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MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

MISERICORDIAE VULTUM IN AETERNUM ADOREMUS

.."[O Dio] continua ad effondere su di noi il tuo Santo Spirito, affinché non ci stanchiamo di rivolgere con fiducia lo sguardo a colui che abbiamo trafitto: il tuo Figlio fatto uomo, Volto splendente della tua infinita misericordia, rifugio sicuro per tutti noi peccatori bisognosi di perdono e di pace nella verità che libera e salva. Egli è la porta attraverso la quale veniamo a te, sorgente inesauribile di consolazione per tutti, bellezza che non conosce tramonto, gioia perfetta nella vita senza fine .."
(PAPA FRANCESCO)




Fotomontaggio realizzato da Antonio Teseo
LA DIAPOSITIVITA' NEL SUDARIO DI CRISTO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello

La diapositività nel Volto Santo di Manoppello
LE PIEGHE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE DELLA S. SINDONE DI TORINO.
SOVRAPPONENDO AL COMPUTER LA FIG. 1 DELLA S. SINDONE ALLA FIG. 3 DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, MEDIANTE L'UTILIZZO DI UN FILTRAGGIO IN GRAFICA DI RAFFORZAMENTO DI CONTRASTO VIENE ALLA LUCE IL VOLTO CRUENTO DELLA PASSIONE DEL REDENTORE "FIG. 2". NEL VOLTO TRASFIGURATO DELLA FIG. 3, RITROVIAMO LE TRACCE EMATICHE APPENA PERCEPIBILI PERCHE' SI ERANO ASCIUGATE SUL VOLTO DEL RISORTO. ESSE SI PRESENTANO ANCHE EVANESCENTI, COME MACCHIE IMPRESSE SUL SUDARIO, PER LA SOVRAPPOSIZIONE ALLE STESSE DELLA LUCE DEL PADRE PROVENIENTE DALLA DIREZIONE IN CUI GUARDANO I MIRABILI OCCHI DEL SALVATORE.

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone

Le pieghe del S.S Sudario di Cristo del Volto Santo di Manoppello rintracciabili nella S. Sindone
IL VOLTO CHE HA SEGNATO LA STORIA

Lavoro realizzato in grafica da Antonio Teseo da vedere
con gli occhialini rosso-ciano.
L'animazione si è resa necessaria aggiungerla perché per me rivela i caratteri somatici di un uomo ebreo vissuto poco più
di 2000 anni fa.

L'IMMAGINE CHE HA SEGNATO LA STORIA

Il Miserere del celebre maestro Giustino Zappacosta (n. 1866 - m. 1945) che si canta ogni Venerdì Santo in processione a Manoppello

Giustino Zappacosta è ritenuto uno dei più grandi compositori abruzzesi vissuti a cavallo della seconda metà dell'800 e la prima metà del 900. Allievo del professore e direttore d'orchestra Camillo De Nardis nel conservatorio a Napoli, il compositore di Manoppello divenne maestro di Cappella del duomo di Chieti e insegnante nella badia di Montecassino dove gli successe il maestro Lorenzo Perosi. Nella ricorrenza del IV centenario dalla venuta del S.S. Sudario di Cristo del Volto Santo a Manoppello (1908), il sullodato professor Zappacosta, in arte G. Zameis, diresse il Coro della Cappella del Volto Santo composto dalle voci maschili addirittura di cinquanta elementi.
Tra le più belle opere del musicista ricordiamo:
Musiche sacre - il Miserere, che tradizionalmente si canta a Manoppello durante la processione del Venerdì Santo e che sentiamo nel video; Inno al Volto Santo, melodia che si esegue durante le feste in onore del Sacro Velo al termine della Santa Messa; Vespro festivo a tre voci, dedicato al maestro Camillo de Nardis; Te Deum; Missa Pastoralis "Dona nobis pacem" per coro a due voci e organo; Novena a S. Luigi Gonzaga, a 2 voci con accompagnamento d'organo o armonio.
Romanze - Spes, Ultima Dea; Quando!; Occhi azzurri e chioma d'oro; Vorrei; Tutta gioia; Polka - Un ricordo abruzzese, romanza dedicata alla sig.na Annina de Nardis, figlia del suo maestro Camillo de Nardis; Una giornata di baldoria - composizione di 5 danze: Nel viale - marcia; In giardino - mazurka; Fra le rose - polka; Sotto i ciclamini - valzer; Sul prato - dancing.

Il celebre compositore abruzzese, Francesco Paolo Tosti, oltre ad elogiare le grandi virtù di G. Zappacosta come compositore, lo definiva anche un eccellente organista e un virtuoso pianista. Nel libro intitolato "Immagini e fatti dell'Arte Musicale in Abruzzo" il maestro Antonio Piovano descrive le alte doti musicali del musicista di Manoppello a pag. 85.




L'ora in Manoppello:
METEO DAL SATELLITE

A sinistra, visione diurna in Europa; a destra, visione all'infrarosso.
Sotto, Radar, con proiezione della pioggia stimata: visione Europa e visione Italia.
Nel vedere l'animazione delle foto scattate dal satellite ogni 15 minuti, aggiungere 1 ora con l'ora solare e 2
ore con quella legale all'orario UTC.
Premendo F5, si può aggiornare la sequenza delle immagini, dopo che magari è trascorso del tempo.




www.libreriadelsanto.it
CONTEMPLAZIONE DEL S.S. SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO.
NELL'ULTIMA SCENA DEL VIDEO TROVIAMO IL SUDARIO CON IL COLORE VIRTUALE DEL BISSO DI LINO GREZZO CHE NELLA TOMBA AVREBBE RICOPERTO IL VOLTO DI GESU' DOPO LA SUA MORTE. SECONDO UNA MIA ACCURATA RICERCA, LE MISURE ORIGINALI DEL TELO DI MANOPPELLO, PRIMA ANCORA CHE FOSSE RITAGLIATO NEL XVII SECOLO, ERANO ESATTAMENTE DI 2 CUBITI REALI X 2 (MISURA STANDARD UTILIZZATA DAGLI EBREI ALL'EPOCA DI GESU' PER DETERMINARE LA GRANDEZZA DEL SUDARIO SEPOLCRALE CHE VENIVA USATO PER ORNARE SOLO DEFUNTI RE O SACERDOTI).
NEL GIORNO DELLA SANTA PASQUA DEL SIGNORE, SUL VELO SAREBBERO APPARSE OLOGRAFICAMENTE IN SEQUENZA, IN UN SOLO LAMPO DI LUCE, LE IMMAGINI CHE VEDIAMO INVECE SCORRERE LENTAMENTE IN SEI MINUTI DI TEMPO.



CONTEMPLAZIONE DEL SUDARIO DI CRISTO CON IMPRESSO IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

IL VOLTO DI CRISTO TRASFIGURATO DALLA LUCE DEL PADRE

Lavoro eseguito in grafica 3D da Antonio Teseo da vedere con gli occhialini colorati rosso/ciano.
L'animazione virtuale del volto è servita per definire al meglio i lineamenti somatici che, come vedete, secondo uno studio antropologico è di una persona ebrea vissuta poco più di 2000 anni fa. Si tratta della sembianza di Gesù, modello per l'iconografia.
Visualizzazione post con etichetta sudario di Gesù. Mostra tutti i post
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martedì 7 giugno 2016

Perché nel medioevo la reliquia più importante per la cristianità era la Veronica

Sèguito del post precedente

di Antonio Teseo

Le risposte alla domanda del titolo di questo post le troviamo in primo luogo analizzando il significato etimologico della parola Veronica (relazionandola poi ad eventi riportati sotto) la quale è una forma latina del nome greco antico Φερενικη (Pherenike), Bερενίκη (Berenìke) che, composta da φερω (phero, "portare") e νικη (nike, "vittoria") vuol dire "portatrice di vittoria"; e in secondo luogo, comprendendo una trasposizione linguistica in uso nel medioevo che derivava da due parole: una in latino "Vera" e l'altra in greco "Eikon" = "Vera Icona, o meglio, Vera immagine del Signore"  (Giraldus Cambrensis, tardo XIII sec: "id est imago vera"; Francesco Petrarca -1304-1374: "Movesi il vecchierel canuto e bianco. E viene a Roma seguendo ‘l desìo per mirar la sembianza di Colui Ch’ancor lassù nel Ciel vedere spera"; Dante, XXXI canto del Paradiso -1308-1320: Qual è colui che forse di Croazia viene a veder la Veronica nostra, che per l’antica fame non sen sazia, ma dice nel pensier, fin che si mostra: ’Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace, or fu sì fatta la sembianza vostra?’; tal era io mirando la vivace carità di colui che ’n questo mondo, contemplando, gustò di quella pace).
Le due parole assemblate insieme, quella latina e l'altra greca, in realtà avrebbero dovuto dare origine ad un termine inventato di "Verìcon", ma nel medioevo alcune persone dotte ritennero invece che esse dovevano avere una recondita corrispondenza con la parola Benerìke, perché il concetto di questo termine un tempo era espressamente appropriato alla reliquia. Si pensò allora di alterare alcune sillabe dal connubio dei due termini con altre, in modo tale da ricavare l'espressione "Veronica" che solo in pochi - e tra questi vi era sicuramente il papa - ne conoscevano la radice del significato, come nome latino tradotto dal greco, proprio del termine "Benerìke".
Unendo ora la seconda spiegazione con la prima che abbiamo letto sopra, otteniamo:

VERA IMMAGINE DEL SIGNORE, PORTATRICE DI VITTORIA


OSSERVAZIONE

Dunque la reliquia acheropita che nell'antichità si chiamava Camuliana (rifarsi alle pubblicazioni precedenti), la quale fu spedita di nascosto da mani ignote da Costantinopoli a Roma facendola pervenire a papa Giovanni VII che la preservò dall'incombente arrivo violento di un movimento iconoclastico, nel medioevo venne chiamata volutamente "Veronica" - probabilmente da papa Innocenzo III che ne diffuse il culto - perché il reperto sacro all'epoca era considerato il vero Sudarium Christi e si sapeva anche che in un tempo veniva portato in guerra da alcuni imperatori d'Oriente come vessillo di vittoria (due di questi furono Giustino II ed Eraclio) oppure che fu esposto alla vista del nemico, tra le mura della capitale dell'impero come palladio imperiale, per dare forza morale ai sudditi dell'imperatore nel contrattaccare le incursioni persiane, comandate da Cosroe II, il quale aveva cercato invano di espugnare la roccaforte (rifarsi alle pubblicazioni precedenti).
I sasanidi di Cosroe II costretti a ritirarsi dopo la controffensiva dei romani.
A destra, il Volto Santo che fu mostrato al nemico, tra le mura della città, come palladio imperiale.
 Il Palladio (dal greco Παλλάδιον) era un simulacro che, secondo le credenze antiche, aveva il potere di difendere un'intera città.

SEBBENE VENERATA, IL VOLTO SANTO ERA DUNQUE USATO DA TANTI FANATICI COME UN OGGETTO AL QUALE VENIVA ATTRIBUITO POTERI MAGICI (SUPERSTIZIONE). OGGI, AL CONTRARIO, QUESTO SUDARIO SEPOLCRALE, DONA,  A CHI LO CONTEMPLA SPALANCANDO IL CUORE ALLO SPIRITO SANTO, UNA INCOMMENSURABILE PACE  INTERIORE ED UNA SUBLIME ELEVAZIONE TRASCENDENTALE DEL PROPRIO SPIRITO AL PADRE.  
LA VITTORIA IN GUERRA E' SOLO UN EVANESCENTE ORGOGLIO DI CUI CI SI MACCHIA LE MANI DI SANGUE
INVECE LA GLORIA DEL VOLTO TRASFIGURATO DEL RISORTO E' SOLO AMORE E PACE.

                            L'ologramma del Volto trasfigurato di Gesù non spiegabile dalla scienza
 Il Volto Santo sovrapposto alla Sindone (fig.1, risultato 3D)
Lavoro ricavato in grafica da Antonio Teseo

venerdì 22 aprile 2016

Commento di Antonio Teseo su un video in YouTube

https://youtu.be/OamtZ4o9Rtc

di Antonio Teseo

La complementarità del Volto Santo di Manoppello alla S. Sindone spiega la risurrezione della carne di Gesù Cristo. Il fenomeno inspiegabile dalla scienza insito nel sudario della reliquia abruzzese è chiamato "Trasfigurazione"; sarebbe la stessa luce del volto trasformato del Signore che videro gli apostoli sul monte Tabor.

Elaborazione ottenuta dalla sovrapposizione in scala 1:1 tra il Sudario sepolcrale del Volto Santo di Manoppello e il lenzuolo tombale della S. Sindone (fig. 2)
Il Volto trasfigurato che spiega la risurrezione della carne del Figlio di Dio
 
Nell'antichità si usava la parola ICONA per definire la sublime sacralità nell'aspetto del Pantocrator. E non a caso allora lo storico e scrittore gallese Giraldus Cambrensis - 1146-1223, definì la reliquia più importante della cristianità che si venerava a Roma in ogni Giubileo come:
VERA EIKON - ID EST IMAGO VERA 
 





giovedì 31 marzo 2016

Trasfigurazione del Cristo che ha vissuto la Passione al Cristo risorto

Bellissima riflessione venuta alla luce durante la spiegazione del sudario di Manoppello contemplato in due condizioni diverse d'illuminazione. L'intervistatore e il Padre cappuccino concordano nel ritenere che nella sembianza del Volto Santo: 
"Avviene una sorta di Trasfigurazione: la tradizione vuole che sia del Cristo che ha vissuto la Passione al Cristo risorto."
Video tratto dalla trasmissione di Rai 1 "A sua immagine" andata in onda il giorno di Venerdì Santo, 25/03/2016.
Consiglio di rivedere per intero il programma, cliccando sul link qui sotto, perché lo ritengo interessantissimo.
 
https://youtu.be/ZRxETqXy-3I

martedì 24 novembre 2015

Una sfida alla scienza (aggiornamento)

La prima foto in alto e l'ultima in basso, sono state scattate dall'amico e studioso del Volto Santo, dott. Paul Badde, che gentilmente mi sono state da lui regalate e anche autorizzate a pubblicare.
Posted by Picasa

Foto ed elaborazioni di Antonio Teseo

IL S.S. SUDARIO DEL SANTO VOLTO DI MANOPPELLO E IL SANTO LENZUOLO DI TORINO SFIDANO LA SCIENZA

Queste figure elaborate rivelano che sulla Sacra Sindone sono evidenti alcune tracce di bande e pieghe di tessuto che però (come si può osservare da un'attenta comparazione) sono proprie del finissimo bisso del Volto Santo di Manoppello. A questo punto allora è doveroso fare alcune considerazioni:
 
1) Poiché la Santa Icona torinese è sufficientemente visibile solo da una distanza di circa un metro e mezzo e anche più, si deve per forza ammettere che le figure dei due reperti sacri o sono state realizzate da un'unica persona con una tecnica a noi sconosciuta (il che a mio avviso è molto difficile, per il semplice motivo che esse sono irriproducibili dalla scienza e perfettamente coincidenti in scala 1:1 sebbene impresse su due teli con trame completamente differenti) oppure si sono formate miracolosamente sui lini, i quali, un tempo si trovavano a contatto l'uno sopra l'altro nella tomba di Gesù.
    
                 Trama del lino sindonico sovrapposta all'immagine del Volto Santo
                                 (cliccare sulle immagini per vederle ingrandite)
 
 
2) Le tracce di bande e pieghe di tessuto di cui ho parlato, sulla S. Sindone di Torino risultano essere macchiate, perché questa immagine è composta da sangue che però, a mio parere, si era disidratato e ossidato chimicamente proprio nella tomba di Gesù, assumendo un tono giallo paglierino; vedi sotto la prima figura della terzina, mediante la quale, con l'applicazione di un filtraggio computerizzato chiamato "equalizzazione", trasferita in sovrapposizione al Volto Santo di Manoppello viene alla luce il sangue vivo che si trovava sul Volto della Passione più di 2000 anni fa (vedi fig. 2;  Sangue versato da Cristo per noi nella Nuova ed Eterna Alleanza).

Osservazione:
pieghe con i loro punti d'incrocio (freccette bianche indicate all'altezza del mento; fig.3) del sudario di Manoppello, passanti per gli zigomi e rintracciabili in immagine nella S. Sindone (fig.1).
 
Poco prima del punto d'incrocio evidenziato con la freccetta bianca in basso a destra sul velo di Manoppello (vedi sotto della prima terzina d'immagini la terza foto, sulla quale con una freccetta rossa ho indicato un punto d'incrocio tra una ripiegatura orizzontale e una seconda verticale) vi è un'altra piega passante per lo zigomo, la cui grinza è raffigurata nell'Icona della S. Sindone. Questa grinza va a finire in alto ad attraversare il globo oculare di un occhio di Gesù e su di essa si riesce appena a percepire una parte dell'iride (a tale proposito, dopo aver cliccato con il mouse sull'immagine per vederla ingrandita, osservane la traccia insanguinata prima con l'indicazione della freccetta rossa, poi con quella verde, dopodiché comparala con quella corrispondente e stesa del sudario di Manoppello. Nella reliquia abruzzese ovviamente la piega risulta essere stesa poiché il santo velo, nel XVIII, fu sistemato da un cappuccino ben tirato con dei chiodini su di un telaio in noce).  
 
 
 
Secondo una mia personale ricostruzione, nel giorno della Santa Pasqua del Signore, il Volto di Gesù della Passione "risorto dai morti" appariva sfigurato dalle contusioni e dal sangue vivo uscito dalle ferite. Il liquido ematico, che copriva dunque i caratteri somatici del Signore, misteriosamente andò a finire, per irradiazione di una luce partita dal volto del Risorto e dunque per emissione in proiezione di molecole corpuscolari di plasma, anche a macchiare il sudario di Manoppello. Su di esso si era formato un aspetto indefinito del volto di un uomo delimitato ai lati da due pieghe passanti per gli zigomi (i punti d'incrocio di tali pieghe sono segnalate con le freccette bianche). Questa forma impressa di un' immagine andò a formarsi anche nel lino sindonico, ancor prima che nella reliquia abruzzese apparisse in ologramma la sembianza trasfigurata del Cristo, che sarebbe stata generata oltre che dal Figlio, anche dalla Luce del Padre e dunque dall'azione dello Spirito Santo.
 

venerdì 30 ottobre 2015

Padre Georg a Manoppello per contemplare il Volto della Misericordia

Leggi gli articoli in italiano sulla visita a sorpresa al Volto Santo di Manoppello del Prefetto della Casa Pontificia cliccando sui Link riportati qui sotto:

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/10/29/news/padre-georg-in-abruzzo-prepara-l-arrivo-di-francesco-1.12351895

http://www.rete8.it/cultura-e-spettacolo/123-volto-santo-dopo-padre-georg-arriva-il-papa/





http://holyfaceofmanoppello.blogspot.it/

Friday, October 30, 2015


Archbishop Georg Gänswein Makes Private Visit to the Shrine of the Holy Face of Manoppello




by Antonio Bini

Archbishop Georg Gänswein, Prefect of the Papal Household of Pope Francis and personal secretary to Pope Benedict XVI, made a private visit last Tuesday October 27 to the shrine of the Holy Face, accompanied by two religious. "It was an unannounced visit - which took us by surprise" - relates Fr. Carmine Cucinelli, Rector of the Shrine - "The Archbishop's visit made us especially happy because it was actually a return visit."


Fr. Carmine, Msgr. Georg and Sr. Petra-Maria


In fact, Msgr. Georg, as he is commonly known in Italy due to the complexities of his surname, came to Manoppello, accompanying Benedict XVI on the occasion of the historic papal pilgrimage of September 1, 2006. Msgr. Georg's visit fuels the hypothesis of a possible future visit to the Shrine by Pope Francis during the upcoming special Jubilee Year of Mercy. Advance notice of an invitation of this kind had been shared with the Capuchin friars of Manoppello by the Capuchin Minister General, Fr. Mauro Johry, during his visit to Manoppello in June of this year, accompanied by the Capuchin Provincial of Abruzzo, Fr. Carmine Ranieri. (Cf. http://holyfaceofmanoppello.blogspot.com/2015_07_01_archive.html)

Here it seems appropriate to remember that Pope Francis' Bull of Indiction announcing the special Jubilee  "Misericordiae Vultus" begins by calling to mind the face of Christ: "Jesus Christ is the face of the Father's Mercy. These words might well sum up the mystery of the Christian faith."  https://w2.vatican.va/content/francesco/en/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html



Fr. Paolo, Fr. Carmine and Msgr. Georg


Msgr. Georg after pausing in prayer before the Holy Face visited the exhibit hall of the Shrine guided by  Fr. Paolo Palombarini and Sr. Petra-Maria Steiner who described for him the recently reorganized exhibit which 
illustrates the relationship of the Holy Face in continuity with the images of Veronica and the Shroud of Turin. An actual size reproduction of the Shroud has recently been included in the exhibition. Before leaving Manoppello Msgr. Georg signed the guest book of the Shrine.


mercoledì 1 luglio 2015

La S. IMMAGINE dinamica perché acheropita e non statica come una qualsiasi pittura che si vede in natura

di Antonio Teseo

Solo quando la scienza saprà realizzare (anche con i mezzi sofisticati odierni) un'immagine simile a quella del Volto Santo di Manoppello, la quale è dinamica - poiché trasmette in ologramma la trasfigurazione "il cambiamento" dell'aspetto del Volto di Cristo da risorto dai morti a Luce Eterna - e non statica - come invece è qualsiasi pittura che conosciamo in natura - allora io mi inchinerò e dirò che la Sacra Icona abruzzese è un artefatto.

Figura diapositiva del Volto Santo di Manoppello osservato con un'illuminazione obliqua che arriva da dietro.
 
Figura diapositiva del Volto Santo di Manoppello (diversa da quella di sopra) osservato con lo sfondo retrostante in ombra

Diafanità nel Volto Santo di Manoppello osservato contro il cielo
 
Volto Santo osservato con la luce diretta (completa assenza dell'immagine)
 
Sotto, prima figura in alto a sinistra (Volto Santo illuminato da dietro): macchia di sangue con il bordo di coagulo che ricopre la ferita del setto nasale. Ultima figura in basso a destra (Volto Santo illuminato solo frontalmente): ferita cicatrizzata con crosta di sangue del setto nasale.
Prima figura in alto a sinistra, escoriazione (come nella S. Sindone) della punta del naso. Ultima figura in basso a destra: riflesso di luce che ha illuminato la punta del naso (Luce riflessa che era stata proiettata sul Sacro Volto dal Padre).
Terza foto in basso a sinistra: fase di rimarginazione della ferita del setto nasale.
 
Se questo non è un ologramma, ditemi voi che cos'è ! 
L'ologramma si realizza con il laser, mediante l'interferenza elettromagnetica di raggi di luce. 
Poiché nella S. Sindone sono raffigurate le pieghe con i rispettivi punti d'incrocio che sono del bisso di Manoppello, allora vi domando, in un periodo ipotetico che iniziava dal 1260 e finiva nel 1390, un uomo sarebbe stato capace di realizzare tali immagini come quella di Manoppello o come quella della S. Sindone?  
 
 
Pieghe con i rispettivi punti d'incrocio e bande di trama del sudario di Manoppello che si mostra nella S. Sindone (in origine, come ci ha descritto padre Donato da Bomba nella sua Relatione Istorica del 1640, la reliquia era un fazzoletto quadrato di quattro palmi per quattro, cioè di due cubiti reali per due - misure standard usate dalle donne ebree al tempo di Gesù per determinare in lungo e in largo il pregiato sudario di finissimo bisso sepolcrale riservato solo a defunti re dei giudei o sacerdoti - e non un panno rettangolare come quello di Oviedo che non dovrebbe dunque essere definito sudario, ma drappo di un asciugatoio; Gv. 13, 4-5).
 
 
 
 
Sudario di finissimo bisso del Volto Santo di Manoppello osservato con un ingrandimento:
Spazi determinati dall'ordito e la trama (equivalenti a due o tre capelli accostati insieme in larghezza) non coperti da pigmento unito a collante, i quali, se fossero presenti sulla stoffa sarebbero serviti per la stesura in coltre e quindi per ottenere l'assorbimento del colore sull'ipotetico dipinto. Questo procedimento avrebbe inconfutabilmente reso solo statico, e non dinamico, l'artefatto.
Di qua e di là vediamo solo alcuni nodini che sono naturali del lino. La zona delimitata tra le due linee gialle, è la parte selezionata e poi ingrandita della palpebra di un occhio.  
 
 
 
I sei punti di congruenza da me scoperti tra il Volto Santo di Manoppello e il Volto del Cristo Pantocrator inciso sul Solidus, moneta d'oro fatta coniare dall'imperatore Michele III Isaurico per ristabilire nell'impero l'ortodossia a fronte del terribile periodo iconoclastico proclamato tempo prima
da Leone III Isaurico.
Questi sei punti di congruenza, dunque, escludono categoricamente l'ipotesi che il Volto Santo sia il ritratto di Raffaello Sanzio, di Leonardo da Vinci o di chiunque altro.
 
Il sudario di Manoppello come stoffa preziosa unica al mondo.
 Il Puro Sacro Lino rimanda alla natura delle vesti splendenti di luce degli angeli.
Padre Domenico in preghiera dinanzi al Volto Santo di Manoppello illuminato dalla luce diretta 
 
Il Puro Sacro Lino assume un colore aureo (associabile al Divino) se è illuminato dalla luce del sole
 
Il Puro Sacro Lino in condizioni particolari d'illuminazione diventa talmente trasparente da diventare etereo: in alto, il cielo e le nuvole visibili in trasparenza.

 
 
  

giovedì 25 giugno 2015

Ristrutturazioni d'infrastrutture, logistica e più servizi per i pellegrini che si recano al Volto Santo di Manoppello

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/06/23/news/d-alfonso-da-900mila-euro-ai-frati-1.11664605

 

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/560186/Viabilita--inaugurato-cantiere-della-strada.html

Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano



Viabilità: inaugurato cantiere della strada Manoppello-Roccamontepiano
MANOPPELLO. Ieri  mattina, presso il ponte della Fornace, in localita' Manoppello, si e' svolta la cerimonia della posa della prima pietra della SR 539, la strada attesa da anni che colleghera' la Tiburtina Valeria con la direttrice Manoppello-Serramonacesca-Roccamontepiano. A presentare i lavori, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco.
Presenti anche i sindaci di Manoppello e Serramonacesca, Gennaro Matarazzo e Franco Marinelli, l'ex presidente del consiglio provinciale Giorgio De Luca, Andrea Di Meo, gia' sindaco di Serra e vicepresidente del consiglio provinciale, nonche' il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e il parroco don Nicolino Santilli, che ha benedetto il cantiere. Alla cerimonia ha preso parte anche una nutrita rappresentanza della cittadinanza. Dopo i saluti di rito da parte del governatore D'Alfonso e del presidente Di Marco, i due hanno, insieme a Materazzo e Marinelli, posato materialmente il primo mattone nel luogo dove, fra 200 giorni, sorgera' la rotatoria.
Di Marco ha anche illustrato nel dettaglio l'opera: «La S.R. 539 riveste un ruolo importantissimo per il collegamento della Val Pescara con le aree interne dell'Alento e del Foro - ha spiegato il presidente della Provincia -. L'arteria e' l'asse di collegamento essenziale tra i Comuni di Manoppello, Serramonacesca, Roccamontepiano e Pretoro, nonche', in particolare, con il santuario del Volto Santo di Manoppello. Alla fine degli anni '90, la SR 539 e' gia' stata oggetto, da parte dell'ANAS, di interventi mirati alla sistemazione plano-altimetrica del tratto compreso tra le progressive 0+000 e 3+500 circa, ovvero proprio in localita' 'Fornace'. Quindi e' da qui che oggi la Provincia di Pescara ha inteso dare continuita' e funzionalita' al potenziamento di questa arteria con un ulteriore lotto, in variante al tracciato esistente, fino a congiungersi allo svincolo per Manoppello. La lunghezza del nuovo tracciato in variante e' di 569 metri, oltre i raccordi con la viabilita' esistente, e permette di by-passare l'attuale tracciato della lunghezza di circa 1Km, con un percorso pressoche' rettilineo».
«L'opera - ha aggiunto Di Marco - e' inserita nel Piano Triennale Viabilita' Regionale 2008-2010 per un importo complessivo di finanziamento di 3 milioni di euro, di cui 2.152.000,00 previsti per lavori. L'intervento, nella sua organicita' e funzionalita', e' stato concepito in maniera tale da consentire l'esecuzione dei lavori senza interrompere il traffico veicolare nei due sensi di marcia, per non creare disagi alla circolazione. Solo all'atto della messa in esercizio della variante in simbiosi con il tracciato esistente - ha osservato infine il presidente - occorrera' predisporre alcune accortezze per la risoluzione della temporanea interferenza».
 Le opere d'arte salienti dell'intervento sono: realizzazione di un nuovo svincolo a rotatoria con la funzione essenziale di convergenza della viabilita' locale esistente e interconnessione con la nuova variante di tracciato.
Il diametro complessivo e' di circa 33 metri; realizzazione di un primo ponte per l'attraversamento del fossato "Manoppello" della luce di circa 24 metri; realizzazione di un viadotto a piu' campate in variante, di rettifica all'attuale tracciato, della lunghezza complessiva di circa 118 metri; consolidamento e protezione del versante collinare mediante realizzazione di paratie con pali a grande diametro (800 mm); adeguamento dello svincolo per il centro storico di Manoppello, con consolidamento del versante di monte e di valle. Completano l'intervento segnaletica stradale, barriere sicurvia e illuminazione, sia degli svincoli che lungo il costruendo tracciato. L'impresa aggiudicataria e' il Consorzio Cme (Consorzio Imprenditori Edili) di Modena; l'impresa consorziata esecutrice delle opere e' la Di Carlo Costruzioni di Casoli (Chieti). La tempistica contrattuale e' di 198 giorni.
«La posa della prima pietra merita la consegna di un altro ‘tapirone’ al Governatore regionale Luciano D’Alfonso che, per l’ennesima volta, com’è ormai abitudine per il Pd, ha tentato di prendersi il merito di un’opera frutto del governo di centrodestra-Presidente Testa», hanno commentato i consiglieri del centrodestra.

lunedì 25 maggio 2015

Relazione con Dio potendolo guardare negli occhi

Emozionante servizio mandato in onda questa mattina da TV2000 in diretta dalla Basilica del Volto Santo di Manoppello.

Il Santuario del Volto Santo di Manoppello
 
In diretta dal Santuario del Volto Santo di Manoppello, Vito D'Ettorre incontra il Rettore, Padre Carmine Cucinelli, e Padre Eugenio di Giamberardino.

https://www.youtube.com/watch?v=k-ReMVLKThY

lunedì 6 aprile 2015

Nel sudario di Manoppello la testimonianza della risurrezione di Cristo



In questi circa sei minuti di filmato, possiamo meditare sulle varie fasi di trasformazione del Volto del Risorto, che, in un lampo, la Luce divina avrebbe proiettato e fatto comparire sul sudario di Manoppello. Sudario, che nella tomba avrebbe dunque coperto il volto di Gesù.
Nel giorno della Santa Pasqua del Signore, come primo evento sarebbe apparso sulla reliquia l'aspetto cruento della Passione (risorto dai morti). Dal velo trasparente, il sangue sarebbe andato a proiettarsi e ad impressionarsi sul lenzuolo tombale della S. Sindone di Torino per mezzo di un'emissione corpuscolare.

PARTE ESTERNA DEL SUDARIO CHE AVREBBE COPERTO IL VOLTO DI CRISTO NELLA TOMBA.
DURANTE LA SANTA PASQUA DEL SIGNORE IL VELO DI MANOPPELLO  SI SAREBBE MACCHIATO DEL SANGUE DI GESU' CRISTO, ORIGINE E PADRONE DELLA VITA. QUESTO ASPETTO LO CONTEMPLIAMO NELLA REALTA' IMPRESSO INDELEBILMENTE, MA IN MANIERA SPECULARE, SULLA S. SINDONE, PERCHE' SAREBBE STATO PROIETTATO COME DETTO DALLA LUCE DEL VOLTO DEL RISORTO. LA STESSA LUCE AVREBBE ANCHE CAUSATO AL PLASMA, CHE FORMA L'IMMAGINE SINDONICA, UN'OSSIDAZIONE E UNA DISIDRATAZIONE.
CON QUESTA RAFFIGURAZIONE, RIPETO, LA LUCE DEL VOLTO DI CRISTO CI FA QUINDI CONTEMPLARE LA RISURREZIONE DAI MORTI DI GESU'

 
  
LE PIEGHE DEL SUDARIO DI BISSO DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 
PIEGHE E BANDE DI TRAMA DEL VELO DI MANOPPELLO RINTRACCIABILI NELL'IMMAGINE SINDONICA
 

Come secondo evento, sarebbe accaduto che la Luce emessa sempre dal Volto di Cristo avrebbe proiettato e impresso sul bisso una sembianza diversa da quella precedente. In questa immagine olografica, che possiamo osservare nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato da dietro, sono particolarmente evidenti gli ematomi, le contusioni e la Luce che avrebbe filtrato la stoffa.

COPERTO IL VOLTO DI GESU' DURANTE LA SUA PREPARAZIONE PER LA SEPOLTURA DAL LATO CHE VEDIAMO IN QUESTO VELO, NEL GIORNO DELLA GLORIA LA SUA LUCE AVREBBE IMPRESSO QUESTO NUOVO ASPETTO CHE SI VEDE DIAPOSITIVAMENTE DALL'ALTRO LATO (OVVIAMENTE PER GUARDARLA IN MANIERA SPECULARE DALL'ALTRA PARTE DEL TELO OCCORRE CHE L'ILLUMINAZIONE RIGUARDI SOLO QUESTA FACCIA DI TESSUTO). LA SEMBIANZA SFIGURATA RISULTA PARTICOLARMENTE ILLUMINATA E LE COLATURE DI SANGUE CHE MEDITAVAMO NELL'IMMAGINE PRECEDENTE ORA RISULTANO EVANESCENTI O ADDIRITTURA NON PIU' VISIBILI.   
 
TRACCE DI SANGUE SULLA FONTE DI GESU' RESE EVANESCENTI DALLA COMPARSA SUL SUDARIO DELLA FIGURA QUI SOPRA. CLICCARE SULLA COPPIA DELLE IMMAGINI DELLA FRONTE INGRANDITA (ULTIME DUE DI QUESTE TRE COPPIE).
 
 
 
Come terzo evento sarebbe apparso sul sudario, ribaltato dal terremoto che scosse il sepolcro (il drappo di lino che in precedenza si trovava sotto la sindone ora si trova sopra come ci rivela il Codice Pray di Budapest) l'altra immagine olografica visibile nella realtà nel Volto Santo di Manoppello quando è illuminato frontalmente con lo sfondo retrostante oscurato: il Volto di Gesù risorto irradiato dalla Luce del Padre (Trasfigurazione).

NELLA FIGURA A DESTRA, POSSIAMO OSSERVARE UN'INTENSITA' DA ME ACCENTUATA DELLA LUCE CELESTE DEL PADRE CHE RISULTA AVER ILLUMINATO IL SANTO VOLTO DI CRISTO. L'ELABORAZIONE E' STATA RICAVATA DAL FILTRAGGIO GRAFICO "EQUALIZZAZIONE" CHE PERMETTE DI ESALTARE I PIXEL CHIARI DIREZIONALI DI UNA SORGENTE LUMINOSA IN OGNI FOTOGRAFIA.   
 
«Dio nessuno l’ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato» (Gv 1, 18).

sabato 30 agosto 2014

Il Sudario di Manoppello sarebbe del I secolo d.C.

di Antonio Teseo

Plinio e Pausania, scrittori del II secolo, fanno menzione del bisso come produzione fiore all'occhiello della Palestina. Il primo autore, nel lib. 19 cap. 1, lo chiama delizia delle matrone, perché le donne facoltose di allora lo compravano a peso d'oro: gli indumenti ricavati per loro erano talmente trasparenti che c'era bisogno di una sottoveste. L'autore spiega al lettore che il lino vegetale non lo si deve confondere né con la seta prodotta da un insetto, né col bisso della pinna marina prodotta da un testaceo. Sempre questo scrittore, racconta che il tessuto è di un colore giallo oro.
Anche Pausania afferma nel libro "Cose Eliache" che il bisso ebreo è di un colore giallo brillante da sembrare addirittura cotone. I due scrittori sono concordi nel ritenere che in origine le prime coltivazioni di questo particolare lino erano localizzate in una zona nei pressi di Elea, nell'Acaja (Grecia). 

Il sudario color oro del Volto Santo di Manoppello visto alla luce del sole

La tessitura del lino, come ho già accennato nel post precedente, era riservata alle sole donne ebree le quali erano anche delle professioniste della manifattura del feltro.
Essendo il telo del Volto Santo un sudario finissimo, lo si deve allora per forza di cose associare a quello che i giudei usavano per le sepolture regali sia nel I secolo sia successivamente nel II secolo quando prese il nome di "bisso alessandrino".
La trasparenza del Sudario del Volto Santo di Manoppello

   

venerdì 18 luglio 2014

Interesse online sul sudario di Cristo che attrasse Dante e Petrarca

Interview with Raffaela Zardoni (Coki) on the Face of Christ Exhibit at New York Encounter.


I sei punti di congruenza scoperti da Antonio Teseo tra l'immagine di Cristo raffigurato sulla moneta del Solidus d'oro (fatta coniare nel IX secolo dall'imperatore di Bisanzio Michele III per ristabilire l'ortodossia nell'impero dopo il periodo iconoclastico indetto nel 727 dal monarca Leone III isaurico) e il Volto Santo di Manoppello.

Spiegazione delle immagini di sopra di Antonio Teseo: a sinistra, potete osservare il Solidus d'oro fatto coniare dall'imperatore d'oriente Michele III (840-867) su cui è raffigurata l'icona del Cristo benedicente; a destra, c'è l'immagine del Volto Santo di Manoppello fotografata durante le feste di maggio. Ebbene, da una attenta comparazione, possiamo comprendere come le due figure siano entrambe contraddistinte: 1) dalle guance del volto asimmetriche; 2) dai capelli del lato di sinistra che sono disposti a forma semicircolare perché adattati al gonfiore della guancia destra di Cristo Gesù; 3) dal ciuffo dei capelli sulla fronte; 4) dalla ferita causata con una canna dagli aguzzini che flagellarono Gesù; 5) dai capelli del lato destro aggrovigliati che dopo un intreccio cadono dritti; 6) dalla bocca semiaperta.
 

sabato 28 dicembre 2013

Scoperto il mistero del Volto della Sindone

Ricerche realizzate da Antonio Teseo

Finalmente ci siamo!

Con questa mia ultima scoperta dimostro come la figura del Volto della S. Sindone sia relativa ad una foto indefinita - perché particolarmente sovraesposta ad una luce - composta da liquido ematico ossidato e disidratato e non da colorante.
Il suo negativo fotografico
ci rivela che l'aspetto è delimitato verticalmente dalle immagini di due pieghe passanti per  i caratteri zigomatici imbrattati di sangue; queste pieghe, perché corrispondenti in sovrapposizione - anche nei punti d'incrocio - a quelle che ritroviamo nel telo della reliquia del Volto Santo di Manoppello, appartengono dunque al sudario sepolcrale (Gv. 20, 6-7) e non al lenzuolo.
Le freccette indicano le pieghe con i punti d'incrocio del sudario di Manoppello

Quindi il volto della S. Sindone non è altro che la figura indefinita del Volto Santo di Manoppello, perché questo sudario,  posto sul capo di Gesù dopo la sua morte, nel giorno della Santa Pasqua  fu irradiato e filtrato dalla luce del Volto di Cristo risorto: il Santo Volto, che era apparso miracolosamente sul bisso macchiato con il sangue della Passione, fu proiettato in trasparenza dalla Luce Celeste sulla parte interna del lino sindonico e  impresso per mezzo di scariche elettriche nell'ultravioletto (vedi qui sopra la fig.2: dalla sovrapposizione "Sindone-Volto Santo" ricavata al computer mediante appannamento e aumento di contrasto, viene alla luce il colore naturale del sangue che aveva sfigurato la faccia di Gesù).

Ecco ora come si ottiene il negativo del Volto Sindonico con la figura definita del  Volto Santo di Manoppello

Attribuendo ad ogni immagine che vediamo qui sopra una lettera da sinistra a destra, osserviamo che la sovrapposizione della fig. E, è stata da me realizzata con un rafforzamento di contrasto: essa, se trasformata in negativo, presenta in maniera accentuata le tracce delle orbite oculari rispetto alla figura invertita del volto della S. Sindone. Tuttavia, se alla sovrapposizione, anziché procedere con un rafforzamento di contrasto si effettua invece un aumento importante di luminosità (vedi la fig. B, che è l'immagine riflessa della fig. A) ecco che questa diventa identica a quella della S. Sindone invertita in negativo fotografico (vedi prima la fig. B, poi la C, che è il suo negativo fotografico, ed infine confronta quest'ultima immagine con la F, trovata in Internet in bianco e nero ).
Questo lavoro scientifico, dunque, dimostra che sul lino di Torino si è miracolosamente stampata la foto della sembianza del Volto del Redentore particolarmente sovraesposta a dei riflessi diretti di luce che avevano illuminato e filtrato il sudario di Manoppello (vedi la figura qui sotto da me ricostruita in grafica: le macchie ematiche, che nella tomba risultavano aver imbrattato il sudario, poiché impresse mediante la Luce del Volto di Cristo risorto per proiezione, si mostravano conformi in sovrapposizione con i lineamenti della sembianza del Signore che si vedeva in trasparenza dal finissimo bisso) qui, il sangue, lo possiamo osservare in una tono chiaro, perché l'ho trasformato da positivo a negativo fotografico in maniera da dare più rilevanza al Volto Santo; con il colore acquamarina, invece, osserviamo quelle aree del sudario che erano state filtrate dai riflessi della Luce della risurrezione provenienti sempre da dietro il telo.  

Attraverso questa ricostruzione grafica, allora, dobbiamo immaginare che questo aspetto del Signore si fosse impressa, sempre per proiezione, ma in modo indefinito e speculare, proprio sulla S. Sindone di Torino (è come se l'immagine, formata dal Sangue della Passione, che però ha subito dei processi chimici di disidratazione e ossidazione trasformandosi in un colore giallo paglierino, risultasse sgranata: vedi qui a fianco la fig.1).


Tuttavia, per ricavare dalla figura sindonica un' immagine più compatta, così da poter distinguere bene il  chiarore dei riflessi della luminosità dal sangue, con un programma di grafica dobbiamo prima appannarla con un filtraggio e poi con un altro aumentare il contrasto (vedi fig.1, che è rapportata alla medesima immagine impressa sul bisso del Volto Santo di Manoppello).

  

Sul sacro lino la sembianza indefinita del Salvatore si formò per mezzo del Sangue della Passione che, per fissarsi in modo indelebile sulle fibrille, subì una lieve bruciacchiatura per mezzo di scariche elettromagnetiche nell'ultravioletto. Gli atomi di carbonio di questa bruciacchiatura fissatisi e che quindi con l'avvenuta irradiazione hanno contaminato l'intero lino della S. Sindone, falsano l'esame della datazione con il C 14.  Le scariche avevano trasformato chimicamente sia il sangue, perché ossidato e deidratato, che la cellulosa, poiché decomposta in polisaccaridi.

Nell'immagine che osserviamo sopra, riguardante la trasparenza del sudario di Manoppello, il liquido ematico lo troviamo invertito in negativo a coprire i lineamenti (cioè in chiaro), per dare più risalto al  Santo Volto del Risorto.
    
Per gli apostoli erano due i motivi per poter credere alla risurrezione di Gesù: 

1) dover contemplare e meditare nella Grazia  la Sua rianimazione con i segni della Passione (vedi sotto delle ultime immagini la fig. 1);

2) dover contemplare e meditare nella Grazia la Sua trasfigurazione ricevuta dalla luce del Padre (vedi ancora sotto delle ultime immagini la fig. 3, ricavata dal filtraggio computerizzato "equalizzazione" che ha la proprietà di esaltare in ogni foto i pixel in chiaro della luce proiettatasi su un soggetto); Gv. 1, 18; Dio nessuno l'ha visto mai. L'Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato. 
Col 1,15: Egli è l'immagine del Dio invisibile, Primogenito di tutta la creazione.

Gv. 6, 40: Questa è infatti la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciti nell'ultimo giorno.