martedì 10 novembre 2009

Il Volto Santo di Manoppello elaborato in grafica 3D


martedì 27 ottobre 2009

Il Santo Volto del Sudarium Christi

mercoledì 21 ottobre 2009

Il mistero del Volto Santo di Manoppello

sabato 19 settembre 2009

Ai discepoli è dato conoscere i misteri del regno di Dio

Gesù rivela ai suoi discepoli: "A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio....". E cosa significa allora questo?
Che non è vero che il Signore è nascondimento, oppure che il suo Santo Volto debba essere contemplato solo in paradiso. La verità è conoscenza, è luce sia in terra che in cielo affinché il Signore sia lodato, onorato e glorificato per l'eternità.
Il motivo fondamentale per cui noi discepoli di questo tempo possiamo conoscere i misteri del regno di Dio, è che durante l'Eucaristia il Signore è in noi e quindi il nostro cuore e il nostro spirito si aprono per farsi riempire dallo Spirito Santo. E' lo Spirito Santo, poi, a farci meditare la "Verità" che è contenuta nell'immagine del Volto Santo di Manoppello, sudario proiettato e impresso sulla Sacra Sindone di Torino dalla luce del Risorto ( Lc. 17, 24-25: Come infatti il lampo guizza da un estremo all'altro del cielo ed illumina ogni cosa, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. - Ma prima egli deve patire molto ed essere rifiutato dagli uomini di questo tempo ).


"Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza" e si può aggiungere questo: facendo contemplare la Verità.

La luce nel Volto di Cristo


sabato 16 maggio 2009

Volto Santo di Manoppello: il sudario che coprì il viso di Gesù nella tomba

Nell'episodio "Gesù risuscita Lazzaro" che leggiamo nel Vangelo di Giovanni 11, 38-44, è scritto nel versetto 44:
"Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario...". Lazzaro era ebreo come Gesù e ricevette una sepoltura giudaica. Dopo la morte, anche il Signore ricevette una sepoltura giudaica per l'interessamento di Giuseppe d'Arimatea che era stato suo discepolo "Giov. 19, 38-42"; e nell'episodio "Il sepolcro vuoto - Giov. 20, 6-8" è di nuovo menzionato "il sudario" che era servito per coprire il viso.

Il video che ho realizzato e che vedete allora in:
http://www.youtube.com/watch?v=ugqe3kNR8LM
dimostra che il Volto Santo di Manoppello e il volto della Sacra Sindone di Torino riguardano la figura del viso di Gesù risorto e che quindi il velo abruzzese potrebbe essere il pezzo di stoffa di cui ci parla Giovanni nel suo Vangelo. E' importantissimo sottolineare come le immagini dei due reperti sacri siano esattamente sovrapponibili, nonostante la sostanziale differenza della trama dei teli, e che nella figura della S.Sindone si vedano le pieghe del bisso di Manoppello perché contraddistinte da punti d'incrocio: osservare ad esempio la grinza che passa sopra la pupilla dell'occhio destro di Gesù (a destra per chi guarda, poiché la luce del Volto del Risorto avrebbe filtrato ed impresso la propria immagine su questo verso del telo come se si vedesse in uno specchio), la quale fa apparire l'orbita oculare ristretta, con la parte bassa che ha assunto addirittura una forma quasi a punta dovuta al rialzo della stessa; e un punto d'incrocio tra due pieghe (naturalmente una verticale e l'altra orizzontale) che è rintracciabile a destra subito dopo il mento.


Spiegazione delle immagini comprese nel video:
la prima figura in alto a sinistra riguarda il Volto della S. Sindone di Torino; a fianco vediamo una sovrapposizione filtrata con visione del 70% per la S.Sindone e del 30% per il Volto Santo di Manoppello ottenuta mediante un metodo computerizzato chiamato "luminanza"; l'ultima immagine in basso mostra invece un videoclip riferito sempre alla sovrapposizione S.Sindone - Volto Santo la quale è però filtrata al 50%.
Per chi desidera vedere meglio il video consiglio di effettuare queste operazioni:
a) cliccare sotto a destra dove c'è la scritta HQ;
b) cliccare sul riquadro a destra della scritta HQ per vedere le immagini ingrandite;
c) cliccare sulla freccetta in basso a sinistra per avviare il video.

mercoledì 29 aprile 2009

Sindone e Volto Santo: i segni dalla morte alla resurrezione di Cristo

Secondo i miei studi, il Volto Santo di Manoppello, la S. Sindone di Torino e il S. Sudario di Oviedo possono veramente essere le reliquie di Cristo. I motivi di questa mia convinzione sono dovuti al fatto che tutti e tre i reperti sacri molto probabilmente provengono dall' area siro-palestinese del primo secolo e che l'uso di questi teli per la sepoltura rispecchia le tradizioni giudaiche dell'epoca. Queste importanti considerazioni, se abbinate agli esiti di altre mie ricerche, mi permettono allora di ricostruire con più dettagli gli avvenimenti della sepoltura e della resurrezione del Signore rispetto a ciò che troviamo scritto nei Vangeli:
Dopo la morte di Gesù, poiché si stava avvicinando il Shabbat (giorno sacro per gli ebrei in cui tutti dovevano esimersi dal lavoro), il suo cadavere per la legge giudaica poteva rimanere esposto per uno o due ore al massimo. Sempre secondo tale legge, il crocifisso era considerato uno scandalo e pertanto il suo volto non poteva essere visto e nemmeno una sua sola goccia di sangue poteva essere assorbita dal suolo.
Quando Gesù fu calato dalla croce, il suo capo fu asciugato dal sangue con un sudario di lino e allo stesso tempo fu coperto dal medesimo avvolto come un cappuccio e probabilmente attaccato sotto con un laccio al collo. Il corpo doveva essere così gettato dentro una fossa comune assieme ai legni della croce e insieme ai corpi dei due ladroni che erano stati giustiziati con lui, ma questo non avvenne solo per Gesù, perché come leggiamo nei Vangeli al Salvatore fu concesso una degna sepoltura giudaica per l'interessamento di Giuseppe d'Arimatea, autorevole membro del Sinedrio e suo discepolo, il quale aveva chiesto l'autorizzazione a Pilato.
Chi allora si occupò della sepoltura del Signore, trasportò la salma dal luogo detto "Cranio" fino all'interno del sepolcro e sfilò il presunto sudario di Oviedo da sopra il capo; pose sul volto il presunto telo di bisso marino del Volto Santo di Manoppello per coprirlo (all'interno del sepolcro il velo non si mostrava trasparente perché nessun riflesso di luce appariva dietro il telo); e per finire avvolse tutto il corpo con la presunta S. Sindone di Torino, dopo che questa era stata intrisa di aromi e fatta passare per la sua metà sopra la testa. Dopo questi fatti, si fece rotolatre una grossa pietra per chiudere l'entrata del sepolcro che si trovava orientata ad est.
All'alba del terzo giorno dalla morte di Gesù, un violento terremoto mosse la grossa pietra e nel sepolcro allora entrò la luce del Padre; proprio in quell'istante, la luce di Cristo filtrò i presunti teli sepolcrali con i suoi raggi dritti e paralleli e lasciò impresso su di essi le figure riguardanti i segni della Resurrezione: il Volto di Gesù Risorto, i cui occhi avevano guardato il Padre, era stato illuminato dai raggi provenienti da destra così come vediamo nel Volto Santo di Manoppello; nella S. Sindone, la luce di Cristo Risorto aveva lasciato impresso l'aspetto del corpo come appariva quando era ancora cadavere e avvolto nel lino, fuorché nel volto, che invece era quello glorioso del Volto Santo di Manoppello. In questo modo il Signore avrebbe voluto rivelare un giorno a tutti gli uomini della terra del suo passaggio dalla morte alla vita eterna (Seconda lettera ai Corinzi 4, 3-6: "E se anche il nostro vangelo è velato, lo è per quelli che si perdono, ai quali il dio di questo secolo ha accecato la mente incredula, perché non vedano il fulgore del vangelo della gloria di Cristo, immagine di Dio. Perché noi non predichiamo noi stessi, ma Gesù Messia Signore; quanto a noi siamo i vostri servi in Cristo. E Dio che disse: Brilli la luce dalle tenebre, è brillato nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.").














Come ho scritto più di una volta nelle mie pubblicazioni, l'immagine del Volto Santo di Manoppello, caso unico al mondo, si mostra uguale ad entrambe le facce del telo: naturalmente l'immagine che si vede da un lato è speculare all'altra. Il verso del velo che vediamo nella foto in alto, secondo me si trovava a contatto diretto con il viso di Gesù. Nel momento della resurrezione, il Santo Volto di Cristo volse lo sguardo a destra verso la luce del Padre e sul telo di bisso marino s'impressionò la Sua S.S. Figura riflessa (come se la vedessimo in uno specchio) perché proiettata e stampata dalla luce divina. Quindi l'altro verso del velo, che durante il glorioso evento era stato illuminato e filtrato anche dai raggi della luce di Dio Padre, ci mostra il volto di Cristo Gesù come se lo vedessimo faccia a faccia.














I diversi aspetti olografici dei traumi che si osservano al Volto Santo a seconda della variazione della luminosità e dell'angolo visuale, si ritrovano in egual modo all'altro verso del telo con le medesime condizioni d'illuminazione e questo fatto non è assolutamente spiegabile dalla scienza. Non esiste al mondo nessuna raffigurazione uguale a questa. Se ad esempio osserviamo attentamente le lesioni, l'ologramma mostra addirittura le fasi che vanno dalle ferite insanguinate fino alle rimarginazioni delle stesse con croste (la sequenza di queste immagini sarebbe allora un' altra testimonianza dell'onnipotenza del Signore e quindi della sua vittoria sulla morte).
Chi, dunque, contempla con cuore puro e anima pura il Santo Volto di Manoppello, come me si convince che la reliquia deve essere per forza il risultato dell'azione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Nella figura impressa (Volto Santo di Manoppello) si era prodotto quindi un' immagine diapositiva e olografica perché dopo quell'evento, e quindi in seguito alla sparizione del corpo di Gesù nella tomba, essa doveva essere vista e compresa da uno degli apostoli per mezzo dello Spirito Santo; nel momento della resurrezione di Cristo, era successo anche che dal velo (il quale si mostrava questa volta trasparente perché sotto rifletteva la luce del volto glorioso di Cristo) traspariva una definizione del Santo Volto in carne ed ossa prima che il corpo si smaterializzasse: questa si era andata ad impressionare sul lino della Sacra Sindone di Torino per proiezione, mediante il sangue della Redenzione di Cristo Gesù insieme al riflesso originato dalla luce divina. Tuttavia il liquido ematico aveva subito un processo chimico di ossidazione e disidratazione; esso era stato trasformato in una patina di polisaccaridi, di colore giallo paglierino, che sul lino risultava indelebile e percepibile solo da una certa distanza. L'immagine, per altro, si era andata a fissare solo sulla parte più superficiale delle fibrille dei fili. Anche tutto il restante corpo della figura sindonica risultava formata dal sangue della Redenzione.
Se, dunque, osservando la Sacra Sindone di Torino noi meditiamo il corpo morto di Gesù, nel volto, invece, contempliamo la luce del Risorto Vivo e Vero.

Dalla Resurrezione all'Ascenzione in cielo, Cristo Gesù apparve più volte ai suoi discepoli materializzandosi e smaterializzandosi perché aveva il controllo assoluto sulla materia (Matteo, 28,18: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra"). Egli, essendo il Padrone della vita, anche oggi intercede con i Suoi miracoli presso chi ha fede in Lui e lo invoca con cuore puro ed anima pura: ha il potere di trasformare la materia e quindi di risanare ogni cellula del corpo da qualsiasi grave malattia.
Cristo Gesù è dunque ancora con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Matteo, 28, 19-20), perché Egli è Vivo e Vero nel S.S. Corpo Mistico dell'Eucarestia (Lettera ai Colossesi, 2, 6-7: "Come dunque avete ricevuto il Cristo Gesù, il Signore, in lui continuate a vivere, radicati e sopraelevati su di lui e consolidati nella fede come siete stati istruiti, abbondando in ringraziamenti").
"La definizione del Volto Santo che s'impressionò sulla S. Sindone la si può vedere nel video da me pubblicato su YouTube "Sindone di Torino e Volto Santo di Manoppello: studio scientifico":
http://www.youtube.com/watch?v=PU4cnqUXPGw

venerdì 17 aprile 2009

Preghiera per i terremotati dell'Abruzzo

di Antonio Teseo


Signore,

Non sono all’altezza di dedicarti una bella preghiera ma ti chiedo di accogliere queste parole.

Quest’anno, durante la Settimana Santa, molte famiglie si sono trovate nel dolore per la terribile tragedia causata dal terremoto in terra d’Abruzzo.

In molti allora ci siamo chiesti: “Tu dov’eri quando è accaduto questo?”(se io non vedessi i segni della Passione sul tuo volto Risorto e Misericordioso com’è nel “Volto Santo di Manoppello” avrei anche difficoltà a capirti).

Ma poi, Padre, ci siamo ricordati che proprio durante la Settimana Santa Tuo Figlio sacrificò la Sua Vita per redimerci come un agnello portato al macello.

Tu, dunque, glorificasti la Sua Passione come hai fatto nella Settimana Santa di quest’anno per i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono morti nella disgrazia sotto le macerie; io credo, Padre, che chi anche non Ti aveva ancora conosciuto, avesse nel sudore l'acqua da Te santificata per la vita eterna, e pertanto sono convinto che loro, insieme agli altri che credevano in Te, per il Tuo immenso amore ora si trovano a sedere alla Tua destra.

Io credo che quando Cristo Gesù istituì la Santa Chiesa stabilendo con noi il patto della Santa e Nuova Alleanza, Egli si era manifestato agli apostoli in carne ed ossa prima di ascendere al cielo (Luca, 24, 36-49): ora Lo riusciamo a contemplare Vivo e Vero nel S.S. Corpo Mistico con i suoi stessi occhi (Mt, 28, 20: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fine alla fine del mondo”). E’ quindi l’Eucaristia il nostro rifugio in Te.

Io credo, Signore, che quanti seguono la Tua Parola mettendola in pratica senza minimamente compiacersene, risorgerà il terzo giorno dalla norte come avvenne per il Tuo Figlio primogenito: per Cristo, con Cristo ed in Cristo; e i loro sepolcri risulteranno allora tutti aperti alla Tua vista.



Nei volti dei miei corregionali forti e gentili c’è tutta la speranza in Te. Signore, ti prego, aiutali!

Nel dolore hanno pianto i loro cari; Ti hanno visto nelle Chiese sepolto sotto le macerie meditando i tabernacoli; hanno contemplato il Tuo Volto sui volti di coloro che hai mandato a soccorrerli.

Amen!