Da un'accurata sovrapposizione eseguita al computer tra il Volto Santo di Manoppello e il Volto della S. Sindone di Torino segnato dal sangue della Passione, ho scoperto che le due effigi rappresentano la medesima figura.
Se nella reliquia abruzzese si contempla l'immagine diapositiva, olografica e trasfigurata del Risorto, in quella piemontese si medita ancora sul sudario sepolcrale di bisso di Manoppello che nella tomba - il terzo giorno dalla morte di Gesù - fu irradiato dalla luce eterna.
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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS
MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS
.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .." (PAPA FRANCESCO)
Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO
La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO. SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTOVIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.
Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA
Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini rosso-ciano. L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più di 2000 anni fa.
L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA
Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta(n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello
Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio. Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.
Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.
A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso. Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia. Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2 ore con quella legale all'orario UTC. Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO. NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI). NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.
CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO
IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE
Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano. L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, il coro della Basilica del Volto Santo di Manoppello si è di nuovo esibito nel Concerto dell'Epifania - che si tiene puntualmente ogni anno nella Chiesa che custodisce il S.S. Sudario di Gesù Cristo - insieme alla Filarmonica Teatina diretta dal maestro Giuseppe Pezzulo.
Buona visione.
Errata corrige: voglio scusarmi con l'operatore delle riprese, Camillo Rullo, per avere scritto male il suo cognome nella presentazione filmata.
- Manoppello,17 aprile.- Negli ultimi anni l’immagine e la storia del Volto Santo (di Manoppello) emergono sempre più in film e documentari, soprattutto di produzione straniera, che approfondiscono i temi della passione e resurrezione di Cristo. In Italia sarà possibile vedere il giorno di Pasqua sulla rete televisiva FOCUS (Canale 56 del digitale terrestre), alle ore 20.45, il film-documentario “Alla ricerca del volto di Gesù”, del regista Luca Trovellesi Cesana. Il film-documentario, della durata di 52 minuti, è mandato in onda per la prima volta in Italia, dopo essere stato proiettato in lingua spagnola e portoghese, da History Channel America Latina, lo scorso anno a Pasqua e Natale. Il film, che ha un taglio prevalentemente storico, ricostruisce non solo gli ultimi giorni della vita di Gesù, ma anche le vicende nel tempo delle principali immagini pervenute fino a noi.
Tra queste, la Veronica, identificata con il Volto Santo custodito a Manoppello. Per la prima volta viene rappresentata, con quasi duecento comparse, l’ipotesi che vuole l’arrivo della Veronica in Abruzzo, salvata dalla devastazione conseguente al Sacco di Roma avvenuto nel 1527.
Nel fine settimana la rete televisiva National Geographic Channel ha programmato la messa in onda del film-documentario “The Jesus Mysteries” (I Misteri di Gesù), scritto e diretto da David Caldwell Evans, in vari paesi: Australia (venerdì 18), Stati Uniti (sabato 19), Regno Unito e Africa sub-sahariana (domenica 20). Il film, realizzato dalla casa cinematografica inglese Juniper, ripercorre aspetti della vita di Cristo non compresi nei vangeli dalla nascita alla sepoltura, anche sulla base di recenti studi. Tra questi, la leggenda della Veronica e del velo noto con lo stesso nome, che hanno portato la troupe a Manoppello nello scorso mese di dicembre, per documentare la presenza della sacra immagine, sempre più nota negli Stati Uniti. La parte di Gesù è interpretata dall’attore Nick Simmons.
Sempre durante il periodo pasquale, la rete televisiva cattolica EWTN (Global Catholic Network), ha programmato la messa in onda nella edizione in lingua tedesca del documentario intitolato “Das menschliche antlitz gottes im heiligen schweißtuch von Manoppello” (Il Volto Umano di Dio nel Santo Sudario di Manoppello), scritto dal giornalista e scrittore Paul Badde, che guida lo spettatore nel suo viaggio tra Roma, Gerusalemme e Manoppello. Il documentario, realizzato sotto la direzione artistica di Liz Malcon, è interamente dedicato al Volto Santo e si caratterizza per l’altissimo livello per la qualità delle immagini, le quali esaltano la trasparenza e le singolari caratteristiche della misteriosa immagine, riproposta in varie condizioni di luce. Il documentario, introdotto dalle emozionanti parole di Giovanni Paolo II, che invita a “cercare il volto di Cristo”, sarà riproposto per più giorni, in fasce orarie diverse. E’ in corso di realizzazione l’edizione inglese, la cui messa in onda sarà programmata dopo Pasqua. Si ha infine notizia di servizi televisivi e radiofonici in Polonia, paese dove il Volto Santo è assai noto, con diverse pubblicazioni edite negli ultimi anni, anche a cura di studiosi polacchi. (h.10,00)
* Religiosi tedeschi in preghiera davanti al Volto Santo. Foto di Antonio Bini (2014)
Quest'anno il tradizionale Concerto dell'Epifania ha visto la straordinaria partecipazione di due importanti cori: quello locale della Basilica del Volto Santo diretto dal prof. Nicola Costantini e il polifonico folkloristico "Colline Verdi Teatine" di San Giovanni Teatino diretto dal maestro Giuliano Di Berardino. La cittadinanza ringrazia i frati cappuccini che ogni anno, puntualmente, mettono a disposizione la chiesa che custodisce il S.S. Sudario di Cristo per questo meraviglioso evento.
Il coro della Basilica del Volto Santo di Manoppello sarebbe lieto di accogliere al suo interno voci nuove. Chi ritiene di avere una bella voce può venire a farsi conoscere nella sala congressi del santuario, che si trova ad una quindicina di metri a destra del portone centrale della chiesa, dove ogni venerdì, alle ore 21.00, si tengono le prove per i canti da dedicare alla Santa Messa che si celebra la domenica mattina alle ore 11.00.
To read Cardinal Sean O'Malley's introduction to this exhibit:
The exhibit retraces the events of the most ancient portraits of Christ, called acheiropoietos (i.e., not hand-made) and, in particular, of the Veil of Manoppello, Italy, visited in 2006 by Pope Benedict XVI during his first papal trip. Recent studies have re-opened the question of whether this veil, because of its unique features, might be the one used by Veronica to wipe Jesus' face on His way to Calvary.
The exhibition provides evidence both of the desire to see God's face, which is typical of the Old Testament and runs through the history of the Church, and of the deep bond between this desire and the certainty of the Church Fathers that Christ left his portrait to us as a gift.
Through the exhibition the history of the acheiropoietos portraits of Christ - authoritative models of a face with unmistakable features - is traced through the East and the West.
Particular attention is given to the Roman relic called the 'Veronica', the famous "veil" on which Christ himself left an impression of his face, according to tradition. The devotion to 'our Veronica', as Dante called it, the goal and prize of medieval pilgrimages to St Peter's in Rome, is witnessed to by countless reproductions along the pilgrims' way: "at the time when many people go to see that blessed image which Jesus Christ left us as an imprint of his most beautiful countenance" (Dante La Vita Nuova).
The memory of this face began to fade in the 16th century, and yet there is still deep nostalgia for it in modern times: "Mankind has lost a face, an irretrievable face, and all have longed to be that pilgrim — imagined in the Empyrean, beneath the Rose — who in Rome sees the Veronica and murmurs in faith, “Lord Jesus, my God, true God, is this then what Thy face was like?” (J. Borges, Dreamtigers)
In September 2006, Pope Benedict XVI's visit to the Sanctuary of the Holy Face in Manoppello brought public attention back to Christ's face, "whose mysterious gaze has never ceased to rest on all men and women, and on all peoples."
The Holy Face, which has been preserved in the Abruzzi region for four centuries, is the only existing portrait on a veil, and it is inexplicable how it can have been painted on both sides while its thread appears to be transparent. The image seems to be one with the cloth, yet when the observer's gaze is at right angles to the fabric, i.e. head-on, the image vanishes.
The transcription of the Historic Account of the veil's arrival in the region, written in the mid-1600s by Fr. Donato da Bomba, was completed for the exhibition. The account is confirmed by the first findings of historical research in the State Archives in Naples and Chieti, carried out in collaboration with the Capuchin Friars who are the custodians of the Holy Face. The exhibition, however, does not aim to resolve all the questions that the enigmatic veil poses. Its intent is rather to recreate that familiarity with the face of Christ which has been lost in the West, and encourage awareness of what this sign of His presence might mean. Veronica Route
Many of the images of the exhibition have been found thanks to Veronica Route, an online research project which aims to discover what the Roman Veronica was like, by attempting to order its numerous reproductions historically and geographically.
The idea is to continue the research of the English mathematician Karl Pearson, published in the volume Die Fronica in 1887. Pearson ended his work thus: "In our epoch, in which scholars trace sagas from India to Iceland, I hope my attempt to describe the origin and development of a story which has exercised such a huge influence on the literary and figurative works of our fathers for the last three centuries will not be considered superfluous."
The Veronica images, sent from as far away as the mediaeval town of Turku in Finland, have brought about a secondary, unexpected result: the discovery of how great the desire in Europe has been to see the Face of Christ. Curators:
Emanuele Colombo, Michele Colombo, Paolo Martinelli OFMCap, Paola Francesca Moretti, Giovanna Parravicini, Maria Cristina Terzaghi, Raffaella Zardoni. With help from: Paul Badde, Arianna Petraccia, Heinrich W. Pfeiffer S.J., Davide Rondoni, Marco Rossi, Silvana Tassetto, Paola Vismara. With the patrocinium of: The Franciscan Institute of Spirituality Pontifical University Antonianum; The Order of Friars Minor; Province of Pescara; Syndicate Association “Cult and Culture in the Abruzzo Region. The Way of Thomas the Apostle.”
Meeting Rimini 2013. Nel volto di Manoppello i tratti inconfondibili di Cristo
agosto 13, 2013 Daniele Guarneri
Intervista a Raffaella Zardoni, curatrice della mostra dedicata al misterioso velo ritrovato in Abruzzo, al centro di leggende, miracoli e ora di ipotesi storiche coraggiose. Anche Benedetto XVI volle vederlo
«In quel tempo che molta gente va per vedere quella imagine benedetta, la quale Gesù Cristo lasciò a noi per esempio della sua bellissima figura» (Dante, Vita Nuova)
«Gli uomini hanno perduto un volto, un volto irrecuperabile e tutti vorrebbero essere quel pellegrino che a Roma vede il sudario della Veronica e mormora: “Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero, così era dunque la tua faccia?”» (Borges, L’Artefice)
Leggende, fantasie, o pura realtà? Sono vicende intricate quelle legate agli antichi ritratti di Cristo, autorevoli modelli di un viso dai tratti inconfondibili, riconoscibile lungo tutta la storia, in Occidente come in Oriente. Ma da dove nasce l’interesse diffuso per il Volto Santo lungo la storia della Chiesa? Perché cerchiamo il suo volto? E perché non smettiamo di cercarlo dopo averlo trovato? Quale attrattiva suscitano sul cuore dell’uomo i suoi tratti inconfondibili? «Per rispondere a queste domande ci siamo imbattuti in un’intricata storia che attraversa tutti i secoli e i paesi cristiani. È la storia di un ritratto di Cristo, acheropita, cioè non fatto da mani d’uomo, protagonista di innumerevoli racconti, leggende e miracoli. L’obiettivo del percorso è quello di conoscere le storie di questi ritratti con il desiderio di prendere consapevolezza di cosa abbia significato e cosa possa significare per noi questo dono che Cristo stesso ci ha lasciato», spiega Raffaella Zardoni, principale curatrice della mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo” presente nel padiglione C5 del Meeting di Rimini.
La memoria di un’immagine acheropita è evocata da due racconti significativi: in Oriente, quello del Mandylion, un panno sul quale Gesù avrebbe impresso la sua immagine rispondendo al desiderio di Abgar re di Edessa; in Occidente, quello del velo con cui Veronica avrebbe asciugato il volto di Gesù sulla via del Calvario. Fonti letterarie e storiche ricordano poi un altro ritratto su stoffa, più antico di questi, che riceve il nome dalla città della Cappadocia in cui apparve: Kamoulianai, Camulia. L’immagine, portata a Costantinopoli nel 574, seguirà Giustiniano come labaro nelle campagne d’Africa e Persia e a esso saranno attribuite molte delle vittorie imperiali. Infine, il Volto Santo di Manoppello conservato in un santuario alle pendici della Majella (Abruzzo), un ritratto di Cristo, su velo quasi trasparente, che non sembra riconducibile ad alcuna tecnica di pittura su tessuto (nella foto a destra).
I quattro acheropiti
«Questi sono i quattro acheropiti di Cristo di cui si tratterà nella mostra, tutti su stoffa e tutti che – secondo le fonti – rappresentano il solo volto di Gesù vivo, con gli occhi aperti. Altra caratteristica comune è la misteriosa apparizione, con relativo periodo di grande fama che ne certifica l’esistenza, e la successiva misteriosa scomparsa che rende invece molto complessa e controversa la ricostruzione storica».
Tre di questi veli sono considerati perduti: la Camulia in una data imprecisata prima delle lotte iconoclaste. Il Mandylion durante il sacco di Costantinopoli del 1204, avvenuto per mano degli stessi cristiani che avrebbero dovuto dirigersi in Terra Santa per la quarta crociata. Della Veronica romana si hanno le prime tracce nel 1206, quando papa Innocenzo III istituì una processione con un ritratto del Salvatore che il popolo chiamava Veronica. Ad essa è attribuita anche la prima indulgenza legata a una immagine; forse anche per questo è diventata la più importante reliquia della cristianità per quattro secoli, la cui visione era termine e coronamento dei pellegrinaggi a Roma. La fama di questo Volto inizia a sbiadire dopo il sacco di Roma del 1527 (anche se un’immagine illeggibile è ancora conservata in San Pietro). «Della Veronica romana si hanno moltissime tracce, Petrarca e Dante ne parlano nei loro capolavori: “Qual è colui che forse di Croazia viene a veder la Veronica nostra, che per l’antica fame non sen sazia, ma dice nel pensier, fin che si mostra: ‘Signor mio Iesù Cristo, Dio verace, or fu sì fatta la sembianza vostra?’” (Dante, Divina Commedia). E se in molti credevano nell’originalità di quel Volto Sacro, non mancavano quelli che invece lo contestavano, come un cavaliere danese che confessò a santa Brigida che quello non era il vero sudario della Veronica e che era follia venerare quel velo. “A queste parole santa Brigida si pose in orazione, nella quale le apparve il suo Celeste Sposo, e le disse: ‘Che ti ha detto quel superbo vantatore? Che questo non è veramente il mio Sudario? Or ti assicuro, che siccome avvicinandosi la mia dolorosa passione versai dal mio corpo sudore di sangue, così è vero che in quel velo si contengono i sudori della mia fronte impressi per la futura consolazione degli uomini’” (Santa Brigida, Rivelazioni).
L’ipotesi rivoluzionariaDopo secoli di silenzio e misteri legati alla reliquia romana, nel 1999 il padre gesuita Heinrich Pfeiffer azzarda un’ipotesi rivoluzionaria, ripresa da tutti gli organi di informazione italiani e internazionali: «È in Abruzzo, nella chiesa monastero dei frati cappuccini di Manoppello, dimenticata da quattrocento anni, la Veronica, il velo con impresso il volto di Gesù», racconta un servizio del Tg1. È questo il solo velo che possediamo, giunto nella cittadina abruzzese agli inizi del 1500 e visitato da Benedetto XVI all’inizio del suo Pontificato (1 settembre 2006).
«L’idea della mostra è nata proprio quando ho scoperto questo Volto, nel 2010. Io sono una disegnatrice, in quel periodo stavo illustrando un Vangelo per ragazzi e avevo il problema di come raffigurare il Signore. Quando mi sono imbattuta nel Volto di Manoppello sono rimasta stupefatta. Nessuna fotografia rende la consolante bellezza di quel viso che rispetta ogni caratteristica dei volti di Cristo, ma resta imparagonabile a qualsiasi ritratto. Porta i segni della Passione: il naso disassato, le labbra gonfie e insanguinate, il segno del colpo sulla guancia. Incontrando il suo sguardo si sperimenta cosa significa che Dio si fa specchio dell’uomo, assumendo su di sé tutti i suoi peccati; mentre l’uomo, nell’incontro, riguadagna la vita. È stata una sorpresa scoprire l’importanza che ha avuto il Volto di Cristo nella Chiesa, e che ciò che muoveva i pellegrini verso Roma era proprio il desiderio di vederlo, di contemplarlo. E una volta tornati a casa ne facevano una copia per farlo conoscere e poi venerare a tutta la popolazione, di generazione in generazione. Nella mostra abbiamo desiderato far conoscere questa storia e il movimento di tutta l’Europa verso il Volto di Cristo. Ne abbiamo trovato traccia perfino in Finlandia. Ci siamo concentrati non tanto sul particolare momento in cui Dio ci ha donato la reliquia, quanto sul perché ci è stato fatto questo dono. Le risposte sono tante e Gesù le ha seminate nel corso del tempo. Ma una più di tutte ha riacceso la mia speranza, quella data a santa Brigida: “Ho lasciato questo velo per la futura consolazione degli uomini”. È una storia affascinante, complicata; sembra quasi un giallo, i romanzi di Dan Brown in confronto non sono niente. La Camulia persa prima delle lotte iconoclaste, il Mandylion trafugato da Costantinopoli durante lo scisma, la Veronica dispersa durante il sacco di Roma e di cui per secoli non si è più saputo nulla. Fino ai giorni nostri, fino al Volto ritrovato di Manoppello, proprio in un momento dove sembra che l’Europa abbia perso l’amore per Cristo. Ma se Gesù è riuscito a farsi amare già una volta, e le tracce del Volto Santo in tutto il mondo lo dimostrano, perché non dovrebbe riuscirci ancora? Questo ritrovamento non può che essere per noi un segno di speranza».
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LA MOSTRA E LA VISITA A MANOPPELLO
La mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo” è stata realizzata da Raffaella Zardoni, Paul Badde, Emanuele Colombo, Michele Colombo, Paolo Martinelli, Paola Moretti, Cristina Terzaghi, e nella settimana del Meeting (18-24 agosto) si troverà nel padiglione C5 della Fiera di Rimini. Giovedì 22 agosto è prevista una visita in giornata a Manoppello.
Milioni di spettatori in tv per il film sul Volto Santo
Alla vigilia di Pasqua, milioni di persone in America Latina hanno potuto vedere su History Channel Latin America, il Volto Santo nel film-documentario «En busca del rostro de Jesus»
Per leggere l'articolo pubblicato da "Il Centro" Edizione di Pescara, cliccare sul link qui sotto