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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta pellegrinaggi. Mostra tutti i post
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lunedì 25 aprile 2016

Ripercorrere il cammino del pellegrino che nel 1506 donò a Manoppello il Volto Santo al dott. Giacom'Antonio Leonelli

Seconda edizione del Cammino del Volto Santo in programma dal 3 al 14 maggio 2016
di Antonio Teseo
Con questa bellissima manifestazione cominciata l'anno scorso, dove si è dato il via ad una tradizione che quasi sicuramente durerà nel tempo, ogni devoto della Sacra reliquia del S.S. Sudario sepolcrale di Cristo ha l'opportunità di percorrere lo stesso itinerario storico che vide probabilmente un canonico del Vicario di Cristo, in San Pietro, partire da Roma in gran segreto per dirigersi verso Manoppello, attraversando circa 300 chilometri di strada a piedi e passando dallo Stato Pontificio al Regno di Napoli,  con lo scopo di mettere al sicuro la celeberrima Veronica (nel medioevo ritenuta la reliquia più importante per la cristianità).
Secondo i miei studi, al tempo di Giulio II, denominato il papa guerriero, l'importantissimo reperto sacro era diventato oggetto di desiderio per alcuni signori potenti di noti Casati romani, i quali si trovavano a volte in contrasto con le politiche messe in atto dal governo dello Stato Pontificio.
Proprio nell'anno 1506, esattamente il 18 aprile, papa Giuliano della Rovere istituì la Fabbrica di San Pietro: la basilica doveva diventare ancora più colossale e i lavori furono affidati al famoso Donato Bramante. Molto probabilmente, allora, il pontefice aveva pensato bene di non poter far rimanere la Veronica nella basilica con i lavori in corso; questa si sarebbe trovata esposta facilmente ad un eventuale furto e perciò, a mio avviso, avrebbe incaricato un Canonico di fiducia per trasferirla in un luogo sicuro che era appunto Manoppello, all'epoca città ricca e opulenta. 
Dal passo che riporto appena sotto della Relatione Historica scritta da padre Donato da Bomba, è facile intuire che tra le tante cose riferite dal presunto canonico al dottor Leonelli, vi fosse quella di nascondere il Volto Santo in una nicchia, dove nessuno doveva averne accesso di scrutare, se non gli eredi del fisico salvo previo giuramento:
     "Per riverire poi sì bella e santa immagine e, per quanto possibile, rendersi grato a Dio del beneficio ricevuto, fece subito il Dottor Giacom’Antonio aprire nella propria camera e luogo di studio una finestra nel muro in forma di armadio con le sue porticine e chiavi ben aggiustate e ivi la pose e tenne con grandissima devozione e riverenza, facendovi ardere sempre di giorno e di notte una lampada; e con tanto gran zelo, acciò non gli fosse rubata, che mai vi faceva entrare persona alcuna, neanche la propria moglie e i figli se non quando vi era lui; e per meglio assicurarsene, uscendo di casa, serrava detta camera, e portava con se sempre le chiavi di quella. Lo stesso fecero poi i suoi eredi e discendenti per lo spazio di cent’anni e poco più."
   Il Volto Santo di Manoppello fotografato nella basilica alla luce di una vetrata dietro l'altare
                                                        foto scattata da Antonio Teseo
RELATIONE HISTORICA DI P. DONATO DA BOMBA (1640)
documento conservato a L'Aquila, presso l'Archivio Provinciale dei Frati Minori Cappuccini d'Abruzzo (altri esemplari della Relatione Historica si trovano presso la Basilica del Volto Santo e presso il Santuario della Madonna dell'Incoronata a Vasto)
Nel tempo di Giulio II, Pontefice Romano, circa gli anni del Signore 1506, di Massimiliano terzo di questo nome fra gli Imperatori Austriaci, e di Ferdinando re di Napoli, della Spagna citeriore e ulteriore (fuorché del regno di Portogallo con le sue Indie orientali) Imperatore e conquistatore delle Indie occidentali per mezzo di Cristoforo Colombo italiano e dell’inclita Città di Genova nativo nel 1451, e Avo dell’ invittissimo Imperatore Carlo V per via di Madre, la quale fu Giovanna unica figliola della Regina Isabella e moglie del già detto Ferdinando, maritata con Filippo d’Austria e Figlio soprannominato Massimiliano III: dal quale Carlo poi sono discesi tutti gli altri Filippi, come legittimi Re e veri Signori ed eredi di tutti i sopraddetti Stati, Regni e Imperi, e in particolare del nostro Regno di Napoli; viveva in Manoppello, terra molto civile e ben situata, di tutte le cose necessarie all’umano vivere ricca e opulenta, nell’Abruzzo Citeriore, provincia del regno di Napoli, Giacom’Antonio Leonelli, dottore fisico e molto famoso nell’astrologia e altre arti liberali, come fanno fede certe sue opere manoscritte in carta pergamena, ma molto più famoso era nelle virtù morali e in quelle cose che appartengono al culto divino. Se ne stava un giorno Giacom’Antonio Leonelli in pubblica piazza e quasi sulla porta della chiesa matrice il cui titolo è di S. Nicola di Bari, in onesta conversazione con altri suoi pari;

Panca in pietra, ancora conservata a Manoppello, sulla quale si trovava seduto il dott. Giacom'Antonio Leonelli a conversare con i suoi amici - in un giorno imprecisato del 1506 - quando venne invitato in disparte dal pellegrino ad entrare con lui nella chiesa matrice di San Nicola di Bari, per ricevere in dono il sudario sepolcrale del Volto Santo di Gesù  

nel più bello del discorso vi arrivò un pellegrino da nessuno conosciuto, d’aspetto religioso e molto venerando, il quale, salutato che ebbe una così bella corona di cittadini, disse con termini di creanza e umanità al Dottor Giacom’Antonio Leonelli di dovergli parlare di una cosa segreta e a lui di molto gusto, utile e profitto. Tiratoselo cosi da parte sin dentro i liminari di essa chiesa di S. Nicola, gli diede un fardelletto e, senza svolgerlo, gli disse che si tenesse molto cara quella devozione, perché Dio gli avrebbe fatto molti favori e avrebbe sempre prosperato e nelle cose temporali e quelle spirituali. Preso Giacom’Antonio il fardelletto, appartatosi verso il fonte dell’acqua benedetta, cominciò ad aprirlo. Vista quella Sacratissima Immagine del Volto di Cristo Signore nostro, restò, a prima vista, alquanto spaventato, prorompendo in tenerissime lacrime che poi raffreddò per non apparire così ai suoi amici. Ringraziando Dio di un tanto dono, riavvolse l’immagine come era prima, si rivolse poi allo sconosciuto pellegrino per ringraziarlo e accoglierlo nella sua casa, ma non lo vide più. Spaventato, quasi balbettando, domandò agli amici, i quali affermarono di averlo veduto entrare con lui in chiesa, ma non averlo visto uscire da essa. Pieno di meraviglia, lo fece diligentemente cercare dentro e fuori di Manoppello, ma non fu possibile rintracciano, onde tutti giudicarono quell’uomo sotto l’aspetto di pellegrino essere un Angelo del cielo o altro Santo del Paradiso. Con questo fermo e vivo sentimento di un angelo mandato da Dio a fargli tale dono, ringraziando Dio, accompagnato dai sopraddetti amici, pieno di estrema allegrezza, tornava a casa, accorrendo ogni sorte di gente di detta terra di Manoppello per vedere miracolo sì bello. Per riverire poi sì bella e santa immagine e, per quanto possibile, rendersi grato a Dio del beneficio ricevuto, fece subito il Dottor Giacom’Antonio aprire nella propria camera e luogo di studio una finestra nel muro in forma di armadio con le sue porticine e chiavi ben aggiustate e ivi la pose e tenne con grandissima devozione e riverenza, facendovi ardere sempre di giorno e di notte una lampada; e con tanto gran zelo, acciò non gli fosse rubata, che mai vi faceva entrare persona alcuna, neanche la propria moglie e i figli se non quando vi era lui; e per meglio assicurarsene, uscendo di casa, serrava detta camera, e portava con se sempre le chiavi di quella. Lo stesso fecero poi i suoi eredi e discendenti per lo spazio di cent’anni e poco più. E fu cosa notata da tutti che, conforme alla promessa fatta dal pellegrino, o, per dir meglio, da quell’angelo del cielo o altro Santo del Paradiso, non solamente si mantenne in piedi quella famiglia di Leonelli conforme al suo grado, ma andò sempre crescendo in beni di fortuna e in favori spirituali. Accadde poi che i pronipoti di Giacom’Antonio, volendosi dividere i beni di quello, essendovi delle controversie, un certo soldato e uomo d’armi chiamato Pancrazio Petrucci, il quale aveva preso per moglie una donna discendente della famiglia Leonelli, chiamata Marzia, ancora vivente, prendendo come pretesto i diritti della moglie, entrò violentemente in casa Leonelli e prese la Ss. Immagine da lui tanto desiderata. E fu notato da tutti che, uscita la SS. Immagine dalla casa Leonelli, quella famiglia andò in rovina. Ma più in rovina andò il Pancrazio, forse non tanto perché l’aveva presa e con ragioni pretestuose, quanto perché non la tenne poi con quella devozione e decoro come doveva. Presa che l’ebbe, non la ripiegò con quella diligenza e devozione come si doveva a una cosa tanto miracolosa e divina, ma tutta strapazzata e malamente ripiegata se la portò nella propria casa, ivi tenendola con tanta poca riverenza e stima. Ciò nonostante si conservò tutta bella e intatta, benché molto aggninzita e denigrata; cosa che dovette molto dispiacere a Dio. Ma poiché le cose di questo mondo sono più variabili della luna, accadde che il detto Pancrazio che aveva sottratto la Ss. Immagine, nitrovandosi carcerato nella Regia Udienza della Città di Chieti, bisognoso di denari, scrisse alla moglie Marzia che vendesse o impegnasse qualsivoglia cosa di casa, in particolare gli accennò la Ss. Immagine (diceva questo perché sapeva che molti la desideravano), e gli mandasse denari per uscire dalle carceri. Andò dunque la buona e semplice donna al Dottor Donat’Antonio De Fabnitiis della medesima terra di Manoppello (uomo non meno dotato di religiosa pietà che il sopraddetto Giacom’Antonio Leonelli), e portandogli la Ss. Immagine lo pregò da parte di suo marito che se la comprasse, o se la pigliasse in pegno finché suo marito ritornasse, ponendo in sua podestà il prezzo e la quantità di ciò che dare gli voleva; il quale, desideroso di avere in casa sua sì grande e prezioso tesoro, diede alla Donna quattro scudi corrispondenti a circa lire venti correndo gli anni del Signore 1618, e prese la Santissima Immagine senza vederla, né svolgenla. Partita poi la donna con i quattro scudi, e, disbnigato gli affari in cui era occupato nell’ora del contratto, tutto allegro e festoso l’avventurato Donat’Antonio per sì bella compra, spiegò l’Immagine la quale era nel mezzo di un velo quadrato e tutto trasparente per la rarità della tessitura, dalla grandezza di quattro palmi da ogni lato, trovò che il velo, per essere stato malamente tenuto e conservato, dopo che fu pigliato dalla casa Leonelli, era tutto stracciato, lacerato, e da tignole e tarli mangiato, totalmente corrotto, che quasi era ridotto tutto in polvere; e quelli pochi stracciarelli rimasti pendenti, non aspettando esser toccati, da se stessi cadevano in terra, fuorché la SS. Immagine, la quale sebbene era alquanto denigrata, e molto aggrinzata, era nondimeno nel resto tutta bella, intatta, e senza corruzione alcuna. Restò quasi attonito lo spirituale mercante a prima vista, e non poco nincrescimento ebbe per la perduta spesa dei quattro scudi che aveva fatto in cosa così corrotta e mal tenuta; e postala da parte, come cosa inutile e da niente, pensava (come se fosse stato burlato) di restituirla a chi venduta glie l’aveva, e riavere i suoi danani. Stando dunque in simili pensieri, vi capitò il Padre Presidente del convento dei PP. Cappuccini, che allora si fabbricava in detta terra di Manoppello, il P. Clemente da Castelvecchio Sacerdote, persona molto sagace e accorta, col quale dolendosi di sì bella mercanzia che fatto aveva, gli scoprì anche i pensieri che aveva di restituirla, per riavere i suoi denari. Il Padre, inteso il caso, e vista la bellezza e la qualità dell’Immagine s’intenerì tutto di dentro, s’inginocchiò, l’adonò, e con molta efficacia esortò Donat’Antonio a non restituirla, che se quella persona avesse voluto più denari più glie ne avesse dato, non trovandosi al mondo prezzo equivalente per pagana; e che il restar la Ss. Immagine così bella e dalla corruzione intatta era stata cosa miracolosa e particolare provvidenza d’Iddio.
Per lo cui sano e spirituale consiglio, quietandosi il Dottore, si chiamò contento, e poco ancora gli parse il prezzo delli quattro scudi. Onde l’istesso P. Clemente, pigliate le forbici, tagliò via tutti quelli stracciarelli d’intorno, e punificando molto bene la SS. Immagine dalle polveri, tignuole e altre immondizie, la ridusse alla fine come adesso appunto si trova. Il sopraddetto Donat’Antonio, desideroso di godersi quella Ss. Immagine con maggior devozione la fece stendere in un telaio di legno, con cristalli dall’una e dall’altra parte, ornata con certe cornicette e lavori di noce da un nostro Frate Cappuccino chiamato Frate Remigio da Rapino (non fidandosi di altri maestri secolari). E qui mi occorre anche dire una cosa parimenti notata da tutti i più giudiziosi e vecchi di Manoppello, che come andò subito in rovina la Casa di Giacom’Antonio Leonelli, persa che ebbe la già detta SS. Immagine, con quella di Pancrazio Petrucci, che tolta e venduta l’aveva, cosi la casa del Dottor Donat’Antonio De Fabnitiis che la comprò, per averla tenuta con maggior devozione e fra le cose più care e preziose, prosperò sempre di bene in meglio. Considerando il pietoso e zelante Dottore Donat’Antonio che maggior decoro sarebbe stato della SS. Immagine restarsene in qualche devota chiesa, né resistendo a tale impulso celeste e divino (dopo aver chiuso l’orecchio alle richieste del clero e di altri religiosi di detta terra che con istanza la richiedevano), la diede al nostro convento dei cappuccini, ove se ne resta con molta devozione di quel popolo e gusto particolare di quei Padri che mai si saziano di riverirla.
Asterisco del 24/04/2016
Programma della TV abruzzese "Rete8"
dove è stato ospite il consigliere con delega al turismo del comune di Manoppello, Emanuele De Luca,
   che ha parlato della seconda edizione del Cammino del Volto Santo da San Pietro, in Roma, a Manoppello (Pe).



Niccolò V mostra la Veronica all'imperatore Federico III
Affresco conservato nelle Grotte vaticane della
Basilica di San Pietro
L'umanista italiano Maffeo  Vegio, racconta che Federico III, dopo essere stato incoronato imperatore da Niccolò V, il 19 marzo 1452, per poter venerare la Veronica dovette essere insignito con l'appellativo di Canonico Soprannumerario. Solo dopo aver indossato l'abito liturgico dei Canonici, egli poté allora contemplare il S.S. Sudario sepolcrale di Cristo (Is. 52, 15).


Sisto IV mostra la Veronica ai romei durante il giubileo del 1475 (Is.52,15).

Nel 1216, Papa Innocenzo III istituisce il culto della  Veronica
Sotto a sinistra, la Miniatura del Liber Regulae di Santo Spirito (XV secolo)
Da come si evince comparando l'immagine raffigurata a sinistra della Veronica
con l'effigie del Volto Santo di Manoppello (fig. 2 a destra), è facile intuire che per questo Libro d'Ore il miniaturista
avesse ricevuto la commissione dal papa di raffigurare al meglio la sembianza di Gesù impressa sul
S.S. Sudario sepolcrale.

venerdì 30 ottobre 2015

Padre Georg a Manoppello per contemplare il Volto della Misericordia

Leggi gli articoli in italiano sulla visita a sorpresa al Volto Santo di Manoppello del Prefetto della Casa Pontificia cliccando sui Link riportati qui sotto:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/10/29/news/padre-georg-in-abruzzo-prepara-l-arrivo-di-francesco-1.12351895

http://www.rete8.it/cultura-e-spettacolo/123-volto-santo-dopo-padre-georg-arriva-il-papa/





http://holyfaceofmanoppello.blogspot.it/

Friday, October 30, 2015


Archbishop Georg Gänswein Makes Private Visit to the Shrine of the Holy Face of Manoppello




by Antonio Bini

Archbishop Georg Gänswein, Prefect of the Papal Household of Pope Francis and personal secretary to Pope Benedict XVI, made a private visit last Tuesday October 27 to the shrine of the Holy Face, accompanied by two religious. "It was an unannounced visit - which took us by surprise" - relates Fr. Carmine Cucinelli, Rector of the Shrine - "The Archbishop's visit made us especially happy because it was actually a return visit."


Fr. Carmine, Msgr. Georg and Sr. Petra-Maria


In fact, Msgr. Georg, as he is commonly known in Italy due to the complexities of his surname, came to Manoppello, accompanying Benedict XVI on the occasion of the historic papal pilgrimage of September 1, 2006. Msgr. Georg's visit fuels the hypothesis of a possible future visit to the Shrine by Pope Francis during the upcoming special Jubilee Year of Mercy. Advance notice of an invitation of this kind had been shared with the Capuchin friars of Manoppello by the Capuchin Minister General, Fr. Mauro Johry, during his visit to Manoppello in June of this year, accompanied by the Capuchin Provincial of Abruzzo, Fr. Carmine Ranieri. (Cf. http://holyfaceofmanoppello.blogspot.com/2015_07_01_archive.html)

Here it seems appropriate to remember that Pope Francis' Bull of Indiction announcing the special Jubilee  "Misericordiae Vultus" begins by calling to mind the face of Christ: "Jesus Christ is the face of the Father's Mercy. These words might well sum up the mystery of the Christian faith."  https://w2.vatican.va/content/francesco/en/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html



Fr. Paolo, Fr. Carmine and Msgr. Georg


Msgr. Georg after pausing in prayer before the Holy Face visited the exhibit hall of the Shrine guided by  Fr. Paolo Palombarini and Sr. Petra-Maria Steiner who described for him the recently reorganized exhibit which 
illustrates the relationship of the Holy Face in continuity with the images of Veronica and the Shroud of Turin. An actual size reproduction of the Shroud has recently been included in the exhibition. Before leaving Manoppello Msgr. Georg signed the guest book of the Shrine.


giovedì 25 giugno 2015

Ristrutturazioni d'infrastrutture, logistica e più servizi per i pellegrini che si recano al Volto Santo di Manoppello

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/06/23/news/d-alfonso-da-900mila-euro-ai-frati-1.11664605

 

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/560186/Viabilita--inaugurato-cantiere-della-strada.html

Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano



Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano
MANOPPELLO. Ieri  mattina, presso il ponte della Fornace, in localita' Manoppello, si e' svolta la cerimonia della posa della prima pietra della SR 539, la strada attesa da anni che colleghera' la Tiburtina Valeria con la direttrice Manoppello-Serramonacesca-Roccamontepiano. A presentare i lavori, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco.
Presenti anche i sindaci di Manoppello e Serramonacesca, Gennaro Matarazzo e Franco Marinelli, l'ex presidente del consiglio provinciale Giorgio De Luca, Andrea Di Meo, gia' sindaco di Serra e vicepresidente del consiglio provinciale, nonche' il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e il parroco don Nicolino Santilli, che ha benedetto il cantiere. Alla cerimonia ha preso parte anche una nutrita rappresentanza della cittadinanza. Dopo i saluti di rito da parte del governatore D'Alfonso e del presidente Di Marco, i due hanno, insieme a Materazzo e Marinelli, posato materialmente il primo mattone nel luogo dove, fra 200 giorni, sorgera' la rotatoria.
Di Marco ha anche illustrato nel dettaglio l'opera: «La S.R. 539 riveste un ruolo importantissimo per il collegamento della Val Pescara con le aree interne dell'Alento e del Foro - ha spiegato il presidente della Provincia -. L'arteria e' l'asse di collegamento essenziale tra i Comuni di Manoppello, Serramonacesca, Roccamontepiano e Pretoro, nonche', in particolare, con il santuario del Volto Santo di Manoppello. Alla fine degli anni '90, la SR 539 e' gia' stata oggetto, da parte dell'ANAS, di interventi mirati alla sistemazione plano-altimetrica del tratto compreso tra le progressive 0+000 e 3+500 circa, ovvero proprio in localita' 'Fornace'. Quindi e' da qui che oggi la Provincia di Pescara ha inteso dare continuita' e funzionalita' al potenziamento di questa arteria con un ulteriore lotto, in variante al tracciato esistente, fino a congiungersi allo svincolo per Manoppello. La lunghezza del nuovo tracciato in variante e' di 569 metri, oltre i raccordi con la viabilita' esistente, e permette di by-passare l'attuale tracciato della lunghezza di circa 1Km, con un percorso pressoche' rettilineo».
«L'opera - ha aggiunto Di Marco - e' inserita nel Piano Triennale Viabilita' Regionale 2008-2010 per un importo complessivo di finanziamento di 3 milioni di euro, di cui 2.152.000,00 previsti per lavori. L'intervento, nella sua organicita' e funzionalita', e' stato concepito in maniera tale da consentire l'esecuzione dei lavori senza interrompere il traffico veicolare nei due sensi di marcia, per non creare disagi alla circolazione. Solo all'atto della messa in esercizio della variante in simbiosi con il tracciato esistente - ha osservato infine il presidente - occorrera' predisporre alcune accortezze per la risoluzione della temporanea interferenza».
 Le opere d'arte salienti dell'intervento sono: realizzazione di un nuovo svincolo a rotatoria con la funzione essenziale di convergenza della viabilita' locale esistente e interconnessione con la nuova variante di tracciato.
Il diametro complessivo e' di circa 33 metri; realizzazione di un primo ponte per l'attraversamento del fossato "Manoppello" della luce di circa 24 metri; realizzazione di un viadotto a piu' campate in variante, di rettifica all'attuale tracciato, della lunghezza complessiva di circa 118 metri; consolidamento e protezione del versante collinare mediante realizzazione di paratie con pali a grande diametro (800 mm); adeguamento dello svincolo per il centro storico di Manoppello, con consolidamento del versante di monte e di valle. Completano l'intervento segnaletica stradale, barriere sicurvia e illuminazione, sia degli svincoli che lungo il costruendo tracciato. L'impresa aggiudicataria e' il Consorzio Cme (Consorzio Imprenditori Edili) di Modena; l'impresa consorziata esecutrice delle opere e' la Di Carlo Costruzioni di Casoli (Chieti). La tempistica contrattuale e' di 198 giorni.
«La posa della prima pietra merita la consegna di un altro ‘tapirone’ al Governatore regionale Luciano D’Alfonso che, per l’ennesima volta, com’è ormai abitudine per il Pd, ha tentato di prendersi il merito di un’opera frutto del governo di centrodestra-Presidente Testa», hanno commentato i consiglieri del centrodestra.

giovedì 7 maggio 2015

Inaugurato a San Pietro, giovedì 07/05/2015, il primo "Cammino del Volto Santo"

E' stata inaugurata oggi, in piazza San Pietro in Vaticano, la prima partenza del "Cammino del Volto Santo".
La manifestazione ha registrato la partecipazione di molti pellegrini che, dovendo percorrere un itinerario paesaggistico incantevole di 243 Km a piedi, o in bicicletta, oppure a cavallo, ripercorrono idealmente il tragitto che un misterioso pellegrino avrebbe compiuto, nel 1506, da Roma a Manoppello, per affidare ad un fisico del paese abruzzese, Giacomantonio Leonelli, il fardelletto contenente il sudario di Cristo della Veronica.
L'arrivo nella Basilica che custodisce la sacra reliquia è previsto il giorno 16 maggio.
Per conoscere maggiori informazioni su alcuni comuni compresi nell'itinerario e sul progetto dell'iniziativa clicca sui link riportati qui sotto:
 
 
 
 
 

mercoledì 7 maggio 2014

Manoppello, 5mila polacchi al Volto Santo

Articolo pubblicato da "Il Centro" edizione di Pescara, il 4 maggio 2014

copia e incolla il link qui sotto riportato nel motore di ricerca:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/05/04/news/manoppello-5mila-polacchi-al-volto-santo-1.9162942

venerdì 25 aprile 2014

Presenze da record al Volto Santo di Manoppello per le visite di Pasqua

Leggi l'articolo pubblicato in data 22/04/2014 da "Il Centro - Edizione di Pescara" copiando e incollando nel tuo motore di ricerca l'indirizzo riportato qui sotto:

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domenica 25 agosto 2013

Migliaia di visitatori attratti dal sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello

 http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=60524

L’immagine di Cristo è tornata nella storia

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Considerazioni sulla mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo”
di Antonio Bini
“L’immagine di Cristo è tornata nella storia”, afferma con forza lo scrittore Paul Badde, incontrando i visitatori della mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo”,  allestita nell’ambito del Meeting 2013 di Rimini, che ripercorre un’ampia ricerca iconografica sulla Veronica che si riteneva perduta e che negli ultimi anni è stata identificata nel Volto Santo custodito a Manoppello, in provincia di Pescara. L’evento che ha la sua centralità nell’anno della fede.
L’esposizione è visitata da 3-4 mila visitatori al giorno, che attendono in fila all’ingresso, per poi immettersi in un viaggio lungo due mila anni, sia pure sintetizzato e articolato in varie fasi storiche, con guide che accompagnano la visita spiegando l’affascinante storia del volto di Cristo nel tempo. Sono giovani provenienti da varie parti d’Italia che meritano un sincero apprezzamento, perché con passione e appropriatezza partecipano ai numerosi visitatori il messaggio della mostra e la stessa storia del Volto Santo, che hanno tutti conosciuto recandosi a Manoppello.
Si entra in gruppi mediamente di trenta-quaranta persone. Al termine del percorso è posta una sezione dedicata al Volto Santo di Manoppello, riconosciuto nella Veronica da p. Heinrich Pfeiffer nel 1999 e quindi al centro negli anni successivi di ulteriori studi e ricerche, culminate dalla visita di Benedetto XVI il primo settembre 2006. Uno schermo presenta sequenze di immagini del Volto Santo e alcune sovrapposizioni con la Sindone. Poi scatta un servizio della Rai con la sigla d’apertura del TG1 Rai del 31 maggio 1999 e che segnalano tra i titoli di testa  “Il ritrovamento in Abruzzo della Veronica scomparsa da secoli”, con a seguire un servizio del vaticanista Fabio Zavattaro, comprendente un’intervista a p. Pfeiffer nel corso di una conferenza presso la stampa estera in Italia. La visita della mostra termina. I giovani applaudono, mentre lasciano pensosi l’area al gruppo che segue immediatamente dopo.
E’ lo scrittore tedesco ad iniziare il suo intervento chiedendo ai presenti cosa pensano rimarrà in futuro nella storia di questo papa. Qualcuno risponde “le sue dimissioni”. E’ ancora Badde a sostenere che quella visita del 2006 a Manoppello, insieme alla vicenda delle dimissioni sull’esempio di Celestino V, saranno probabilmente gli unici momenti storici del pontificato di Benedetto XVI destinati ad essere ricordati in futuro. “Con quella visita un papa tornò ad inginocchiarsi davanti alla Veronica dopo quasi cinque secoli”, sottolinea Badde, che fa notare come da allora il papa abbia frequentemente inserito nei suoi discorsi il richiamo al “volto umano di Cristo”.
“Quando venne a Manoppello”, racconta ancora Badde, “sapeva già tutto su quel volto. L’allora cardinale Ratzinger, prima di diventare papa, era stato mio vicino di casa. Lo avevo tenuto informato su tutte le mie ricerche sul Volto Santo e fu il primo al quale diedi una copia del mio libro sul Volto Santo, appena pubblicato in Germania nel 2004. Per lui fu inevitabile farsi pellegrino a Manoppello”. Il suo libro è stato un successo internazionale, finora tradotto in sette lingue. Negli Stati Uniti è uscito con il titolo “The face of God”.
L’incontro con i giovani, aperto da Raffaella Zardoni, principale organizzatrice della mostra, che spiega come dopo aver conosciuto il Volto Santo abbia sentito la necessità di ricercare immagini della Veronica, soprattutto anteriori al XVI secolo, con il progetto “Veronica-Route”, sollecitando sul web chiunque a segnalare da qualsiasi parte del mondo affreschi, quadri e  illustrazioni sul tema, presenti in chiese, musei e collezioni, per constatare progressivamente l’importanza della Veronica nella storia della cristianità e la sua straordinaria diffusione.
“Oggi”, ammette, “ho difficoltà ad aggiornare il sito, con oltre mille immagini che attendono di essere inserite sul sito  http://raffackfav.wordpress.com”. Ma la ricerca è destinata a continuare.
Meeting di Rimini, protagonisti Lanciano e Villa Santa MariaE’ poi intervenuto p. Carmine Cucinelli, rettore del Santuario del Volto Santo, che ha raccontato con grande semplicità il suo personale rapporto con questa straordinaria immagine.  Nel ringraziare gli organizzatori, ha ricordato come il titolo della mostra non si discosti molto da quello racconto a fumetti “La Veronica ritrovata”, di cui ha curato il testo, auspicando che l’esposizione presente al Meeting possa essere riproposta in altre città italiane e straniere. Alcune richieste pare siano già state avanzate.
Badde nel rispondere ad alcune domande sull’importanza di questa immagine, precisa che essa “non rappresenta un mito, un’astrazione, ma un volto reale” che, a suo parere, costituisce “il più grande tesoro dell’umanità e dei cristiani in particolare”. Sotto quest’aspetto, prosegue, “non è facile comprendere l’atteggiamento di ostilità, di diversi sindonologi, purtroppo anche da parte di taluni religiosi, rispetto al Volto Santo di Manoppello.”
E’ stato infine richiesto un approfondimento sulle tesi che p. Pfeiffer avanzò nel corso della conferenza stampa internazionale indetta a Roma il 31 maggio 1999, in cui sostenne l’identificabilità della Veronica nel Volto Santo. Sono stato invitato a rispondere essendo stato l’organizzatore di quell’incontro in cui le ipotesi sul Volto Santo furono comunicate al mondo, insieme ad alcune valutazioni sulla inspiegabilità del velo sulla base delle immagini analizzate dal prof. Donato Vittore dell’Università di Bari. Ho precisato che quella conclusione poggiava su anni di studi del professore tedesco, diretto alla ricerca del modello che ispirò la raffigurazione di Cristo nel tempo. Quel volto fu individuato nel Volto di Manoppello, allora conosciuto solo in ambito strettamente locale. Il “volto ritrovato”, appunto, che non appartiene a nessuna scuola artistica.

 

sabato 5 gennaio 2013

Visita del Cardinale Camillo Ruini al Volto Santo di Manoppello

Sfogliando la rivista semestrale di informazione sul Volto Santo di Manoppello, ho trovato scritto che da giugno a dicembre 2012 il Santo Sudario di nostro Signore Gesù Cristo è  stato visitato da ben tre cardinali: Sua Eminenza Oswald Gracias, Arcivescovo Metropolita di Bombay (India), Presidente della Conferenza Episcopale Indiana, Presidente della Federazione dei Vescovi dell'Asia; Sua Eminenza Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, Membro della Congregazione per le cause dei Santi; Sua Eminenza Camillo Ruini, Cardinale Presbiterio di Sant'Agnese fuori le mura, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città di Roma. Oltre a questi esponenti di spicco del clero, il Sacro Volto è stato contemplato anche da altrettanti illustri personaggi della nostra Chiesa Cattolica: vescovi, sacerdoti, frati e suore provenienti da tutto il mondo e dall' Ambasciatore dell'Ucraina presso la Santa Sede e presso il Sovrano Militare Ordine di Malta, Dott.ssa Tetiana Izhevska. 
 
          A sinistra, Sua Eminenza Oswald Gracias con tre suore; a destra, Sua Eminenza Camillo Ruini con il nostro Arcivescovo Monsignor Bruno Forte 


PERLE DI FEDE
Articolo pubblicato nel Bollettino del Volto Santo di Manoppello "Dicembre 2012"

I tre grandi "segni sacri e di grande efficacia" della Cristianità


di suor Petra-Maria Steiner




  

Sono quasi caduti nell'oblio i tre grandi segni sacri, le tre grazie che, sin dall'inizio della cristianità, hanno unito gli uomini dimostrando loro in modo visibile e anche "scrivendo nel loro cuore" quale grande privilegio sia poter essere cristiani. Essi sono: la Croce, il Volto Santo, il Tabernacolo.
Nel santuario di Manoppello troviamo, l'uno accanto all'altro, tutti questi tre "segni sacri e di grande efficacia". Al giorno d'oggi, purtroppo, essi cadono sempre più nell'oblio.
Forse è il segnale che siamo passati da una fede un tempo "globale" e quindi davvero cattolica (termine che vuol dire universale) a una fede di tipo individualistico. Abbiamo a stento il coraggio di testimoniare pubblicamente la nostra fede, perché ne conosciamo troppo poco gli elementi fondanti. Chi non conosce la propria fede, non può neanche testimoniarla.
Per cambiare direzione, per opporci a questa deriva, dobbiamo riacquistare consapevolezza della grandezza che rivestono tre meravigliosi "segni sacri" di grande importanza per alimentare la nostra fede. "Stringi forte quel che possiedi affinché nessuno ti porti via la corona"(1).
 
La Croce

"Nella Croce è la salvezza, nella Croce è la vita, nella Croce è la speranza"(2),

così canta la Chiesa celebrando la sacra liturgia. Dopo la sentenza della Corte dell'Aja del 2011 si parla poco della 'Croce', un tema questo che in quel momento aveva acceso gli animi. La questione era: "Nei luoghi pubblici di tutta Europa si può continuare ad appendere la Croce - sì o no?" L'Occidente europeo rischia di perdere il simbolo su cui un tempo ha fondato la propria cultura!  Per ora possiamo mantenere la "Croce". Ma per quanto tempo ancora? - Questo è il punto. Fu l'imperatore Costantino a porre fine alla persecuzione dei cristiani, durata oltre due secoli, innalzando la Croce e creando così le basi per un'Europa cristiana. Togliendo la Croce quale altro elemento rimane per tenere unita l'Europa e il mondo? Gesù Cristo, morendo sulla Croce, ha liberato l'umanità dalla schiavitù e dalla maledizione del peccato. Così facendo l'ha liberata anche dalla morte eterna e dall'inferno. La Croce, che si innalza tra il cielo e la terra e che mostra la vera grandezza dell'uomo, oggi non è più gradita.

San Bruno ha detto: "La Croce resta lì ferma mentre il mondo gira"(3).

Anche se il mondo gira le spalle a Dio, passando dalla gratitudine all'ingratitudine e quindi dalla cultura dell'amore a quella dell'odio e della morte, la Croce resta lì ferma, resta l'unico segno fermo che non si muove - anche oggi.

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) amava ripetere, davanti ad ogni crocifisso che vedeva, l'antica preghiera: "Ave crux - spes unica!"(4).

Soltanto se si rivolge lo sguardo alla Croce di Gesù Cristo, l'uomo sa - e può sperimentare ogni volta di nuovo - che i suoi peccati gli vengono rimessi, che le forze del male vengono sconfitte e che la morte non ha più alcun potere; e che non c'è più alcun motivo di separazione tra Dio e l'uomo. Davanti alla Croce l'uomo sperimenta l'amore infinito di Dio Padre e comprende che "Io sono amato da Lui e posso chiamarmi figlio di Dio".

Il Volto Santo

A Manoppello vi è un Volto che mette in crisi tutto il nostro modo di leggere quello che percepiscono i nostri sensi - il Volto Santo. Non è fatto da mano d'uomo. È un telo sottilissimo tratto da una conchiglia e chiamato bisso. Questo tessuto non può essere dipinto a mano. Su questo telo trasparente si vede un volto che presenta un'espressione totalmente diversa a seconda dell'incidenza della luce.

 



Nel Salmo 104 troviamo la chiave di lettura per poter comprendere questo segno:

"O Signore mio Dio, quanto sei grande!
 Ti avvolgi nella luce come un manto"(5)

Un tempo, soltanto i re e le persone molto ricche potevano possedere il bisso(6).
Esso era usato per il Tempio e quindi per Dio(7) come anche per le vesti dei sacerdoti. Qui, nel velo di Manoppello, vediamo il volto di Gesù nella tomba nel primo istante della resurrezione. Questo è, allo stesso tempo, l'ultimo istante di vita del corpo sofferente ed è anche il momento in cui esso viene trasfigurato nel corpo immortale ed eterno del Re eterno, del Sommo Sacerdote, del vero Dio. È il volto che ha portato San Giovanni a credere alla Resurrezione ancora prima che i discepoli sapessero dalla Sacra Scrittura che "Lui doveva risorgere dai morti"(8). Questo "Primo Testamento", questa prima testimonianza della Resurrezione di nostro Signore, questo velo trasparente - del tutto privo di colore - diventa, nella Chiesa occidentale, l'immagine primigenia, la prima di tutte le rappresentazioni iconografiche di Cristo della storia dell'arte fino al XVI sec. Non importa se il volto di Cristo sia stato raffigurato con la tecnica dell'affresco, del dipinto, del mosaico o della miniatura; era sempre il volto del grande Vincitore. È lui che ha calpestato la testa del serpente, come era stato profetizzato alla donna dopo il peccato originale. Il drago è stato sconfitto; deve liberare ciò che ha rubato a Dio con uno stratagemma.
Nei tempi antichi, in ogni chiesa non solo c'era la Santa Croce, segno della nostra redenzione ma era anche raffigurato, e si poteva vedere, il volto del Vincitore, del Vittorioso. A che cosa ci serve la liberazione attraverso la Croce se essa non porta a una vittoria? La Resurrezione di Gesù è il sigillo, come dire la ratifica del Padre che ha accolto la morte in croce di Gesù a espiazione dei nostri peccati; e attraverso di essa, la redenzione che ci viene donata può diventare efficace in noi...
 




 

Segue nel prossimo numero
 
 
NOTE:
1 Ap 3,11 (Bibbia di Knoch)
2 Gotteslob 205,1
3 Sulla porta di ingresso di ogni certosa, San Bruno scriveva sempre le parole: "Stat crux, dum volvitur orbis" - " La croce sta lì ferma, mentre il mondo si muove".
4 Possa tu essere salutata, o croce, unica speranza
5 Sal 104,1+2 (103)