pensiero sul registro e ho scritto semplicemente: “Il Volto che contempleremo in eterno”. (Cardinale Carlo Maria Martini)

martedì 10 agosto 2010

Volto Santo di Manoppello: nella bocca il respiro di Cristo Risorto



Riflessioni e preghiera di Antonio Teseo contemplando il Santo Volto di nostro Signore Gesù Cristo

Chi si abbandona alla beatitudine contemplativa del Volto Santo di Manoppello, non rimane estasiato solo dai meravigliosi occhi che ti scrutano nel più profondo del cuore ma anche dalla bocca semiaperta.

Nell'attimo della Risurrezione del Vivente, la luce del Volto di Cristo è voluta apparire impressa sul bisso con la bocca che reca ancora i segni della Passione (nell'immagine di sopra possiamo osservare la smorfia che aveva assunto la bocca di Gesù nello spasmo dell'ultimo respiro prima della morte in croce, con il labbro inferiore un po' alzato e ritirato all'interno sin da coprire l'arcata dentale sottostante). Se dunque in questo stato la bocca di Gesù ha emesso l'ultimo fiato prima della morte, nel medesimo stato il Risorto ha emesso il primo respiro dopo la morte (Risurrezione dai morti).

Nel Volto Santo di Manoppello l'espressione del Salvatore è di Pace, di Serenità, di Misericordia e di Grazia perché Dio Padre, risuscitando Suo Figlio Unigenito con l'aspetto di Amore che Lo contraddistingue, ha voluto mostrare al mondo che la morte non ha più potere sulla vita degli uomini giusti: essi sono stati liberati dal peccato originale. Perciò, per chi si affida a Cristo Gesù, mettendo in pratica nella vita i Suoi insegnamenti, la morte non è più governata dal demonio ma è solo un passaggio di questa vita terrena alla Vita Eterna per mezzo dell'Onnipotente. In ogni vita di un vero cristiano qui sulla terra dimora il Corpo Mistico di Cristo (transustanziazione). E per questa ragione il corpo e l'anima non subiscono alcuna corruzione dopo la morte perché essi vengono risorti invisibilmente dalla luce del Primogenito Figlio di Dio: ricomponendosi con lo spirito di vita che è ridonato al Padre prima della morte, il corpo e l'anima vengono trasformati in una luce splendente simile a quella di un angelo, mentre nel visibile la carne si decompone per tornare ad essere polvere della terra.

Quindi io credo che da quello che ho voluto dire sia da rilevare questo concetto:

"Se durante la Celebrazione Eucaristica, per transustanziazione l' ostia consacrata viene trasformata dallo Spirito Santo in Carne e il vino in Sangue del Redentore, e che la Carne per ogni giusto diventa così cibo per la Vita Eterna e il Sangue bevanda per la Vita Eterna, ne consegue, allora, che dopo la morte di ogni discepolo, nell'invisibile, il suo corpo (e quindi anche la sua carne) viene trasformato da Cristo in luce per entrare e rimanere nel Corpo (e quindi nella Carne) del Figlio di Dio."

Preghiera di Antonio Teseo

Padre, riconosco il sangue della Passione, segno della Nuova ed Eterna Alleanza.

Padre, riconosco dalle ferite rimarginate e cicatrizzate con crosticine di sangue la Tua Onnipotenza.

Padre, riconosco la Tua luce dagli occhi che Ti guardano.

Padre, riconosco il Tuo Spirito nel respiro della bocca.

Padre, nel VOLTO SANTO DI MANOPPELLO riconosco tutto di Te. Amen!

Salmo 16, 7-11:

"Benedirò il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte mi ammoniscono i miei reni.

Il Signore sta sempre dinanzi ai miei occhi:

se sta alla mia destra, non vacillerò.

Per questo è lieto il mio cuore

e giubila il mio intimo,

perfino la mia carne riposa al sicuro.

Sì, non conoscerai la mia anima in preda allo sceol,

non permetterai al tuo fedele di scendere nella tomba.

Mi farai conoscere la via della vita:

gioia in abbondanza alla tua presenza,

delizia alla tua destra senza fine."

sabato 27 febbraio 2010

Il significato di venerare il Volto Santo di Manoppello

Luca 9,22-25 - Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.





In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».




Quando l'apostolo Tommaso volle toccare le ferite di Gesù risorto (Giov. 20. 24-29) lo fece per riconoscere il suo vero ed unico Dio cristiano. Quindi il Vangelo ci spiega che noi un giorno riconosceremo Cristo principalmente dai segni della Passione (Is. 52,14: - talmente sfigurato era il suo aspetto al di là di quello di un uomo). Nel libro dei salmi, tuttavia, è riportato questo versetto: (Sl. 80; Signore, ristoraci, fa' splendere il tuo Volto e noi siamo salvi);

Elaborazioni realizzate da Antonio Teseo. 1^ immagine "sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello
 alla S. Sindone di Torino": procurando un rafforzamento di contrasto, viene alla luce il volto di Gesù sfigurato dal sangue delle ferite della Passione. 2^ immagine "sovrapposizione del Volto Santo di Manoppello al Volto della S. Sindone di Torino elaborato in grafica 3D": tumefazioni e contusioni.
 3^ immagine "corpo cadaverico di Gesù con il volto coperto dal sudario di Manoppello su cui  nel terzo giorno apparve il Volto di Cristo risorto". 4^ immagine "il Volto Santo illuminato frontalmente".


il salmista,  non usa l'ausiliare del verbo essere al futuro "saremo" salvi, ma al presente "siamo" salvi, perché la figura del Santo Volto di Gesù sia contemplata da tutto il popolo di Dio prima qui nel mondo. E il Signore della storia allora esaudisce questa supplica. Bisogna cioè comprendere che per andare in Paradiso noi dobbiamo prima risorgere qui sulla terra trovando ristoro nella figura mite e misericordiosa del Volto Santo di Manoppello (sudario con impresso il Santo Volto proiettato ed impressionato misteriosamente anche sulla S. Sindone).  Il Volto Santo è la guida che ci insegna a fare sempre la volontà di Dio con umiltà, mitezza,  grazia e gioia. Nel 4^ carme del servo, troviamo per altro scritto anche quest'altra profezia: (52, 14; e la sua figura "di Cristo è" al di là di quella dei figli dell'uomo); ciò significa, allora, che l'immagine del Santo Volto della storia non si mostra alla nostra vista solo con il sangue vivo o con i caratteri enfiati, ma anche con le ferite rimarginate, segni della resurrezione dalla morte.

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Essa non è dunque un feticcio a cui ricorrere solo in caso di bisogno, ma con la preghiera la si deve invece onorare, lodare, glorificare, contemplare. La sua luce proietta la nostra anima alla trascendenza, al Signore. Dal Volto Santo di Manoppello impariamo ad invocare la sapienza che ci proviene dallo Spirito Santo; a non pensare a noi stessi, ma al bene
del    prossimo; a pregare per la sua felicità.

Come membro della Santa Chiesa Cattolica, mi sento di dire che il mio cuore traboccherebbe di gioia, se alla fine della celebrazione della Santa Messa venissero lodate, onorate, glorificate e quindi incensate anche le immagini del Volto Santo e della S. Sindone (i nostri fratelli della Chiesa Ortodossa questo già lo fanno per l'icona del Pantokrator, un tempo attinta dalle nostre sante reliquie). 

Sl. 22, 24-25:

Voi che temete il Signore, lodatelo,

tutta la discendenza di Giacobbe,

rendete a lui gloria, riveritelo voi tutti,

o discendenza di Israele,

poiché non ha disprezzato,

non ha disdegnato l'afflizione del misero,

non ha nascosto il suo volto da lui,

al suo grido d'aiuto l'ha ascoltato. 

venerdì 20 febbraio 2009

Liberati suor Maria e suor Rinuccia

Con grande gioia ieri abbiamo appreso la notizia che sono state liberate suor Maria Teresa Oliviero e suor Rinuccia Giraudo del Movimento Contemplativo Missionario Padre De Foucauld della diocesi di Cuneo. Come ricordiamo, le religiose erano state rapite il 9 novembre 2008 in Kenya da un gruppo di predoni.
Ringrazio tutti coloro che insieme a me hanno invocato l'intercessione del Signore e di Maria Santissima presso i cuori e le menti dei rapitori che tenevano in ostaggio queste nostre sorelle affinché compissero l'atto del rilascio.

Lode e Gloria al Volto Santo e a Maria Santissima

Volto Santo di Manoppello,
Volto Misericordioso e pieno di Grazia di nostro Signore Gesù Cristo,
Ti ringraziamo per aver esaudito le nostre preghiere.
Maria, Madre dolcissima,
accompagna con la Tua luce queste nostre sorelle,
affinché possano ancora servire con la loro missione Tuo Figlio
contemplandoLo in ogni nostro fratello bisognoso.
Amen.

mercoledì 6 febbraio 2008

Contemplando il Volto Santo


Signore Gesù,
rendi la mia anima trasparente
come questo telo di bisso,
affinché la tua luce possa filtrare
e arrivare al Padre mio.
Rendimi il cuore puro,
perché possa contemplarti nella fede;
ti prego, isolami dal materialismo di questo mondo,
mostrandomi sempre il tuo Volto.
Amen