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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
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sabato 28 novembre 2009

Il Volto della S.Sindone e il Volto Santo di Manoppello sono complementari

Con questa pubblicazione voglio far comprendere alla Santa Chiesa Cattolica il motivo per cui il Santo Padre Benedetto XVI dovrebbe venerare sia la S. Sindone che una riproduzione fotografica del Volto Santo di Manoppello in occasione della sua visita a Torino fissata in primavera.

Se il Santo Padre venererà solo la S. Sindone e si troverà a meditare su questo rivolo di sangue, non riuscirà mai a capire da quale lesione esso sia uscito. Avendo invece di fronte anche una foto ingrandita del Volto Santo di Manoppello, comprenderebbe che il flusso sanguigno derivava da un trauma che nel volto di Gesù si trovava sotto la palpebra inferiore dell'occhio destro (è bene ricordare che l'immagine sindonica si è impressionata come se la vedessimo da uno specchio, e pertanto l'occhio che noi vediamo a destra è relativo a quello destro di Gesù). Cliccare sulle immgini per vederle ingrandite.



















Se il Santo Padre venererà solo la S. Sindone e si troverà a meditare su questa ecchimosi, non potrà mai capire da quale ferita essa sia uscita. Avendo invece vicino all'immagne sindonica anche una foto ingrandita del Volto Santo di Manoppello, capirebbe che questa perdita ematica nel Volto di Gesù proveniva dal foro lacrimale dell'occhio sinistro. Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.



















Se il Santo Padre venererà solo la S. Sindone e si troverà a meditare su questa macchia di sangue, non potrà mai capire da quale trauma essa sia fluita. Avendo invece vicino all'immagne sindonica anche una foto ingrandita del Volto Santo di Manoppello, capirebbe che questo alone si era prodotto per la ferita della guancia destra dove fu strappata la barba. Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.


















Se il Santo Padre venererà solo la S. Sindone e si troverà a meditare su questa figura che per lui rassomiglia alla parte bassa di una semiorbita oculare con un punto all'interno che rimanda ad una pupilla, forse chiedendo al cardinale di Torino di passargli un sindonologo affinché lo delucidi sulla cosa, quest'ultimo gli dirà che si tratta di un grumo di sangue che si era formato sopra la palpebra chiusa e cadaverica di Gesù. Avendo invece insieme alla S.Sindone anche l'immagine ingrandita del Volto Santo di Manoppello, vedrebbe con i suoi propri occhi, e non con quelli degli altri, che quella figura si adatta perfettamente all'orbita oculare sinistra di Gesù, e che quindi la figura sindonica non è relativa al volto di un cadavere ma di una persona Viva, perché risorta. A mio avviso, le tracce degli occhi che si vedono sulla S.Sindone dipendono dal fatto che il sudario con impresso il Volto Santo e che copriva il Volto di Gesù, fu illuminato nel momento della resurrezione di Cristo, nella parte alta dalla luce direzionale proveniente dal Padre, e nella parte retrostante dalla luce adirezionale proveniente dal Figlio, il quale ne proiettò l'immagine sul lino torinese per farla fissare. Sarebbero dunque questi i motivi per cui l'immagine del Volto Santo di Manoppello è diapositiva e olografica, non spiegabile dalla scienza. Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.



venerdì 17 aprile 2009

Preghiera per i terremotati dell'Abruzzo

di Antonio Teseo


Signore,

Non sono all’altezza di dedicarti una bella preghiera ma ti chiedo di accogliere queste parole.

Quest’anno, durante la Settimana Santa, molte famiglie si sono trovate nel dolore per la terribile tragedia causata dal terremoto in terra d’Abruzzo.

In molti allora ci siamo chiesti: “Tu dov’eri quando è accaduto questo?”(se io non vedessi i segni della Passione sul tuo volto Risorto e Misericordioso com’è nel “Volto Santo di Manoppello” avrei anche difficoltà a capirti).

Ma poi, Padre, ci siamo ricordati che proprio durante la Settimana Santa Tuo Figlio sacrificò la Sua Vita per redimerci come un agnello portato al macello.

Tu, dunque, glorificasti la Sua Passione come hai fatto nella Settimana Santa di quest’anno per i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono morti nella disgrazia sotto le macerie; io credo, Padre, che chi anche non Ti aveva ancora conosciuto, avesse nel sudore l'acqua da Te santificata per la vita eterna, e pertanto sono convinto che loro, insieme agli altri che credevano in Te, per il Tuo immenso amore ora si trovano a sedere alla Tua destra.

Io credo che quando Cristo Gesù istituì la Santa Chiesa stabilendo con noi il patto della Santa e Nuova Alleanza, Egli si era manifestato agli apostoli in carne ed ossa prima di ascendere al cielo (Luca, 24, 36-49): ora Lo riusciamo a contemplare Vivo e Vero nel S.S. Corpo Mistico con i suoi stessi occhi (Mt, 28, 20: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fine alla fine del mondo”). E’ quindi l’Eucaristia il nostro rifugio in Te.

Io credo, Signore, che quanti seguono la Tua Parola mettendola in pratica senza minimamente compiacersene, risorgerà il terzo giorno dalla norte come avvenne per il Tuo Figlio primogenito: per Cristo, con Cristo ed in Cristo; e i loro sepolcri risulteranno allora tutti aperti alla Tua vista.



Nei volti dei miei corregionali forti e gentili c’è tutta la speranza in Te. Signore, ti prego, aiutali!

Nel dolore hanno pianto i loro cari; Ti hanno visto nelle Chiese sepolto sotto le macerie meditando i tabernacoli; hanno contemplato il Tuo Volto sui volti di coloro che hai mandato a soccorrerli.

Amen!

martedì 11 settembre 2007

Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora








Queste due immagini sono di riferimento alla pubblicazione di cui sotto "Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora".

Spiegazione delle elaborazioni:
A sinistra, parte selezionata della reale foto  del volto della S. Sindone oscurata  al computer; a destra, sovrapposizione della prima figura al Volto Santo con un filtraggio del 50%.

Cliccare sopra le immagini per vederle ingrandite così da osservare meglio nel dettaglio un alone di sangue da me rintracciato.

Foto, elaborazioni e ricerca di Antonio Teseo

Sindone e Volto Santo: il computer rivela ancora










NEL LEGGERE LE SPIEGAZIONI DI QUESTE FIGURE CHE TROVIAMO SCRITTE SOTTO IN COLORE AZZURRO, CONSIGLIO DI TANTO IN TANTO DI ANDARE A CLICCARE CON IL MOUSE PROPRIO SOPRA QUESTE TRE IMMAGINI IN MODO DA VEDERLE INGRANDITE E CAPIRE  MEGLIO I RIFERIMENTI ILLUSTRATI CON LE FRECCETTE.

Foto, elaborazioni e ricerca di Antonio Teseo


L’esito della nuova ricerca che propongo, vuole dimostrare che il volto della Sacra Sindone di Torino non presenta baffi folti e barba lunga come invece asseriscono molti studiosi.
La convinzione di una conoscenza dettagliata dell'aspetto del volto di Gesù, diffusa soprattutto tra i sindonologi, per certi aspetti non trova alcun riscontro scientifico ed è dunque solo frutto dell'apparenza (pareidolia). Essa viene contraddetta dai miei studi per il fatto che l’immagine impressa sul lino, oltre a presentare un chiarore che sembra essere stato prodotto dal riflesso di una luce, è formata essenzialmente da una più o meno densità di sangue (forse misto anche a sudore) fissatosi a livello superficiale e specificatamente sulle fibrille
(far riferimento alla seconda figura elaborata con il computer per sovrapposizione e rafforzamento di contrasto, a prescindere che la reale immagine del volto sindonico abbia subito un processo chimico di disidratazione e ossidazione causato a mio avviso dall'irraggiamento nell'ultravioletto di un lampo di luce. L'irraggiamento, che sarebbe avvenuto nell'attimo della resurrezione di Gesù, avrebbe trasformato la tonalità di colore del sangue "da rosso vivo a giallo paglierino" perché interessato da una bruciacchiatura localizzata sulla parte più superficiale delle fibrille dove il plasma si sarebbe fissato in modo indelebile "vedi la fig.1").
Quindi, quando ci viene mostrata la foto del volto della reliquia torinese invertita in negativo, magari in bianco e nero come vediamo qui sotto, dalla quale effettivamente abbiamo l’impressione di vedere il volto di Cristo con baffi folti e barba folta, ci dobbiamo sempre ricordare che questa non è la vera foto vista nella realtà e pertanto non deve trarci in inganno poiché nel negativo fotografico sindonico il sangue compare di colore bianco, mentre il chiarore della luce appare di colore nero.
Per capire esattamente come si sia formata la macchia ematica al di sopra del labbro superiore (rivedi  le prime due figure pubblicate sopra) dobbiamo ricorrere alla perfetta sovrapposizione "Sindone-Volto Santo di Manoppello".

Precedentemente a questa pubblicazione abbiamo visto come nell’Icona della S. Sindone siano raffigurate pieghe e bande di tessuto che però sono proprie del bisso del Velo di Manoppello; questo esile telo macchiato del sangue della Passione sarebbe stato a contatto diretto con il lenzuolo sepolcrale.
Dunque, sia l'aspetto reale del Volto del Risorto che la sembianza impressa in trasparenza sul sudario di bisso, visibile a seconda dell'illuminazione da viso sfigurato a viso trasfigurato, sarebbero stati proiettati e impressi con un lampo dalla Luce Celeste sulla S. Sindone in un tempo più breve di 50 miliardesimi di secondo.

Spiegazione della terzina di figure pubblicate sopra:

1) Foto del volto della Sacra Sindone (negativo fotografico);
2) Elaborazione effettuata in rilievo e sovrapposizione della prima immagine alla terza;
3) Volto Santo illuminato da dietro.

Dalla comparazione tra la prima foto sindonica e la terza che è quella del Santo Volto, risulta che il sangue fuoriuscito a Gesù dal naso e dalla bocca si sia impresso sul sudario di Manoppello sovrapponendosi alla Santa Effigie (probabile emissione corpuscolare):

a)  a sinistra e in alto, a formare un angolo retto con una banda di trama in verticale e una piega in orizzontale;
b) a sinistra e in basso, a formare ancora un angolo con la banda già citata e un’altra in orizzontale;
c) a destra e in alto, coprendo quasi completamente un alone contraddistinto dal bordo perimetrale di coagulo;
d) a destra e in basso, espandendosi fin sotto la guancia.

Osservando attentamente le tre figure, si può comprendere che le freccette laterali di sinistra indicano dove il sangue, uscito dalla bocca e dal naso di Gesù, si sia fermato dopo essersi espanso (notare una linea in verticale bianca nel negativo fotografico sindonico "tra le due freccette" che in definitiva è il sangue che ha macchiato una banda della trama di tessuto riscontrabile sul Volto Santo di Manoppello). La freccetta in alto a destra, indica invece sulla S. Sindone una traccia di un alone con il bordo di coagulo. La stessa macchia, ovviamente, è perfettamente coincidente con quella che si trova nella reliquia abruzzese.

La presenza di un alone di sangue al di sopra del labbro superiore - contraddistinto dal bordo di coagulo - è un'inconfutabile prova scientifica che nell'aspetto del viso di Cristo non può sussistere la presenza di baffi folti. Questa macchia ematica, al contrario, in presenza di tanti peli, si sarebbe dovuta vedere in forma allargata, irregolare e senza alone. Avremmo cioè dovuto osservare il cosiddetto imbrattamento, e in più rintracciare piccole linee, o meglio "segmenti", sovrapposti al sangue.

Nell' immagine del Volto della S. Sindone ritroviamo il sangue uscito a Gesù dal naso e dalla bocca, che fu della Passione, dove le colature ematiche risultano aver macchiato il mento e imbrattato la barba rada. Se, dunque, come ripeto, questa immagine la si inverte in un negativo fotografico, ecco che erroneamente ci fa credere che l'aspetto del Signore, oltre a presentare baffi folti, mostri anche una folta barba.

Meditando invece qui sulla miniatura del Codice Pray, manoscritto con illustrazioni iconografiche conservato nella Biblioteca Nazionale di Budapest, si può comprendere come una volta i miniatori avessero una conoscenza molto diversa dell'aspetto del Volto della S. Sindone rispetto ai sindonologi di oggi. La raffigurazione, infatti, ci mostra il viso di Gesù con baffi radi e barba curata così come dimostrano anche i miei studi.
   Il vero volto di Gesù, un tempo secondo il canone dettato della Chiesa

A partire dal IV secolo, tutte le rappresentazioni di Gesù sono state attinte dalle immagini del Volto Santo di Manoppello e della Sacra Sindone di Torino, che insieme formavano il Sacro Mandylion di Edessa. I teli delle due reliquie erano ripiegate in un unico involto come ci spiegano alcune importantissime miniature bizantine. Gli artisti, avendo un tempo ricevuto dalla Santa Madre Chiesa l'autorizzazione di poter anche valicare quella che prima di allora era una canonica stilizzazione del Volto di Cristo, nel rappresentare a volte il Signore Gesù con baffi molto folti e barba lunga, intendevano far contemplare nel Volto del Figlio pure il riflesso del Volto del Padre immaginato proprio con baffi e barba molto accentuati.

MA SE IO HO DETTO CHE NELLA TOMBA IL SUDARIO SI TROVAVA SOTTO IL LENZUOLO A COPRIRE IL VOLTO DI GESU', COME MAI ALLORA NEL CODICE PRAY DI BUDAPEST, DATATO 1192-1195 (ARCO DI TEMPO CHE PRECEDEVA DI CIRCA 65 ANNI LA DATAZIONE STABILITA CON L'ESAME AL RADIOCARBONIO DELLA FABBRICAZIONE DELLA S. SINDONE) L'ANGELO INDICA CON L'INDICE IL DRAPPO DI STOFFA ANCHE SOPRA IL LENZUOLO? 

In una delle pubblicazioni precedenti avevo spiegato come nei tempi antichi gli iconografi fossero tanto bravi, che non solo rendevano le loro opere piene di dettagli immortalandole quasi alla pari delle foto dei giorni d'oggi, quanto ortodossi, perché erano ligi nel rispettare i canoni imposti dalla Santa Madre Chiesa. Ecco perché noi qui ci troviamo davanti non ad una semplice raffigurazione, ma ad un "Codex" che significa "Corpo delle Leggi della Chiesa". Nella rappresentazione ritroviamo, ad esempio, come sigilli che ci spiegano dell'autenticità della S. Sindone: i cinque piccoli fori simmetrici di bruciature disposti a forma di L; il disegno a zig-zag che ci rimanda alla trama del lenzuolo che è a spina di pesce; le tante croci con cui si identificavano i Templari (a tale proposito vedi la facciata della chiesa di Collemaggio dell'Aquila voluta proprio da questo ordine, indicato dalla storia come uno dei possessori della sacra reliquia di Torino).
Mentre oggi più di un teologo prova a dare una propria interpretazione sulla traduzione dal greco del Vangelo di Giovanni, Gv. 20, 1-7, la Chiesa di molti secoli fa, invece, ti spiegava che i significati delle parole un tempo già tradotte, non si prestavano minimamente ad interpretazioni soggettive ma solo a quelle canoniche. Esse erano state tramandate oralmente dalla cultura ortodossa e tradotte da grandi esperti che conoscevano benissimo la lingua, tra cui anche i Santi.
L'icona che vediamo è stato attinto dal Vangelo di Marco, 16, 1-6. L'angelo seduto sul trono che si trova a destra delle donne indica il sudario posto sopra la sindone. Il particolare, che sembrerebbe non essere avvolto nel mistero, in realtà ci rivela che il Signore sia risorto durante il terremoto che ha rimosso la pietra del sepolcro e che avrebbe dunque segnato la storia (Mt. 28, 1-7).
Questo evento sconvolgente voluto da Dio, infatti, non solo ha ribaltato la pietra del sepolcro facendo entrare la luce del Padre che è andata a fondersi con quella del Figlio, ma secondo gli antichi canoni della Chiesa avrebbe ribaltato anche la posizione del sudario, da sotto a sopra la sindone.
Quando arrivano al sepolcro gli apostoli Pietro e Giovanni, avvisati da Maria Maddalena che la tomba è stata da lei trovata vuota senza il corpo di Gesù, Giovanni, vedendo il sudario che non si trova più al suo posto (lui era stato testimone oculare degli avvenimenti accaduti nel sepolcro durante la preparazione del corpo di Gesù per la sepoltura) vi contempla i segni della Passione, della Morte - assieme al lenzuolo - e della trasfigurazione (Gv. 20, 9).       

domenica 9 settembre 2007

Sindone e Sacro Velo "Preghiera al Volto Santo"

Preghiera al Volto Santo, scritta di persona dal Santo Padre Benedetto XVI


Il sito della diocesi di Chieti-Vasto, arcivescovo Mons. Bruno Forte, riporta questa preghiera:

http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_doc_dioc.edit_documento?p_id=914658





Preghiera di S.S. Benedetto XVI

Questa "Preghiera al Volto Santo", scritta di persona dal Santo Padre Benedetto XVI, è stata fatta recapitare come Suo dono all'Arcidiocesi di Chieti-Vasto e alla Basilica del Volto Santo di Manoppello, che di essa fa parte, il 1 Settembre 2007, a un anno esatto dalla Sua visita - pellegrinaggio alla Basilica Santuario. La profondità e la ricchezza del testo esprimono lo stile orante di una Chiesa pellegrina sulla via della Bellezza, rapita dalla contemplazione e dalla sempre nuova ricerca del Volto del Suo Signore. La gratitudine per il dono si manifesterà anche nel pregarla secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.


Signore Gesù,

come già i primi apostoli,

ai quali dicesti: "Che cercate? ",

ed accolsero il tuo invito: "Venite e vedrete",

riconoscendoti come il Figlio di Dio,

l'atteso e promesso Messia per la redenzione del mondo,

anche noi, discepoli tuoi di questo difficile tempo,

vogliamo seguirti ed esserti amici,

attratti dal fulgore del tuo volto desiderato e nascosto.

Mostraci, ti preghiamo, il tuo volto sempre nuovo, misterioso specchio dell'infinita misericordia di Dio. Lascia che lo contempliamo con gli occhi della mente e del cuore: volto del Figlio, irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza (cfEb 1,3), volto umano di Dio entrato nella storia per svelare gli orizzonti dell'eternità. Volto silenzioso di Gesù sofferente e risorto, che amato ed accolto cambia il cuore e la vita. "Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto " (Sal 27,8s). Nel corso di secoli e millenni quante volte è risuonata tra i credenti questa struggente invocazione del Salmista! Signore, anche noi la ripetiamo con fede:

"Uomo dei dolori, davanti a cui ci si copre la faccia" (Is 53,3),

non nasconderci il tuo volto!

Vogliamo attingere dai tuoi occhi,

che ci guardano con tenerezza e compassione,

la forza di amore e di pace che ci indichi la strada della vita,

ed il coraggio di seguirti senza timori e compromessi,

per diventare testimoni del tuo Vangelo,

con gesti concreti di accoglienza, di amore e di perdono.

Volto Santo di Cristo,

luce che rischiara le tenebre del dubbio e della tristezza,

vita che ha sconfitto per sempre il potere del male e della morte,

sguardo misterioso

che non cessa di posarsi sugli uomini e i popoli,

volto celato nei segni eucaristici

e negli sguardi di coloro che ci vivono accanto,

rendici pellegrini di Dio in questo mondo,

assetati d'infinito e pronti all'incontro dell'ultimo giorno,

quando ti vedremo, Signore, "faccia a faccia " (1 Cor 13,12),

e potremo contemplarti in eterno nella gloria del Cielo.

Maria, Madre del Volto Santo,

aiutaci ad avere "mani innocenti e cuore puro ",

mani illuminate dalla verità dell'amore

e cuori rapiti dalla bellezza divina,

perché, trasformati dall'incontro con Cristo,

ci doniamo senza riserve ai fratelli,

specialmente ai poveri e ai sofferenti,

nei cui volti riluce l'arcana presenza

del tuo Figlio Gesù,

che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen!

1 settembre 2007