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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta risurrezione. Mostra tutti i post
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lunedì 6 aprile 2015

Nel sudario di Manoppello la testimonianza della risurrezione di Cristo



In questi circa sei minuti di filmato, possiamo meditare sulle varie fasi di trasformazione del Volto del Risorto, che, in un lampo, la Luce divina avrebbe proiettato e fatto comparire sul sudario di Manoppello. Sudario, che nella tomba avrebbe dunque coperto il volto di Gesù.
Nel giorno della Santa Pasqua del Signore, come primo evento sarebbe apparso sulla reliquia l'aspetto cruento della Passione (risorto dai morti). Dal velo trasparente, il sangue sarebbe andato a proiettarsi e ad impressionarsi sul lenzuolo tombale della S. Sindone di Torino per mezzo di un'emissione corpuscolare.

PARTE ESTERNA DEL SUDARIO CHE AVREBBE COPERTO IL VOLTO DI CRISTO NELLA TOMBA.
DURANTE LA SANTA PASQUA DEL SIGNORE IL VELO DI MANOPPELLO  SI SAREBBE MACCHIATO DEL SANGUE DI GESU' CRISTO, ORIGINE E PADRONE DELLA VITA. QUESTO ASPETTO LO CONTEMPLIAMO NELLA REALTA' IMPRESSO INDELEBILMENTE, MA IN MANIERA SPECULARE, SULLA S. SINDONE, PERCHE' SAREBBE STATO PROIETTATO COME DETTO DALLA LUCE DEL VOLTO DEL RISORTO. LA STESSA LUCE AVREBBE ANCHE CAUSATO AL PLASMA, CHE FORMA L'IMMAGINE SINDONICA, UN'OSSIDAZIONE E UNA DISIDRATAZIONE.
CON QUESTA RAFFIGURAZIONE, RIPETO, LA LUCE DEL VOLTO DI CRISTO CI FA QUINDI CONTEMPLARE LA RISURREZIONE DAI MORTI DI GESU'

 
  
LE PIEGHE DEL SUDARIO DI BISSO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 
PIEGHE E BANDE DI TRAMA DEL VELO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 

Come secondo evento, sarebbe accaduto che la Luce emessa sempre dal Volto di Cristo avrebbe proiettato e impresso sul bisso una sembianza diversa da quella precedente. In questa immagine olografica, che possiamo osservare nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato da dietro, sono particolarmente evidenti gli ematomi, le contusioni e la Luce che avrebbe filtrato la stoffa.

COPERTO IL VOLTO DI GESU' DURANTE LA SUA PREPARAZIONE PER LA SEPOLTURA DAL LATO CHE VEDIAMO IN QUESTO VELO, NEL GIORNO DELLA GLORIA LA SUA LUCE AVREBBE IMPRESSO QUESTO NUOVO ASPETTO CHE SI VEDE DIAPOSITIVAMENTE DALL'ALTRO LATO (OVVIAMENTE PER GUARDARLA IN MANIERA SPECULARE DALL'ALTRA PARTE DEL TELO OCCORRE CHE L'ILLUMINAZIONE RIGUARDI SOLO QUESTA FACCIA DI TESSUTO). LA SEMBIANZA SFIGURATA RISULTA PARTICOLARMENTE ILLUMINATA E LE COLATURE DI SANGUE CHE MEDITAVAMO NELL'IMMAGINE PRECEDENTE ORA RISULTANO EVANESCENTI O ADDIRITTURA NON PIU' VISIBILI.   
 
TRACCE DI SANGUE SULLA FONTE DI GESU' RESE EVANESCENTI DALLA COMPARSA SUL SUDARIO DELLA FIGURA QUI SOPRA. CLICCARE SULLA COPPIA DELLE IMMAGINI DELLA FRONTE INGRANDITA (ULTIME DUE DI QUESTE TRE COPPIE).
 
 
 
Come terzo evento sarebbe apparso sul sudario, ribaltato dal terremoto che scosse il sepolcro (il drappo di lino che in precedenza si trovava sotto la sindone ora si trova sopra come ci rivela il Codice Pray di Budapest) l'altra immagine olografica visibile nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato frontalmente con lo sfondo retrostante oscurato: il Volto di Gesù risorto irradiato dalla Luce del Padre (Trasfigurazione).

NELLA FIGURA A DESTRA, POSSIAMO OSSERVARE UN'INTENSITA' DA ME ACCENTUATA DELLA LUCE CELESTE DEL PADRE CHE RISULTA AVER ILLUMINATO IL SANTO VOLTO DI CRISTO. L'ELABORAZIONE E' STATA RICAVATA DAL FILTRAGGIO GRAFICO "EQUALIZZAZIONE" CHE PERMETTE DI ESALTARE I PIXEL CHIARI DIREZIONALI DI UNA SORGENTE LUMINOSA IN OGNI FOTOGRAFIA.   
 
«Dio nessuno l’ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato» (Gv 1, 18).

venerdì 25 aprile 2014

Presenze da record al Volto Santo di Manoppello per le visite di Pasqua

Leggi l'articolo pubblicato in data 22/04/2014 da "Il Centro - Edizione di Pescara" copiando e incollando nel tuo motore di ricerca l'indirizzo riportato qui sotto:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/04/22/news/in-ottomila-al-volto-santo-per-le-visite-di-pasqua-1.9093484

sabato 28 dicembre 2013

Scoperto il mistero del Volto della Sindone

Ricerche realizzate da Antonio Teseo

Finalmente ci siamo!

Con questa mia ultima scoperta dimostro come la figura del Volto della S. Sindone sia relativa ad una foto indefinita - perché particolarmente sovraesposta ad una luce - composta da liquido ematico ossidato e disidratato e non da colorante.
Il suo negativo fotografico
ci rivela che l'aspetto è delimitato verticalmente dalle immagini di due pieghe passanti per  i caratteri zigomatici imbrattati di sangue; queste pieghe, perché corrispondenti in sovrapposizione - anche nei punti d'incrocio - a quelle che ritroviamo nel telo della reliquia del Volto Santo di Manoppello, appartengono dunque al sudario sepolcrale (Gv. 20, 6-7) e non al lenzuolo.
Le freccette indicano le pieghe con i punti d'incrocio del sudario di Manoppello

Quindi il volto della S. Sindone non è altro che la figura indefinita del Volto Santo di Manoppello, perché questo sudario,  posto sul capo di Gesù dopo la sua morte, nel giorno della Santa Pasqua  fu irradiato e filtrato dalla luce del Volto di Cristo risorto: il Santo Volto, che era apparso miracolosamente sul bisso macchiato con il sangue della Passione, fu proiettato in trasparenza dalla Luce Celeste sulla parte interna del lino sindonico e  impresso per mezzo di scariche elettriche nell'ultravioletto (vedi qui sopra la fig.2: dalla sovrapposizione "Sindone-Volto Santo" ricavata al computer mediante appannamento e aumento di contrasto, viene alla luce il colore naturale del sangue che aveva sfigurato la faccia di Gesù).

Ecco ora come si ottiene il negativo del Volto Sindonico con la figura definita del  Volto Santo di Manoppello

Attribuendo ad ogni immagine che vediamo qui sopra una lettera da sinistra a destra, osserviamo che la sovrapposizione della fig. E, è stata da me realizzata con un rafforzamento di contrasto: essa, se trasformata in negativo, presenta in maniera accentuata le tracce delle orbite oculari rispetto alla figura invertita del volto della S. Sindone. Tuttavia, se alla sovrapposizione, anziché procedere con un rafforzamento di contrasto si effettua invece un aumento importante di luminosità (vedi la fig. B, che è l'immagine riflessa della fig. A) ecco che questa diventa identica a quella della S. Sindone invertita in negativo fotografico (vedi prima la fig. B, poi la C, che è il suo negativo fotografico, ed infine confronta quest'ultima immagine con la F, trovata in Internet in bianco e nero ).
Questo lavoro scientifico, dunque, dimostra che sul lino di Torino si è miracolosamente stampata la foto della sembianza del Volto del Redentore particolarmente sovraesposta a dei riflessi diretti di luce che avevano illuminato e filtrato il sudario di Manoppello (vedi la figura qui sotto da me ricostruita in grafica: le macchie ematiche, che nella tomba risultavano aver imbrattato il sudario, poiché impresse mediante la Luce del Volto di Cristo risorto per proiezione, si mostravano conformi in sovrapposizione con i lineamenti della sembianza del Signore che si vedeva in trasparenza dal finissimo bisso) qui, il sangue, lo possiamo osservare in una tono chiaro, perché l'ho trasformato da positivo a negativo fotografico in maniera da dare più rilevanza al Volto Santo; con il colore acquamarina, invece, osserviamo quelle aree del sudario che erano state filtrate dai riflessi della Luce della risurrezione provenienti sempre da dietro il telo.  

Attraverso questa ricostruzione grafica, allora, dobbiamo immaginare che questo aspetto del Signore si fosse impressa, sempre per proiezione, ma in modo indefinito e speculare, proprio sulla S. Sindone di Torino (è come se l'immagine, formata dal Sangue della Passione, che però ha subito dei processi chimici di disidratazione e ossidazione trasformandosi in un colore giallo paglierino, risultasse sgranata: vedi qui a fianco la fig.1).


Tuttavia, per ricavare dalla figura sindonica un' immagine più compatta, così da poter distinguere bene il  chiarore dei riflessi della luminosità dal sangue, con un programma di grafica dobbiamo prima appannarla con un filtraggio e poi con un altro aumentare il contrasto (vedi fig.1, che è rapportata alla medesima immagine impressa sul bisso del Volto Santo di Manoppello).

  

Sul sacro lino la sembianza indefinita del Salvatore si formò per mezzo del Sangue della Passione che, per fissarsi in modo indelebile sulle fibrille, subì una lieve bruciacchiatura per mezzo di scariche elettromagnetiche nell'ultravioletto. Gli atomi di carbonio di questa bruciacchiatura fissatisi e che quindi con l'avvenuta irradiazione hanno contaminato l'intero lino della S. Sindone, falsano l'esame della datazione con il C 14.  Le scariche avevano trasformato chimicamente sia il sangue, perché ossidato e deidratato, che la cellulosa, poiché decomposta in polisaccaridi.

Nell'immagine che osserviamo sopra, riguardante la trasparenza del sudario di Manoppello, il liquido ematico lo troviamo invertito in negativo a coprire i lineamenti (cioè in chiaro), per dare più risalto al  Santo Volto del Risorto.
    
Per gli apostoli erano due i motivi per poter credere alla risurrezione di Gesù: 

1) dover contemplare e meditare nella Grazia  la Sua rianimazione con i segni della Passione (vedi sotto delle ultime immagini la fig. 1);

2) dover contemplare e meditare nella Grazia la Sua trasfigurazione ricevuta dalla luce del Padre (vedi ancora sotto delle ultime immagini la fig. 3, ricavata dal filtraggio computerizzato "equalizzazione" che ha la proprietà di esaltare in ogni foto i pixel in chiaro della luce proiettatasi su un soggetto); Gv. 1, 18; Dio nessuno l'ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato. 
Col 1,15: Egli è l'immagine del Dio invisibile, Primogenito di tutta la creazione.

Gv. 6, 40: Questa è infatti la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno.



giovedì 17 maggio 2012

I caratteri somatici del Santo Volto di Cristo

Queste sono le mie ultime elaborazioni grafiche 
che mostrano i caratteri somatici
del Santo Volto di Cristo.

Per comprendere bene le figure che vediamo sopra, bisogna immaginarsi cosa successero ai teli sepolcrali nell'attimo della risurrezione del Redentore.
Il S.S. Sudario del Volto Santo di Manoppello, che a seguito della preparazione del corpo di Gesù durante la sepoltura aveva coperto per tre giorni il Suo viso (Gv. 20, 7), nell'evento della Santa Pasqua del Signore fu irradiato dalla Luce Celeste per mezzo dello Spirito Santo (Gv. 20, 8). Da questo drappo di finissimo bisso si sarebbe vista in trasparenza, e quindi da dietro, la figura che approssimativamente vediamo nella ricostruzione grafica (fig.1);  la sembianza latente di questo Santo Volto Vivo e Vero risorto dai morti andò a proiettarsi e a impressionarsi specularmente sul lino della S. Sindone di Torino (vedi qui sotto).
Questa foto, che mostra un devoto orante vicino al sudario, ci spiega come da dietro il velo, illuminato da riflessi di luce, si potesse vedere in trasparenza anche il Volto Vivo e Vero di Gesù, risorto dai morti

Esaminando al computer la sovrapposizione "Sindone - Volto Santo" con un rafforzamento di contrasto, viene alla luce che l'immagine impressa sul lenzuolo della S. Sindone è formata da sangue vivo (vedi sotto la fig.2). Ciò ci suggerisce allora di sentenziare che, una più o meno densità ematica che compariva sopra i caratteri somatici del volto fosse in rapporto "nell'immagine latente miracolosamente proiettata e impressa dalla Luce Celeste" con una più o meno intensità di luce che aveva illuminato da dietro il sudario di Manoppello con impresso il Volto Santo (vedi nella fig. 4, l'immagine spettroscopica ricavata dalla sovrapposizione S. Sindone - Volto Santo, da cui si possono osservare le variazioni dei riflessi di luce che avevano illuminato il sudario di Manoppello).
A questo punto ne consegue anche  che  l'intensità complessiva dell'immagine sindonica risulta essere proporzionata alla variabilità della distanza dei caratteri del Volto al sudario (rivedi la prima figura pubblicata sopra, cliccandoci sopra).



A destra, spettro ricavato dalla sovrapposizione
"Sindone di Torino - Volto Santo di Manoppello" da cui possiamo osservare la variazione dell'intensità dei riflessi di luce (cliccare sull'immagine per vederla ingrandita).




Torno a ripetere, per coloro che non ancora hanno letto i post precedenti, che è possibile ricostruire in grafica i caratteri somatici del volto di Cristo, perché l'aspetto sindonico contiene informazioni 3D se viene elaborato al computer (vedi per l'appunto la fig.2).


Sotto a sinistra, l'immagine monocromatica e latente del Volto della Sacra Sindone di Torino, il cui sviluppo dipende dalla sovrapposizione alla stessa del Volto Santo di Manoppello (vedi fig.2).


Queste due reliquie di Cristo, dunque, adempiono la profezia di Isaia, 52, 13-15, perché il Padre, mostrandoci le loro immagini ispirate dallo Spirito Santo, ha voluto dar gloria del Crocifisso a tutti i popoli della terra. Esse erano e sono rivolte: ai nostri antichi antenati "come S.S. Vere Icone" per essere i prototipi a cui gli artisti si dovevano ispirare per raffigurare l'iconografia del volto di Cristo; alla nostra generazione "come ologramma del Santo Volto sfigurato e trasfigurato" per farci comprendere al meglio, con la tecnologia, la Luce della Verità (Mc, 4, 21-22).  

La prima immagine a sinistra, che vediamo sotto, mostra l'aspetto del Volto Santo risorto dai morti sfigurato dal sangue della Passione (Is. 52, 14: Come molti si stupirono di lui - talmente sfigurato era il suo aspetto al di là di quello di un uomo); la terza immagine mostra invece la figura del Volto Santo trasfigurato dalla luce del Padre, proveniente dal lato destro del Cristo a cui il santo sguardo è rivolto (Is. 52, 14: e la sua figura al di là di quella dei figli dell'uomo).

lunedì 12 dicembre 2011

Il Volto della Speranza, segno per la fede in Cristo

Citazione di spiritualità:

Il mondo nuovo, l’universo escatologico, comincia con la risurrezione di Cristo. Con essa è veramente arrivata la fine del mondo; il tempo che rimane sarà soltanto il tempo del dispiegamento e del compimento. Le sorti della storia umana sono ormai segnate per sempre. La risurrezione è l’ultima parola della creazione. Giordano Frosini (La risurrezione inizio del mondo nuovo, Prefazione 5)


Quando un giorno gli apostoli: Pietro, Giovanni e Giacomo si trovavano con Gesù sul monte Tabor, caddero in estasi e videro anticipatamente - dunque prima che si compissero le Sacre Scritture - la Persona del Salvatore trasformarsi davanti ai loro occhi in Luce Eterna (Risurrezione e Gloria, in Mt. 17, 1-9). Contemplando il Volto Santo di Manoppello, noi oggi riviviamo l'attimo della trasfigurazione del Volto di Gesù, con gli stessi occhi con cui quel giorno gli apostoli avevano ammirato il Redentore. La S.S. Immagine, che si è impressionata anche sulla Santa Sindone in maniera indefinita col sangue della Nuova ed Eterna Alleanza, è stata quindi voluta da Dio per confortare tutti i fedeli che, nonostante le tante difficoltà della vita, s'incamminano per la strada che conduce alla Luce Eterna.

 



Il Volto della S. Sindone di Torino sovrapposto al Volto Santo di Manoppello; sotto, il sudario di bisso di Manoppello che nel giorno della Gloria di Cristo venne illuminato, proiettato e impressionato sulla S.Sindone

 dalla luce celeste con il Sangue della Passione.

lunedì 28 novembre 2011

SINDONE DI TORINO E VOLTO SANTO DI MANOPPELLO: PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI GESU' CRISTO

La flagellazione
Marco,15,15:
Pilato, perciò, volendo dare soddisfazione alla folla, rilasciò loro Barabba e consegnò Gesù perché, dopo averlo flagellato, fosse crocifisso.
Dopo che Gesù è condannato alla crocifissione, viene denudato nel pretorio, legato ad un palo di circa ottanta centimetri e flagellato atrocemente da due aguzzini: essi sono posti ai lati e usano per il supplizio il così chiamato “flagrum” formato da un manico in legno al quale sono fissate delle strisce di cuoio di diversa lunghezza e che hanno, ognuna alla propria estremità, due piccole sfere di piombo legate; appena il primo aguzzino colpisce violentemente o la schiena, o i fianchi, oppure le gambe, subito risponde l’altro e viceversa ; se i primi colpi feriscono solo la pelle, gli altri man mano lacerano la carne.
Il corpo di Gesù è ora ridotto in una massa gonfia, informe, insanguinata (per la legge dei giudei la flagellazione prevedeva al massimo 40 frustate, ma trattandosi di una condanna romana le frustate non avevano limitazioni) e perciò a Gesù sono state inferte circa 120 frustate: è questo il numero delle lesioni rintracciate sui lineamenti del corpo sindonico.
Sabana Santa de Turin
Sindon.info "La pagina dedicada al hombre de la Sabana de Turin"



Animazione Flash
Matteo; 27,28-29:
Toltegli le vesti, gli gettarono addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, la posero sulla sua testa con una canna nella destra.
Le insegne dei re comprendevano un manto purpureo, lo scettro e una corona di foglie dorate.
I soldati, allora, per schernire Gesù che si è proclamato re dell’altro mondo, lo adornano con un manto scarlatto (“il sagum” che è il mantello romano), intrecciano una corona di spine con un arbusto spinoso comune in Giudea “il Zizyphus spina Christi“ e gli fanno prendere con la mano destra una canna come scettro.
Anche se un particolare non è narrato nei Vangeli, al Signore tagliano pure i baffi per deriderlo facendogli rimanere solo alcuni peli ai lati della bocca; gli aguzzini presumibilmente gli dissero che un vero re non portava i baffi.
L'alone di sangue localizzabile a sinistra, sopra il labbro superiore in coincidenza sia dell' immagine sindonica che di quella del Volto Santo, provano inconfutabilmente che Gesù non aveva baffi folti; ovverosia, li aveva avuti prima della cattura, ma poi gli erano stati tagliati. La linea orizzontale di sangue che è un taglio, visibile dalla sovrapposizione Sindone-Volto Santo al lato della bocca a destra, corroborano questa tesi (vedere la figura qui sotto).

 Ziziphus

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www.calun.org/strony/przewodnik/strony/lekarz/4.
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Alcune importanti notizie pervenuteci dai Santi

Nel V secolo, San Vincenzo di Lérins scrisse:
« A Gesù posero sul capo una corona di spine; essa era, in realtà, in forma di pileus, cosicché da ogni lato ricopriva e toccava il suo capo ».

Il pileus era una specie di cuffia romana di peltro che serviva per il lavoro; quindi i rami spinosi erano stati intrecciati a forma di casco, legati da un laccio.

Secondo San Clemente Alessandrino (150-215), gli antichi cristiani, per riverenza alla S.S. Corona di spine del Signore, detestavano vedere sul capo dei pagani la corona di fiori che portavano le così chiamate "persone gentili".
San Beda (672-735), scrisse che i primi ecclesiastici della Chiesa portavano i capelli intrecciati a forma di corona perché questa usanza fu loro tramandata dagli apostoli.

Le percosse
Animazione Flash
Matteo; 27, 29-30:
Inginocchiandosi davanti a lui, lo percuotevano dicendo:”Salve, re dei Giudei!”. E sputando su di lui, prendevano la canna e lo colpivano sulla testa.
Isaia; 50, 6:
Presentai il mio dorso ai persecutori, le mie guance a quelli che mi strappavano la barba.
I soldati non hanno nessuna pietà per Gesù. Anzi, lo percuotono a tal punto da rendergli la faccia completamente sfigurata:
gli tirano pugni agli occhi, alla bocca, e schiaffi sulle guance; con una canna colpiscono forte la testa; sia lo zigomo che la guancia destra sono completamente enfiati e il lato piramidale destro del setto nasale presenta una lesione da cui esce molto sangue; violentemente gli strappano anche la barba; dai suoi occhi ora escono lacrime miste a sangue per le ferite riportate nei fori lacrimali.
Sovrapposizione S. Sindone-Volto Santo.
Dall'alto in basso a sinistra:
freccetta verdina, ferita causata da una canna;
appena sotto, la freccetta blu indica il gonfiore causato dalla percossa;
freccetta rossa, ferita sotto la palpebra;
freccetta marrone, ferita al lato piramidale del naso;
freccetta verde, ferita per la barba tirata violentemente e poi strappata.
Dall'alto in basso a destra:
la freccetta nera, indica la ferita sotto l'arcata sopracciliare causata da un forte pugno all'occhio;
freccetta gialla, ferita del foro lacrimale;
freccetta rossa, colatura di lacrime miste a sangue;
freccetta verde, sangue uscito dalla bocca e che va ad imbrattare la mandibola enfiata, il mento e la barba.

La via dolorosa

Animazione FlashMatteo, 27,31: Quando ebbero finito di beffeggiarlo, gli tolsero il manto e lo rivestirono delle sue vesti; quindi lo portarono via per crocifiggerlo.
Giovanni, 19,17: Egli, portando la croce da sé, uscì verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota.
Luca, 23,26-32: Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù.
Dopo che il Signore è stato flagellato, malmenato e schernito in presenza della coorte, gli tolgono il "sagum" di color rosso porpora dalle spalle, la corona di spine dalla testa, e la canna, con cui lo hanno percosso, dalla mano; lo rivestono dunque con la veste bianca che Erode gli aveva messo addosso per schernirlo, e lo portano via per crocifiggerlo.
I tre evangelisti sinottici, Marco, Matteo e Luca, ci parlano sinteticamente della via crucis di Gesù allo stesso modo di come faranno poi per raccontare della sua sepoltura. Giovanni, invece, che è il testimone oculare sia degli avvenimenti che accadono lungo la via dolorosa, sia di quelli che accadranno dentro al sepolcro, ci riferisce che per la crocifissione romana il condannato porta con sé lo strumento della morte, cioè “il patibulum” che è una trave trasportata a spalle, avente al centro un largo incavo che serve per essere incastrato sulla parte alta di un palo, alto circa 180 cm, chiamato “stipes crucis”.
Gesù non ce la fa più a portare il patibolo, è sfinito, cade diverse volte; i soldati, allora, incaricano un certo Simone di Cirene a portare il pesante legno fino al luogo della crocifissione, detto Cranio.
Segni d’amore= LaSindone
guida/sindone2520II_file/image003.

 I segni lasciati dal "patibulum" sulle scapole
nt/vangeli/sindone/crocifis.htm
Ecco come doveva apparire il "patibulum" sulle spalle di Gesù
LA CROCIFISSIONE NEGLI SPETTACOLI LATINI:
IL GRAFFITO DELLA TABERNA DI POZZUOLI

Forse questo graffito del I secolo ci suggerisce che la croce romana fosse a forma di T, e che l’inchiodatura avvenisse ai polsi. Probabilmente la testa della persona era al di sopra rispetto alla parte alta della croce perché altrimenti una forte testata della nuca alla trave avrebbe procurato la perdita dei sensi del condannato che invece doveva soffrire rimanendo sempre cosciente.
Al centro dello "stipes" i romani usavano sistemare con i chiodi tipo un sedile "sedecula" per far meglio sostenere il peso del corpo sulla croce. Quindi il "Titulum Crucis" veniva presumibilmente inchiodato al patibulum solo dopo che il condannato era quasi in fin di vita o addirittura morto. 
Foto del Volto Santo di Manoppello illuminato da dietro: ferite, contusioni ed ematomi per le percosse subite dai carnefici e per le cadute nel trasportare il "patibulum".
Animazione Flash
Matteo, 27,33-36: Giunti al luogo chiamato Golgota, che vuol dire luogo del cranio, gli diedero da bere vino misto a fiele. Gustatolo, non volle bere. Quando l’ebbero crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte e, seduti là, gli facevano la guardia.
Giovanni, 19, 19-22: Pilato aveva scritto anche un cartello e l’aveva posto sopra la croce. Vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questo cartello, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città ed era scritto in ebraico, in latino, in greco. I sacerdoti-capi dei Giudei dissero allora a Pilato: “Non lasciare scritto: “Il re dei Giudei” ma scrivi: "Costui disse: sono il re dei Giudei”. Rispose Pilato: “Ciò che ho scritto, ho scritto”.
Nel I secolo d.C, la condanna in croce era molto diffusa nell’impero romano. Lo storico Giuseppe Flavio (Gerusaleme, 37 circa – Roma, 100 circa) scrisse che addirittura mancava lo spazio per le croci e anche il legno per fabbricarle. In un passo delle Antichità giudaiche egli riportò anche queste notizie:
... quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. (Ant. XVIII, 63-64).
Nel luogo chiamato Golgota, Gesù viene spogliato delle sue vesti e della candida tunica che Erode gli aveva messo addosso prima di rimandarlo a Pilato: rimane solo con un panno attorno ai fianchi chiamato “subligaculum”; viene disteso a terra con il patibulum che gli è sotto le braccia stese e i carnefici, allora, usano due lunghi chiodi per conficcarglieli ai polsi nello spazio di Destrot; il corpo viene issato fino a che il largo incavo del patibulum non va ad incastrarsi alla parte alta e scartata ai lati dello stipes (da qui i detti in latino “patibulo suffixus” e “crudeliter in crucem erigitur”); per ultimo, a Gesù gli accavallano il piede sinistro a quello destro inchiodandoli insieme.
Segni d'amore = La Sindone
Ossa del polso e spazio di “Destot” con chiodo
La sindone di Torino - Scienza e Sindone

La morte di Gesù

Animazione Flash Giovanni, 19,25-27:
Vicino alla croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria Maddalena. Gesù, dunque, vista la madre e presso di lei il discepolo che amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Quindi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua.
L’agonia in croce di Gesù dura meno di tre ore. Alle 15 circa, con il cuore che gli si sta ormai spaccando, egli esclama a gran voce: “Eloì, Eloì, lamà sabactanì “ che si traduce “ Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”; poi per la sete chiede da bere e, pronunciando queste parole: “Tutto è compiuto”, muore.
Uno dei soldati che si trova sotto la croce, vedendo allora Gesù immobile, irrigidito e con il capo chinato, si accerta della sua morte trafiggendogli il cuore con una lancia: dalla ferita intercostale destra fuoriesce sangue post-mortem ed acqua.
Dopo ciò, Giuseppe d’Arimatea, che è discepolo del Salvatore, si reca da Pilato per ricevere l’autorizzazione a togliere il corpo dalla croce e quindi concedergli una degna sepoltura giudaica. Pilato acconsente. E Giuseppe, allora, calato Gesù dalla croce, prende un sudario di lino e gli asciuga il volto e la nuca dal sangue e lo ripiega conservandolo con sé (per la legge giudaica, nessuna goccia ematica di un condannato a morte poteva cadere ed essere assorbito dal suolo); poi gli pone sul capo un finissimo e prezioso bisso marino e, avvolto il corpo con una sindone assieme agli aromi e alle bende, lo depone in un sepolcro scavato nella roccia.
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Ricostruzione per immagine della penetrazione della lancia che, attraverso il quinto spazio intercostale destro, arriva a colpire il cuore di Gesù.
Colatura di sangue trasversale causata da un secondo travaso di sangue fuoruscito dalla ferita da punta e taglio del costato.
Questo sangue si è raccolto prima sotto il gomito destro. Di qui, dividendosi in due rigagnoli, ha attraversato tutta la regione lombare verso il gomito sinistro, ove si è raccolto in altra ampia chiazza. Il percorso di questo sangue cadaverico mostra infatti i movimenti di lateralità impressi alla salma durante la preparazione per la sepoltura.
Il colpo è stato inferto a un cadavere, poichè i caratteri della colatura indicano l'avvenuta separazione della parte cellulare dalla componente seriosa. Il problema è quello di accertare la sede all'interno del torace in cui la raccolta ematica potè formarsi e separarsi nelle sue componenti. L'ipotesi più verosimile è che durante la Passione si sia verificato un emotorace, vale a dire il versamento di sangue nel cavo pleurico destro. Il colpo di lancia, determinata una ferita trapassante della parte toracica, non avrebbe fatto altro che liberare all'esterno il sangue sedimentatosi con la componente cellulare in basso a quella seriosa in alto, dopo il decesso.
 Ricostruzione di come la Sindone fu fatta passare sopra la testa di Gegù, per poi essere avvolto con le bende. Prima di questo, però, sul viso fu posto un telo di bisso marino le cui tracce delle pieghe sono localizzabili nell'immagine della S. Sindone.
Tomba ebraica risalente al I secolo d.C.

La risurrezione di Gesù

Animazione FlashGiovanni, 20,1-9:
Il primo giorno della settimana Maria Maddalena si recò di buon mattino al sepolcro, mentre era ancora buio, e vide la pietra rimossa dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: "Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l'abbiano posto". Partì dunque Pietro e anche l'altro discepolo e si avviarono verso il sepolcro. Correvano ambedue insieme, ma l'altro discepolo precedette Pietro nella corsa e arrivò primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende che giacevano distese; tuttavia non entrò. Arrivò poi anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro; vide le bende che giacevano distese e il sudario che era sopra il capo; esso non stava assieme alle bende, ma a parte, ripiegato in un angolo. Allora entrò anche l'altro discepolo che era arrivato per primo al sepolcro, vide e credette. Non avevano infatti ancora capito la Srittura: che egli doveva risuscitare dai morti.
Isaia,52, 14-15:
Come molti si stupirono di lui - talmente sfigurato era il suo aspetto al di là di quello di un uomo, e la sua figura al di là di quella dei figli dell'uomo, - così molte nazioni resteranno attonite, i re chiuderanno la bocca al suo riguardo, perché vedranno ciò che non era stato loro narrato, e comprenderanno ciò che non avevano udito.



Gv. 1.16: Della sua pienezza infatti noi tutti ricevemmo e grazia su grazia;
poiché la legge fu data per mezzo di Mosé,
la grazia e la verità divennero realtà
per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha visto mai.
L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre,
egli lo ha rivelato. 

Col 1,15: Egli è l'immagine del Dio invisibile, Primogenito di tutta la creazione;

 

Lc. 11, 33-36 «Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

Gv. 6, 40: Questa è infatti la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno.