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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta papa Francesco. Mostra tutti i post
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mercoledì 9 dicembre 2015

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS


                                              Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo


Di Antonio Teseo

Secondo me, questo del 2015 è il Giubileo dedicato alla tenerezza del Volto impresso sul Sudarium Christi di Manoppello (PE): Effigie del Crocefisso risorto dai morti e trasfigurato dalla Luce del Padre per vivere in eterno per noi. Le parole indicative espresse dal Santo Padre prima dell'apertura della Porta Santa in San Pietro non lascerebbero dubbi:

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."

https://youtu.be/FnC8QhWV6kM

venerdì 30 ottobre 2015

Padre Georg a Manoppello per contemplare il Volto della Misericordia

Leggi gli articoli in italiano sulla visita a sorpresa al Volto Santo di Manoppello del Prefetto della Casa Pontificia cliccando sui Link riportati qui sotto:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/10/29/news/padre-georg-in-abruzzo-prepara-l-arrivo-di-francesco-1.12351895

http://www.rete8.it/cultura-e-spettacolo/123-volto-santo-dopo-padre-georg-arriva-il-papa/





http://holyfaceofmanoppello.blogspot.it/

Friday, October 30, 2015


Archbishop Georg Gänswein Makes Private Visit to the Shrine of the Holy Face of Manoppello




by Antonio Bini

Archbishop Georg Gänswein, Prefect of the Papal Household of Pope Francis and personal secretary to Pope Benedict XVI, made a private visit last Tuesday October 27 to the shrine of the Holy Face, accompanied by two religious. "It was an unannounced visit - which took us by surprise" - relates Fr. Carmine Cucinelli, Rector of the Shrine - "The Archbishop's visit made us especially happy because it was actually a return visit."


Fr. Carmine, Msgr. Georg and Sr. Petra-Maria


In fact, Msgr. Georg, as he is commonly known in Italy due to the complexities of his surname, came to Manoppello, accompanying Benedict XVI on the occasion of the historic papal pilgrimage of September 1, 2006. Msgr. Georg's visit fuels the hypothesis of a possible future visit to the Shrine by Pope Francis during the upcoming special Jubilee Year of Mercy. Advance notice of an invitation of this kind had been shared with the Capuchin friars of Manoppello by the Capuchin Minister General, Fr. Mauro Johry, during his visit to Manoppello in June of this year, accompanied by the Capuchin Provincial of Abruzzo, Fr. Carmine Ranieri. (Cf. http://holyfaceofmanoppello.blogspot.com/2015_07_01_archive.html)

Here it seems appropriate to remember that Pope Francis' Bull of Indiction announcing the special Jubilee  "Misericordiae Vultus" begins by calling to mind the face of Christ: "Jesus Christ is the face of the Father's Mercy. These words might well sum up the mystery of the Christian faith."  https://w2.vatican.va/content/francesco/en/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html



Fr. Paolo, Fr. Carmine and Msgr. Georg


Msgr. Georg after pausing in prayer before the Holy Face visited the exhibit hall of the Shrine guided by  Fr. Paolo Palombarini and Sr. Petra-Maria Steiner who described for him the recently reorganized exhibit which 
illustrates the relationship of the Holy Face in continuity with the images of Veronica and the Shroud of Turin. An actual size reproduction of the Shroud has recently been included in the exhibition. Before leaving Manoppello Msgr. Georg signed the guest book of the Shrine.


giovedì 27 agosto 2015

Papa Francesco ha ricevuto a San Pietro una copia del Volto Santo di Manoppello

Nel corso dell'Udienza del Mercoledì, ieri, 26-08-2015, il Santo Padre ha ricevuto una bellissima copia del S.S. Sudario del Volto di Gesù che gli e stata regalata dalla famiglia Rulli di Manoppello.

Nella foto in basso, il sig. Mario Rulli che dona la copia della reliquia del Volto Santo di Manoppello a papa Francesco.

Articolo attinto dal blog in inglese di Raymond Frost: 

http://holyfaceofmanoppello.blogspot.it/

Wednesday, August 26, 2015


Pope Francis Receives Beautiful Copy of the Holy Face of Manoppello Presented to Him Today in St. Peter's Square


 

General Audience-

08-26-2015

© L'Osservatore Romano

240976_26082015
Servizio Fotografico
Paul Badde informs us that today "a copy of the Holy Face was brought to the Holy Father by the Rulli Family who are running the restaurant "Lu Gattone" 

lunedì 10 agosto 2015

Preghiera di papa Francesco per il Giubileo

Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo
 
 
MISERICORDIAE VULTUS
 
ELABORAZIONI REALIZZATE DA ANTONIO TESEO

Il Volto di Cristo riconoscibile dai segni della Passione e della Trasfigurazione
 
 SUDARIO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO
 
 
 

Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!
 

Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore:
fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
 
 

Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio
proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà
e ai ciechi restituire la vista.
 

Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia
a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen



Conferenza stampa di presentazione del Giubileo della Misericordia
 

lunedì 23 febbraio 2015

Padre Domenico da Cese - Santuario del Volto Santo di Manoppello (PE)

https://www.youtube.com/watch?v=rP6zesNGBJY
 
 
Pubblicato il 23 feb 2015
Seguendo i sentieri della Fede, Donato Fioriti e Rino Giardiello vanno alla scoperta di testimonianze inedite su Padre Domenico da Cese scomparso il 20 settembre 1978 a Torino. Nella splendida cornice del Santuario del Volto Santo di Manoppello in provincia di Pescara, le interviste a Carmine Cucinelli, Rettore del santuario, e Renato Polidoro, all'epoca chef ed albergatore della contigua struttura di ricezione alberghiera per i pellegrini. Il processo di beatificazione di Padre Domenico è in corso.


Quando ero piccino, una domenica mattina dopo la Santa Messa, imbraccio a mio padre ebbi il desiderio di andare in sacrestia perché volevo tirare la barba a Padre Domenico. Scherzando, mio papà riferì la cosa curiosa al frate, e lui, tutto felice, si chinò e si prestò a farsi prendere la foltissima barba bianca non piano, ma forte. Poco dopo si avvicinò ad un tavolino, prese un pugno di caramelle e me le infilò nelle tasche dei pantaloni. Da quel giorno in poi, fino a quando diventai più grandicello, ogni domenica, terminata la Celebrazione Eucaristica, Padre Domenico mi chiamava sempre lui con il suo dolcissimo sorriso insieme al mio papà o la mamma, per farsi prima tirare la barba e poi riempirmi le mani di caramelle e cioccolatini di cui ero molto goloso. Antonio Teseo.

sabato 30 agosto 2014

Il Sudario di Manoppello sarebbe del I secolo d.C.

di Antonio Teseo

Plinio e Pausania, scrittori del II secolo, fanno menzione del bisso come produzione fiore all'occhiello della Palestina. Il primo autore, nel lib. 19 cap. 1, lo chiama delizia delle matrone, perché le donne facoltose di allora lo compravano a peso d'oro: gli indumenti ricavati per loro erano talmente trasparenti che c'era bisogno di una sottoveste. L'autore spiega al lettore che il lino vegetale non lo si deve confondere né con la seta prodotta da un insetto, né col bisso della pinna marina prodotta da un testaceo. Sempre questo scrittore, racconta che il tessuto è di un colore giallo oro.
Anche Pausania afferma nel libro "Cose Eliache" che il bisso ebreo è di un colore giallo brillante da sembrare addirittura cotone. I due scrittori sono concordi nel ritenere che in origine le prime coltivazioni di questo particolare lino erano localizzate in una zona nei pressi di Elea, nell'Acaja (Grecia). 

Il sudario color oro del Volto Santo di Manoppello visto alla luce del sole

La tessitura del lino, come ho già accennato nel post precedente, era riservata alle sole donne ebree le quali erano anche delle professioniste della manifattura del feltro.
Essendo il telo del Volto Santo un sudario finissimo, lo si deve allora per forza di cose associare a quello che i giudei usavano per le sepolture regali sia nel I secolo sia successivamente nel II secolo quando prese il nome di "bisso alessandrino".
La trasparenza del Sudario del Volto Santo di Manoppello

   

mercoledì 6 agosto 2014

Il telo del Volto Santo di Manoppello è di bisso di lino



di Antonio Teseo


Come gran parte degli studiosi del Volto Santo anch'io avevo sostenuto con le mie prime pubblicazioni che la reliquia di Manoppello fosse di bisso marino. Oggi però questa tesi non mi sento più di avanzarla perché dopo circa cinque anni di intense ricerche mi sono invece convinto che il S. S. Sudario di Cristo è di lino finissimo.
Chi ha letto tutti i contenuti di questo blog ha potuto constatare con i propri occhi, punto per punto, tutte le mie dimostrazioni riguardo alle scoperte fatte non solo sul Volto Santo ma anche sul lenzuolo tombale della S. Sindone. Con uno di questi studi ho messo in luce che sul lino di Torino è raffigurato il sudario di bisso originariamente insanguinato della cittadina abruzzese - riconoscibile da più di una piega e da più punti d'incrocio - che un tempo, nella tomba, si sarebbe trovato a coprire il Volto di Gesù (vedi le dimostrazioni in immagini riportate qui sotto).

Il sudario di Manoppello che durante il lampo della risurrezione sarebbe apparso prima insanguinato e poi trasformato in tracce ematiche ossidate, appena percepibili o non più, a causa della sovrapposizione al plasma della luce del Padre - Trasfigurazione - arrivata dal lato in cui sono rivolti i santi occhi di Cristo (cliccare con il mouse sopra le immagini per vederle ingrandite). 


Ecco allora le motivazioni per cui il sudario di Manoppello sarebbe di finissimo lino di bisso e non di bisso marino.

Dopo la morte in croce di Gesù, Giuseppe d'Arimatea, che era membro autorevole del Sinedrio ma anche discepolo del Signore, chiese di nascosto ordine a Pilato di poter prelevare il corpo del suo maestro dal campo detto Cranio il quale si trovava fuori le mura di Gerusalemme. Il prefetto glielo acconsentì. Giuseppe, allora, ritornato in città, acquistò dei teli preziosi per riservare al Salvatore una sepoltura non comune ma regale. 
Tra questi teli che dovevano avvolgere il corpo di Gesù, vi erano un lenzuolo finemente lavorato (che sarebbe la S. Sindone di Torino) e un preziosissimo sudario di finissimo bisso della misurava di 2 cubiti reali x 2 (che sarebbe il Volto Santo di Manoppello). 
Per le sepolture di questo genere i giudei usavano avvolgere le salme dei re o dei sacerdoti ebrei con teli di lino. Il candido lino era ritenuto sinonimo di purezza e di giustizia. Durante la lavorazione di filatura con il fuso da parte delle donne ebree, ogni filo che doveva essere in seguito tessuto veniva trattato con il cedro proveniente dal Libano perché solo così acquistava una ottima elasticità per la trama, ma anche perché per il simbolismo ebraico il profumo gradevole di questo particolare frutto riusciva ad arrivare fino in cielo a deliziare Dio. 
A differenza allora di un sudario di "puro" lino, un sudario di bisso marino sarebbe stato invece considerato "impuro" dai giudei, ed in particolare da Giuseppe d'Arimatea, anche lui giudeo, perché i filamenti di questo tessuto venivano ricavati dalla secrezione di una ghiandola di mollusco (Pinna Nobilis) il quale viveva nella profondità del mare anche in mezzo alla sporcizia. Questi filamenti, che in un primo tempo fuoriuscivano dalla cozza in maniera semifluida e in un secondo tempo si solidificavano a contatto con l'aqua, servivano all'animale per fissarsi ad un sostegno ma anche per difendersi dai predatori.  
   
Fibre di lino oservate con il miscroscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata)


Fibre di bisso marino osservate con il microscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata)


Da alcuni fili che col tempo si sono spezzati nel velo di Manoppello, perché sollecitati da moltissime ripiegature, si può osservare dalle freccette come le fibrille si siano sfilacciate nella loro morbidezza così come succede per un filo comune di lino. In un filo di bisso marino le fibrille invece si vedrebbero più allargate, un po' contorte perché più solide e più disordinate. 




Il telo del volto Santo di Manoppello visto con il microscopio elettronico (foto scattata dal prof. Giulio Fanti che mi è stata da lui gentilmente regalata): sul telo sono visibili granuli e filamenti di polvere e sulle fibrille dei fili si osserva uno strato dell'ordine di 5 millesimi di millimetro (come per la S. Sindone) di plasma ematico ossidato. Per osservare nello specifico la patina in micrometri del plasma sulle fibrille, rivedi qui in alto le indicazioni con le freccette riportate sull'immagine centrale dei fili spezzati.    



Parte selezionata e ingrandita del sudario di bisso del Volto Santo di Manoppello visto in trasparenza. In un centimetro quadrato del velo si contano 26 fili di ordito e altrettanti di trama collocati a distanza regolare. Come vediamo nella figura 1, i colori non riempiono i vuoti del tessuto e si possono rilevare solo contro uno schermo opaco dietro l'immagine. Nella condizione ultima descritta, dunque, distinguiamo la palpebra di un occhio del  Sacro Volto di Cristo (vedi la coppia delle immagini della fig 2 sulla quale ho evidenziato con due linee gialle la definizione selezionata di cui sopra). Cliccare con il mouse sulle icone per vederle ingrandite così da poter osservare bene anche dei nodini che si formano in maniera naturale su un tessuto di lino.   


http://www.treccani.it/enciclopedia/bisso_%28Enciclopedia-Italiana%29/


    BISSO

    Enciclopedia Italiana (1930)
di L. M. C., G. Cal., G. Mon.
BISSO (dal gr. βυσσός, e questo dal fenicio būṣ; fr. bysse, sp. biso; ted. Byssus; ingl. byssus). - Fu così chiamata dai Greci una tela sottilissima e preziosa fatta col lino, proveniente dall'India e dall'Egitto e diffusa nel mondo mediterraneo dai Feniei. In Egitto le manifatture appartenevano ai templi che sotto i Tolomei avevano il monopolio delle tele per le mummie (G. Lombroso, Recherches sur l'econ. polit. de l'Égypte sous les Lagides, Torino 1870, p. 108 segg.). Per il suo pregio era adoperata da principi e sacerdoti, anche della religione ebraica. Da alcuni si ritiene che si ricavasse dal linum asbestinum, altri poi dicono non essere altro che il moderno cotone. Dall'uso ebraico volle la Chiesa che gli abiti dei sacerdoti fossero di lino.
Nell'ambiente romano, il byssus si trova per la prima volta ricordato in Plinio. A Roma, oltre che dall'Egitto, il bisso era fornito dalla città di Scythopolis presso Damasco, dalla Siria, e da Tarso in Cilicia, come sappiamo dall'editto di Diocleziano in cui ci sono date le qualità migliori. L'Italia ne produceva poco.
L'uso di tela fine sia per indumenti, sia per fazzoletti, tovaglioli, asciugamani, si diffuse negli ultimi tempi della repubblica: la donna fu la prima ad abbandonare la veste di lana per quella di tela; e il più antico costume di lino fu il supparum. Alessandro Severo fu un grande amatore delle tele di lino e gl'imperatori in genere facevano tessere il lino per proprio conto.
Zoologia. - Nel piede di molti Molluschi Lamellibranchi si trova una ghiandola, che secerne una sostanza semifluida, la quale, a contatto con l'acqua, si solidifica, formando una sorta di peduncolo, o, più spesso, un fascio di filamenti, che servono a fissare l'animale a un sostegno. Per lo più questo fascio di filamentì a cui, per analogia col nome del tessuto sopra ricordato, fu dato il nome di bisso, è di natura cornea, alquanto elastico, e in alcuni casi (Anomia) è impregnato di sali calcarei. La ghiandola del bisso non sbocca direttamente all'esterno, ma immette in una cavità del piede, che comunica con l'esterno per mezzo di una piccola apertura. Non tutti i Lamellibranchi sono provvisti del bisso; lo posseggono ad es. i generi Pecten, Tridacna, Avicula, Mytilus, Meleagrina, Pinna; nei generi Cyclas, Unio, Anodonta ed altri esiste in un periodo della vita, ma scompare allo stato adulto.
Il bisso della Pinna è così abbondante e fine, che può essere tessuto in una stoffa morbidissima, sericea, d'un colore bruno dorato, con riflessi verdastri. Un tempo gli abitanti delle coste siciliane, calabresi, tarentine e di Malta, ne facevano guanti, cravatte e altri oggetti di abbigliamento. Tale industria fioriva ancora nel sec. XVIII, ma la materia prima era troppo scarsa perché essa potesse acquistare notevole importanza (v. lamellibranchi).

Per leggere come le donne ebree al tempo di Gesù tessevano il lino, collegati con il link riportato qui sotto:

 http://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1200004591#h=0:0-7:0
 



lunedì 16 settembre 2013

Il Volto Santo di Manoppello aspetta di essere visitato


Lettera aperta a papa Francesco

di Antonio Teseo

Il vero significato della preghiera cattolica

 

Carissimo Santo Padre,

Tra i pellegrinaggi compiuti dal Suo predecessore, ce n’è stato uno in forma privata  per niente compreso dal mondo (qui mi riferisco alla parola mondo inteso nei Vangeli) che ha segnato la storia: dopo secoli e secoli, un pontefice si è trovato nuovamente a pregare davanti alla Vera Icona impressa sul Sudarium Christi.

Come Lei ben sa, gli evangelisti non ci hanno narrato niente della sembianza fisica di Gesù perché dovettero attenersi alla legge ebraica che vietava l’idolatria; tuttavia il Signore ce lo hanno descritto pienamente nella Sua Vera Sostanza, quando rivelarono di Lui che era la LUCE DEL MONDO; Gv. 1, 18 “ l’aspetto e la figura del Volto di Cristo, durante l'epilogo del disegno salvifico già dettato dal Padre ai profeti, assunsero la LUCE ETERNA, che toglie i peccati del mondo, attraverso la Gloria della Passione e della Risurrezione (Is. 52, 13-15)”.


La LUCE della risurrezione dovuta alla Passione di Cristo rivelataci dal Vangelo
 
 
La LUCE della risurrezione dovuta alla trasfigurazione di Cristo rivelataci dal Vangelo
 
 

Quindi che cos’è la LUCE ETERNA?

E’ la testimonianza della rivelazione viva, nell’aspetto e nella figura di Cristo Redentore, che si trova impressa sul sudario di Manoppello. L’immagine di questo sudario la ritroviamo impressa anche  sulla S. Sindone di Torino all’altezza del capo.

Se Lei, o chiunque altro pontefice futuro della Chiesa Cattolica non si reca a Manoppello a contemplare il Volto Santo (contrariamente a come invece ha fatto papa Benedetto XVI), non può mai comprendere la vera essenza della preghiera, perché il VOLTO SANTO è PREGHIERA, è LUCE per i nostri occhi!
Chi ci ha insegnato la "PREGHIERA", è Colui che ha amato, ed ama, ogni suo fratello, per averlo salvato, o per salvarlo dal peccato. Essendo dunque personificata nella persona di Cristo, la preghiera è da ritenersi un atto incompiuto se la si crede solo come un’orazione. Alla meditazione e alla contemplazione è necessario mettere in pratica, e quindi al primo posto, il fare fisicamente del bene al prossimo (Lc. 19, 1-10) “il quale aspetto, e la quale figura, ecco allora che li ritroviamo olograficamente impressionati sul sudario di Cristo.


IL RITORNO DI CRISTO GESU' E’ PERCIO’ CONFIGURABILE “ALLA CONVERSIONE DI TUTTI I POPOLI DELLA TERRA DA PARTE DELLA CHIESA CRISTIANA”; QUANDO CIOE' TUTTI  SI POTRANNO NUTRIRE DEL SUO SANGUE E DEL SUO CORPO (LC. 24, 13-35).

Vediamo allora che cosa realmente ci dicono i versetti di Matteo, 7, 7-11: "Chi vive nella luce, non riceve altro che lo Spirito Santo da donare all'altro".
 

giovedì 4 aprile 2013

Lo stupore dell'incontro con Cristo genera la vera pace

Papa Francesco: lo stupore dell'incontro con Cristo genera la vera pace



Lo stupore dell’incontro con Cristo è stato al centro della breve omelia di Papa Francesco durante la Messa presieduta stamani presso la Casa Santa Marta. Hanno partecipato alla celebrazione i dipendenti della Tipografia vaticana. Al termine della Messa, il Papa, com'è sua abitudine, si è raccolto in preghiera tra gli ultimi banchi della cappellina della Domus. Ce ne parla Sergio Centofanti: RealAudioMP3

Le letture del Giovedì nell’Ottava di Pasqua ci parlano dello stupore: lo stupore della folla per la guarigione dello storpio operata da San Pietro in nome di Cristo e lo stupore dei discepoli di fronte all’apparizione di Gesù risorto.

“Lo stupore – afferma il Papa - è una grazia grande, è la grazia che Dio ci dà nell’incontro con Gesù Cristo. E’ qualcosa che fa sì che noi siamo un po’ fuori di noi per la gioia … non è un mero entusiasmo”, come quello dei tifosi “quando vince la loro squadra”, ma “è una cosa più profonda”. E’ fare l’esperienza interiore di incontrare Gesù vivo e pensare che non sia possibile: “Ma il Signore ci fa capire che è la realtà. E’ bellissimo!”.

“Forse – ha proseguito il Pontefice - è più comune l’esperienza contraria, quella che la debolezza umana e anche le malattie mentali, o il diavolo, fanno credere che i fantasmi, le fantasie, siano la realtà: quello non è di Dio. Di Dio è questa gioia tanto grande che non la si può credere. E noi pensiamo: ‘No, questo non è reale!’. Questo è del Signore. Questo stupore è l’inizio dello stato abituale del cristiano”.

Certo – ha osservato il Papa – “non possiamo vivere sempre nello stupore. No, davvero, non si può. Ma è l’inizio. Poi, questo stupore lascia l’impronta nell’anima e la consolazione spirituale”. E’ la consolazione di chi ha incontrato Gesù Cristo.

Dopo lo stupore, dunque, c’è la consolazione spirituale e alla fine, “ultimo scalino”, c’è la pace. “Sempre, un cristiano – ha sottolineato Papa Francesco - anche nelle prove più dolorose, non perde la pace e la presenza di Gesù” e “con un po’ di coraggio” può pregare: “Signore, dammi questa grazia che è l’impronta dell’incontro con te: la consolazione spirituale” e la pace. Una pace che non si può perdere perché “non è nostra”, è del Signore: la vera pace “non si vende né si compra. E’ un dono di Dio”, perciò – conclude il Papa - “chiediamo la grazia della consolazione spirituale e della pace spirituale, che incomincia con questo stupore di gioia nell’incontro con Gesù Cristo. Così sia”.



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